Alessandra Caputo: Il Romanzo D'esordio è On My Skin

Alessandra Caputo: Il Romanzo D'esordio è On My Skin

Edito da Casa editrice Pagine

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Ci sono storie che raccontano un amore e altre che scavano nelle ferite dell'anima. On My Skin, il romanzo d'esordio di Alessandra Caputo, riesce a fare entrambe le cose, intrecciando sentimento, mistero e rinascita in una narrazione intensa e coinvolgente. Attraverso il percorso dei protagonisti Gabby Sweetie e Alex Jonas Hartley, l'autrice conduce il lettore in un viaggio emotivo fatto di segreti, cicatrici invisibili e verità nascoste che emergono lentamente fino all'ultima pagina. Giornalista e scrittrice romana, Alessandra Caputo firma un'opera dal forte respiro cinematografico, ambientata nella suggestiva Wilmington, in North Carolina, che affronta con sensibilità il tema della memoria emotiva e della possibilità di ricominciare. Ne abbiamo parlato con lei.

Come nasce l'idea di On My Skin e qual è stata la scintilla che ti ha spinto a raccontare la storia di Gabby e Alex?

La scrittura di On My Skin è stata una folgorazione, più che una scintilla e mi sono lasciata travolgere dal bisogno di raccontare questa storia. Un po’ come quel colpo di fulmine che arriva quando meno te l’aspetti o un temporale estivo che ti fa cambiare i piani della giornata. Ero impegnata nella scrittura del terzo volume di una trilogia e improvvisamente il passato di Alex mi girava in testa, insieme a tanti piccoli particolari. Ho iniziato a scrivere a penna su un quaderno, in spiaggia, seguendo proprio l’esigenza di farlo.

 

I protagonisti portano con sé ferite profonde e segreti difficili da affrontare. Quanto c'è di universale nelle loro fragilità e cosa speri arrivi ai lettori attraverso il loro percorso?

Penso che ci sia molto di universale in questa storia. Chi non ha ferite, più o meno importanti, che hanno in qualche modo segnato la propria vita? Penso che ogni dolore sia necessario affrontarlo, viverlo, raccontarlo per poi avere la forza di lasciarlo alle spalle, tuffandosi in qualcosa di nuovo. Ogni cambiamento porta con sé una nuova apertura. I lettori vorrei che percepissero un messaggio: c’è sempre la luce al di là dell’oscurità, tutto sta nell’avere il coraggio di attraversare quel buio, senza timori, anche quando ci fa più paura.

Il misterioso tatuaggio di Alex rappresenta uno degli elementi più intriganti del romanzo. Quanto è stato importante costruire la componente di suspense all'interno di una storia d'amore?

L’idea della storia è nata dall’incontro di Alex e Gabby e dalle loro ferite, soprattutto quelle di Alex. In realtà, il tatuaggio è subentrato in un secondo momento ed è diventato subito la chiave della storia, il mistero intorno al quale ruota tutto quanto perché nasconde e protegge l’essenza di ciò che ferisce e lenisce allo stesso tempo. La componente di suspense non è stata costruita a tavolino studiandola nei particolari, ma fa proprio parte della narrazione, come fosse un personaggio a sé stante.

Durante la lettura emerge una forte componente visiva, quasi cinematografica. Mentre scrivevi immaginavi già scene, ambientazioni e personaggi come se fossero sullo schermo?

Ho immaginato le scene del romanzo in ogni singola pagina che ho scritto. Fin dall’inizio questa storia è raccontata attraverso immagini, scenari, profumi, respiri, percezioni, momenti che mi ruotavano in testa come tantissime istantanee che piano, piano hanno composto un grande puzzle, quello di On My Skin.

Se On My Skin diventasse un film o una serie televisiva, quali aspetti della storia ti piacerebbe vedere valorizzati maggiormente in un adattamento audiovisivo?

Questo romanzo racconta quanto sia importante non fermarsi alle prime impressioni, quanto sia necessario andare oltre e seguire una sensazione che ci fa stare bene. Gabby e Alex sono due persone apparentemente così distanti, ma in realtà simili sotto diversi punti di vista. La riservatezza di uno è avvolta dalla curiosità dell’altra. I misteri che contornano la vita di Alex sono la miccia che fa scattare l’esigenza di Gabby di conoscere cosa ci sia oltre quel che lui vuole mostrare. La chimica che si accende tra di loro scatena quella voglia, da una parte di accogliere e dall’altra di trovare comprensione. L’empatia che si innesca è un aspetto che vorrei emergesse, insieme alla suspense che deve provocare domande e supposizioni fino all’ultima scena. Vorrei che l’alone di imprevedibilità che aleggia intorno ad Alex, la sua storia dolorosa e piena di emozioni contrastanti, sia al centro della sceneggiatura in un crescendo appassionante e avvincente.

Dopo aver accompagnato i lettori in questo viaggio tra amore, mistero e rinascita, quale messaggio vorresti che restasse impresso una volta chiusa l'ultima pagina?

Farsi trasportare dalle emozioni, anche quando ci spaventano, perché i momenti vissuti completamente, senza rimpianti ci arricchiscono sempre. Chiusa l’ultima pagina mi piacerebbe che restasse addosso quella sensazione di voler sapere come sarà la vita di Alex e Gabby, vorrei si insinuasse il dubbio che non sia stato raccontato tutto, ma che ci sia sempre qualcosa da svelare e da scoprire.

Un libro di cui consiglio la lettura, piacevole, scorrevole, da leggere in vacanza o sotto all’ombrellone, disponibile in tutte le librerie e online.

Stefania Vaghi

 

         

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