The Hole Il Rifugio Artistico Nel Cuore Di Roma Di Zero Like

The Hole Il Rifugio Artistico Nel Cuore Di Roma Di Zero Like

L'intervista all'artista che ha inaugurato il suo spazio espositivo nel centro di Roma

stampa articolo Scarica pdf

E’ stata presentata presso la sede della Zurich Bank, di Roma, la galleria d’arte “The Hole” di Stefano Stasi, in arte Zero Like e ho avuto modo di scambiare due parole con l’artista, il quale, con molto entusiasmo, mi ha raccontato la storia di questo luogo per lui così importante.   Che cosa è per te The Hole?   La denominazione della galleria “The Hole” ha un’eccezione, che non è propriamente legata al fatto che è un piccolo ambiente, è tutt’altro “The Hole” è per me che faccio arte, uno spazio vitale, ed in qualche modo ho dovuto affiancarmi alle gallerie sul territorio italiano soprattutto.   “The Hole” sono i livelli, i livelli della società, i livelli di comunicazione e soprattutto i livelli di apprendimento.   Questo è il primo focus che avevo in mente già da tantissimi anni, l’altro è legato al fatto che ho cambiato il mio pseudonimo da Stasi in Zero Like, Stasi esiste sempre ma Zero Like è proprio lo spunto per una campagna di sensibilizzazione intitolata proprio così “No Like No Sense” rivolto principalmente alle nuove generazioni, anche se la linea di demarcazione è molto sottile.   I social è vero che sono il motore di comunicazione di interscambio, ma sotto c’è un underground che ne fa un uso esagerato, controproducente, questo concetto è per le nuove generazioni che inizieranno, anzi hanno già iniziato ad utilizzare la cosiddetta intelligenza artificiale, ma non “superficiale”.  Qui bisogna ragionarci in maniera più approfondita, facendo ragionare la propria testa, pensare e non cercare un escamotage per riuscire in qualche modo a trovare le parole per esprimersi.   Perché hai scelto il centro di Roma per aprire una galleria d’arte?   Apro nel centro storico di Roma per tante motivazioni, in tempi precedenti avevo già gestito una galleria d’arte in maniera eccellente, e poi mi piace il rapporto umano, lo scambio con le persone e non c’è luogo migliore, qui è possibile esprimere al meglio sia il dialogo che la comunicazione con le persone, e poi per monitorare il mercato dell’arte sul territorio romano che purtroppo come ben sappiamo è molto ristretto, rappresenta così anche un modo per smuovere le coscienze.   Di cosa è fatta la tua arte?   La mia arte è fatta di immagini e di pensiero, seguo due linee che viaggiano parallele, quella concettuale, che rappresenta il mio punto di forza e mi ispira di più. Mi sento molto soddisfatto quando la clientela ha un occhio di riguardo   per quanto riguarda il concetto in sé dell’opera d’arte, più che della tecnica pittorica, sono due mondi totalmente diversi, comparti stagni che vanno affrontati per me in maniera accademica.   Come è stata la tua ultima mostra?   L’ultima mostra che ho fatto mi è piaciuta molto, è stata promossa da un grande sponsor la Zurich Bank che mi ha dato l’opportunità di esprimermi nel modo che io utilizzo, questo motore di comunicazione diretto, senza titubanze dal quale ho avuto un grande riscontro mediale considerando che erano presenti oltre 350 persone, per una mostra personale è un numero importante, visto che solitamente non si ha questo genere di affluenza, anche se Roma è una città piena di storia.   Cos’è per te l’arte?   L’arte che è il motore di comunicazione, e “The Hole” oltre ad essere per me un rifugio da tante cose, rappresenta anche un punto di unione e di forte collaborazione, anche grazie al mio socio Jacopo Cavarra.   E’ così importante la presenza del tuo socio?   Si, intanto parte delle mie opere sono dedicate a lui e poi noi due insieme formiamo una squadra importante, è difficile unire due menti, unire una persona che ha un’alta competenza dal punto di vista della comunicazione e che incontra un’artista, me, il quale ha la stessa visione e le stesse mire.   Quale è il consiglio per i giovani di oggi?   Ai giovani dico sempre di cercare, di credere nei propri progetti, di essere veramente tenaci e di non mollare mai. Questo è fondamentale che ci sia in qualche maniera una sorta di incitamento, perché dall’arte nascono tante cose e da essa se ne possono imparare tantissime, ed infine di soffermarsi su se stessi, è una cosa importantissima guardando un’opera si va in introspezione, allo stesso modo come un’artista va in introspezione laddove c’è un concetto da esprimere.   Qual è il tuo prossimo progetto?   Il mio prossimo progetto è di realizzate una mostra che avrà un grande personaggio come protagonista “Sergio Leone”.   Stefania Petrelli

 

© Riproduzione riservata