A Palazzo Firenze, Naturalia Et Mirabilia, La Personale Di Federica Zuccheri

A Palazzo Firenze, Naturalia Et Mirabilia, La Personale Di Federica Zuccheri

A cura di Tiziano M. Todi, fino al 25 giugno 2025

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In Piazza di Firenze 27 a Roma, presso gli spazi espositivi della Società Dante Alighieri, la personale di Federica Zuccheri, “Naturalia et Mirabilia”, a cura di Tiziano M. Todi, fino al 25 giugno 2025.
 
Come un’alchimista, Federica Zuccheri, mescola insieme simboli religiosi, mitici e naturalistici con elementi della cultura popolare e pagana.  Il suo pantheon non ha dogmi ma memoria.  Una memoria che stratifica unendosi ai materiali quali l’argento, il bronzo dorato o brunito, i marmi e le pietre dure.
 
Il titolo della mostra, “Naturalia et Mirabilia”, affonda le radici tra tardo Medioevo, Rinascimento e Barocco, epoche in cui nacquero le Wunderkammer, le camere delle meraviglie dove arte, scienza e mito si intrecciavano in una moltitudine di significati.
 
Il percorso espositivo presenta quindici opere scultoree, articolate in uno spazio pensato in stretta relazione con gli ambienti storici della sede.  Le sale della Società si trasformano divenendo parte attiva della presentazione, ospitando le sculture in un allestimento studiato per instaurare un dialogo diretto con il luogo.
 
L’arte di Federica nasce da un’intuizione emotiva, personale e misteriosa, in lei convivono l’artefice e l’alchimista, la narratrice e la visionaria. 
 
 “Federica non raccoglie ma crea. Non dispone la meraviglia la suscita”.
 
Federica Zuccheri dà forma a un immaginario che unisce gesto plastico e materia. Le sue opere sono racconti muti che hanno il tono di una poesia, la forza di un affresco e l’intimità di un diario segreto. Ogni oggetto non è solo espressione estetica, ma è uno strumento che racconta quello che le parole non riescono a spiegare.
 
I suoi lavori sono “mirabilia” perché fanno riflettere tra meraviglia e stupore e “naturalia”, perché pur nella loro stilizzazione, celebrano la materia, viva, forte sensuale. 
 
“Sculture che appartengono ad un altro tempo, un tempo mai esistito eppure così reale”.
 
Federica emoziona e coinvolge lo spettatore grazie alle sue creazioni, che magicamente evocano ciò che vede con l’anima oltre le apparenze, mitologia, sogno, religione, vengono unite tra loro da una struggente nostalgia di un mondo ormai inesistente. il suo mondo, fatto di suggestioni fantastiche, di sogni, di allusioni simboliche ponendo la logica del visibile al servizio dell’invisibile cristallizzata nel tempo dell’eternità.
 
L’esposizione prende vita anche grazie alla collaborazione con la storica Bottega Mortet, eccellenza romana della cesellatura, che ha affiancato l’artista nella realizzazione delle opere. Come sottolineano Dante e Andrea Mortet, “le sculture di Federica hanno una voce. Il nostro compito è ascoltarla e interpretarla con rispetto, dando forma a un pensiero che vive già prima della materia”. 
 
Il catalogo edito da Officine Vittoria e curato da Francesca Borrelli, raccoglie testi critici, materiali iconografici e riflessioni di Federica Zuccheri sull’intero progetto, contribuendo a fissarne il valore culturale e documentario.
 
Stefania Petrelli
 
 

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