Si è inaugurata, presso la Sala Dalì dell’Instituto Cervantes di Roma, la mostra Sesion Neon Andina Joan Alfaro Cabrera alla presenza di Manuel Cacho-Sousa Velázquez, Ambasciatore del Perù in Italia e di Ignacio Peyró Direttore dell’Instituto Cervantes di Roma nonché l’artista peruviano Joan Alfaro Cabrera.
Per la prima volta in Italia Joan Alfaro Cabrera viene accolto in una cornice storica importante quale è Piazza Navona e in un istituto culturale dinamico e sempre attento ad un dialogo ed un confronto con l’arte. L’artista rappresenta il surrealismo andino da lui stesso definito come creazione personale, ci presenta un universo creativo in cui emerge la sua indipendenza e in cui ciascuna delle sue opere trova una propria definizione.
Trae ispirazione dai colori della natura, dalle tradizioni della sua terra e dalla necessità di esprimere emozioni profonde. Costruisce universi visivi dove il magico e il reale convivono in armonia. In ogni olio, acquerello o disegno che osserviamo Joan Alfaro Cabrera rivela un mondo simbolico che ci invita a riflettere sull'identità, la memoria e il legame spirituale con gli Andini, ma anche la vita quotidiana.
La mostra è stata sostenuta sia dall’Ambasciata del Perù in Italia che dall’Istituto Cervantes di Roma e si caratterizza per il colore intenso e audace del pigmento neon utilizzato. Proprio l’uso del colore porta all’identità ed al meticciato andino, nonchè alle tradizioni peruviane con i loro vestiti sgargianti.
Il colore neon è decisamente il segno distintivo di Joan Alfaro Cabrera. Lo utilizza nei dettagli per creare energia nei personaggi che rappresenta. Nel mondo andino questi pigmenti sono utilizzati anche nei lavori a telaio da qui un omaggio alla sua identità. Il lavoro sui pigmenti dura da ben venticinque anni portando sempre in primo piano non una tradizione, ma l’identità, un aspetto centrale del suo lavoro, creando un dialogo tra l’olio e l’acrilico.
Le opere in mostra rappresentano il sentimento e la realtà della cultura andina in modo surreale, opere realizzate ad olio e acquerello con una palette cromatica decisamente espressiva. Un gioco in cui l’arte moderna e la tradizione si abbracciano e celebra luoghi come Cajamarca, Cuzco e Arequipa e tutto il Perù. I personaggi dalle grandi orbite e gli sguardi trasparenti, scrutano tra tratti e linee ondulanti dai colori forti, circondati da ornamenti che li rendono magici e attraenti. I grandi occhi di donna e di animali, quali il lama o l’uccello, ti guardano, ti scrutano in una atmosfera tra sogno e realtà. L’identità peruviana si svela in ciascuno dei dipinti.
Classe 1982 l’artista è un autodidatta, con una carriera contraddistinta da una visione personale, che ha saputo trasformare la sua opera in un ponte tra l'immaginario ancestrale e la sensibilità contemporanea. Tra le sue opere non solo olio, acquarelli, ma anche
incisioni, ceramica e scultura che riflettono la
magia del paesaggio
andino, la memoria collettiva e la cosmovisione
delle sue radici.
L’artista può vantarsi di rappresentare il marchio Perù ed è ambasciatore del
surrealismo andino nel mondo. Oggi Roma accoglie il "Surrealismo Andino" che ha superato i confini del Perù e può sognare tra colori e magia.
INFORMAZIONI MOSTRA
Orario: da martedì a venerdì dalle 14.00 alle 20.00;
sabato dalle 12.00 alle 20.00;
Emanuela Scanu
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