Alice Nelle Fogne Delle Meraviglie

Una fiaba metropolitana, scritta e interpretata da Angela Dionisia Severino, che ha incantato il pubblico del Teatro del Centro Culturale Artemia di Roma.

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In gergo si potrebbe chiamare uno scambio di cortesie quello fra il Centro Culturale Artemia e il Teatro Serra che hanno dato vita ad una proficua collaborazione di confronto e condivisione di arte teatrale fra Roma e Napoli. Così “Alice nelle fogne delle meraviglie”, spettacolo “Menzione speciale del Premio Serra Campi Flegrei 2022”, decretato a Napoli nel 2023, è stato rappresentato al Teatro di via Amilcare Cucchini, mentre il vincitore del Festival “InCorti da Artemia” 2023, come da regolamento, è stato inserito ed è andato in scena nella stagione teatrale 2023/2024 del Teatro Serra in trasferta a Napoli.

Tre serate all’Artemia con una platea sempre piena che ha avuto la sorpresa di assistere a una piacevole favola metropolitana, di discesa e risalita, che ha attinto a piene mani anche a quel dialetto napoletano che oggi, più che mai, sta vivendo la sua piena consacrazione come lingua compresa e apprezzata in tutto il territorio nazionale. Interpretare e dirigere quello che si è scritto ha dato la possibilità a Angela Dionisia Severino di essere piena padrona del palco con la capacità di costruire un monologo così intenso e coinvolgente da rendere reali agli occhi del pubblico anche quello che non si vede. Come afferma la stessa protagonista, ad essere rappresentato non è uno spettacolo ma un racconto di un’esperienza, o più sicuramente, di un sogno, che porta Alice nel sottosuolo di una periferia napoletana dove un esercito di topi vede in lei la regina che li può portare a riconquistare la luce. L’attrice è sempre la stessa, eppure la si riesce ad immaginare bambina che aspetta al davanzale il pulmino della scuola o, da grande, mentre viaggia su un autobus che tarda sempre ad arrivare.

Una carica recitativa che sa quando esplodere e quando rendersi più ammaliante raggiungendo nell’imitazione dei ratti quella punta di simpatia che porta a pensare con tenerezza anche a uno degli animali più disprezzati da sempre. Ecco che allora il topo può diventare il simbolo di tutto quello che la società tende a relegare nel buio per non urtare canoni che qualcuno ha deciso siano di pubblico decoro. Tuttavia, si omette di considerare che non risolvendo i problemi alla radice, si rischia di creare un mondo occulto dove chi viene esiliato prima o poi può esplodere e venire alla luce. Ma Angela Dionisia Severino, unendo il racconto di un classico alle derive contemporanee che stanno vivendo le nostre città, non vuole dare nessun insegnamento, piuttosto riesce a dare forma a spunti di riflessione con un intrattenimento capace di coinvolgere a tal punto che il pubblico sembra quasi dispiaciuto che quel racconto sia ormai terminato. E i tanti applausi del Centro Culturale Artemia lo hanno pienamente dimostrato accogliendo anche Lauraluna Farina per  l’aiuto regia, Teresa Di Monaco per la drammaturgia musicale,  Valentina Castronuovo per l’organizzazione,  Dario Biancullo per i Costumi.

                                           Rosario Schibeci

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