La Cancellazione Di Emilio Isgrò Alla Galleria Nazionale D'Arte Moderna E Contemporanea

La Cancellazione Di Emilio Isgrò Alla Galleria Nazionale D'Arte Moderna E Contemporanea

Il primo protagonista dell'iniziativa "Artista alla GNAM"

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Un grande inizio per Cristina Mazzantini, nuova direttrice del museo Galleria Nazionale d'Arte Moderna Contemporanea, con la mostra Emilio Isgrò.

Il museo propone un nuovo programma espositivo dal nome "Artista alla GNAM" con la formula un anno, un artista, una sala e un'opera donata al museo. L'obiettivo è di avvicinare il pubblico all'arte, rendendoli luoghi di attività culturali non solo contenitori ma produttori di contenuti.  Musei per colmare il vuoto tra la collettività e l'istituzione.

La GNAM ospiterà un artista italiano per un anno, organizzando in questo lasso di tempo incontri, dibattiti, visite, con personaggi vicini all'artista, in cui l'artista è chiamato a dialogare con esperti e amici per mettere in luce punti di vista diversi della sua arte.

In collaborazione con l'Archivio Emilio Isgrò, al contributo di Intesa Sanpaolo, Techbau e il sostegno di Borghese Contemporary Hotel, la GNAM celebra i 60 anni dalla prima "Cancellatura " di Emilio Isgrò.

L'artista nato in Sicilia nel 1937 è un pittore, poeta, drammaturgo, scrittore e giornalista. Nella sua affascinante vita, al fianco di uomini di stato, politici, attori, ha mostrato sempre grande interesse verso la "parola" fino a renderla fenomeno artistico e poetico. Nasce dalla parola la sua "Cancellatura", dalla necessità di ridurre all'essenziale un concetto trasformandolo in gesto pittorico, non per sottrazione ma di trasformazione. Un gesto rivoluzionario al pari del taglio di Fontana verso una nuova visione dell'arte che non distrugge ma costruisce.

Proprio 60 anni fa Emilio Isgrò, poco più di ventenne, esegue il suo inconfondibile gesto su un articolo di giornale, per segnalare un problema, ribellarsi alle convenzioni e proporre una visione nuova. Era un anno particolare, quello della Biennale di Venezia 1964, la Biennale della Ricerca e della rivoluzione pop.

Anche Emilio Isgrò rimane incantato dalla forza comunicativa, trasversale e democratica di tale nuova arte, ma rimane anche impaurito perché "...l'immagine sfolgorante e seduttiva dell'esistente avrebbe cancellato automaticamente la parola umana sulla quale poggia la civiltà occidentale..."queste le parole dell'artista. Proprio in questo ambiente artistico, utilizza la "Cancellatura" come reazione e denuncia e per creare e ricreare, in un fluido movimento senza fine.

Il gesto diventa significato e si trasforma in opera. In mostra, nella sala, questo piccolo stralcio di giornale che ha segnato la carriera dell'artista, insieme all'ultima opera, per una vita di arte ed evoluzione della "Cancellatura".

Per l'opera "Isgrò cancella Isgrò", l'opera che sarà adonata al museo intesa come ultima tappa dell'artista, si compone in tante pagine del libro, appeso alla parete ed incorniciato come un quadro. L'artista applica, un cambio di piano rispetto all'oggetto libro, spostandolo su un piano verticale. Utilizza il suo Autocurriculum, romanzo edito da Sellerio nel 2017 in cui le "cancellature" si presentano nere e oro. Riflette, in modo originale, l'importanza della propria identità in cui spesso si omette o si aggiunge informazioni per la paura di non essere scelti, omologati, richiesti. In quest'opera Emilio Isgrò svela la fragilità e l'indeterminatezza che sta dietro ad ogni autorappresentazione.

Il libro sempre presente nella collezione dell'artista, negli anni cambierà versione, sperimentando materiali diversi. In mostra "La Bibbia" di vetro, fragile come le parole che in essa contiene, in cui parole scritte si affiancano a parole cancellate per un grande atto di protezione e conservazione. Accanto a questa grande opera scultorea, appesi al soffitto vi sono i sette globi per sette mondi diversi nello spazio di "Planetarium" datati 2023, In ese le "Cancellature" sono ad invogliare nella ricerca di viaggi alternativi, verso inesplorate direzioni, lontane dalla banale conoscenza di un mondo ormai globalizzato.

Parcheggiato fuori la GNAM un TIR con scritte cancellate di cui solo la frase "trasporta una formica" rimane chiara e leggibile. Si conclude con quest'opera fuori museo, la mostra di Emilio Isgrò con un poetico monito dell'artista che invita a trasformare le cose piccole in grandi, servendoci dell'arte come mezzo di inclusione e no esclusione, rinascita e non cancellazione.

Chiara Sticca

 

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