Stefano Cristi

Presentato a Roma il suo “Piccolo Manuale di Zoologia Fantastica” distribuito da Lantana Editore, appositamente ideato per il progetto The Bestiarium.

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L’amore per la lettura di un gruppo di “adulti” e l’immaginario collettivo di un gruppo di 30+1 bambini di età compresa fra i sei e i dieci anni hanno dato vita al progetto “The Bestiarium” con la creazione di 30+1 animali fantastici i cui disegni realizzati dagli stessi bambini e da altrettanti artisti internazionali si possono ammirare nella mostra allestita al Museo Civico di Zoologia di Roma fino al 28 febbraio.

Un’iniziativa tanto bella da trovare immortalità anche con la stesura di un vero e proprio manuale di zoologia fantastica dove le immagini sono accompagnate da 30+1 racconti inediti scritti dal giovane autore Stefano Cristi.

Laureato in storia dell’arte, lettore compulsivo e appassionato cinefilo, si è trasferito da Roma a Barcellona, dove è il produttore esecutivo di un' orchestra. In occasione del vernissage della mostra, ha risposto ad alcune domande rivelando un personaggio che sembra, attraverso la saggezza dei bambini, dire tante cose anche ai grandi.

Come ti sei trovato coinvolto in questa avventura di “The Bestiarium”…

Quando ho letto degli animali mitologici descritti da Jorge Luis Borges nel suo “Manual de Zoologia Fantastica” del 1957, ho inviato il testo al mio amico artista omino 71 sicuro che la sua grande sensibilità avrebbe partorito qualcosa di buono. E ancora una volta, lui non mi ha deluso ideando questo grande progetto che ha il merito di avere generato prima di tutto entusiasmo. Avere poi il compito di scrivere questi racconti raccolti in un nuovo manuale di zoologia fantastica sulla base di un lavoro fatto dai bambini è stata una vera emozione che spero tanto di riuscire a trasmettere a tutti quelli che leggeranno il mio libro-catalogo  appositamente ideato per il progetto e distribuito da Lantana Editore.

Rispetto al manuale di Burges però la tua formula può dirsi inedita e magari più divertente…

In effetti ho voluto un po’ giocare cimentandomi in 30+1 generi letterari diversi andando dal telegramma alla ricetta di cucina, passando per il noir. Nei racconti, poi, sono continui i riferimenti letterari ai grandi scrittori anche se nel mio olimpo personale rimangono Gianni Rodari, che mi ha insegnato a scrivere e Roberto Bolaño, che mi ha insegnato a leggere. Compaiono addirittura dei riferimenti alla letteratura erotica sessuale anche se rimangono molto velati.

Oggi ha ancora senso parlare di animali fantastici oppure la cultura di internet ci porta a considerare di più la realtà delle cose…

Internet è un mezzo per una maggiore diffusione della cultura rendendola accessibile a tutti. Questo non toglie che la creatività possa creare dei nuovi animali fantastici che, per quanto si voglia, non saranno mai dello stesso numero di quelli reali creati da Dio nell’Universo. 

In un’epoca di videogiochi come si fa ad interessare i bambini ad un’attività ludica come quella proposta da “The Bestiarium”…

I bambini che sono attirati solo dai videogiochi sono quelli che non ricevono stimoli dagli adulti. Bisogna trasmettere entusiasmo e coinvolgimento proprio come è successo nei laboratori di "The Bestiarium" dove tutti si sono sentiti protagonisti. L’infanzia però, per la rapidità con cui si appassiona o si disappassiona alle cose,  ha bisogno di regole, di confini in cui muoversi,  perché il limite è sicuramente una spinta per sviluppare la creatività.

Hai deciso di spostare la tua residenza da Roma a Barcellona. E’ più facile fare arte e cultura nella città catalana…

Devo dire che in Spagna cambia la possibilità di lavorare nella cultura risultando tutto molto più accessibile rispetto all’Italia. Qualunque iniziativa artistica, purché valida, viene accolta subito con favore evitando tutta quella trafila di autorizzazioni e burocrazia che esiste da noi. Soprattutto anche da parte degli assessori c’è una maggiore disponibilità e ci si può mettere in contatto con loro anche attraverso un semplice indirizzo di posta elettronica.

                                                                                                                         Rosario Schibeci 


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