Ventotto anni dopo il primo capitolo, le sorelle Owens tornano sul grande schermo. È un ritorno che nasce inevitabilmente sotto il segno della nostalgia, ma che Amori & incantesimi 2 prova a trasformare in qualcosa di più di una semplice operazione celebrativa.
Il film di Susanne Bier riprende infatti uno degli elementi più fertili dell'universo creato da Alice Hoffman: l'idea che ciò che ereditiamo dalla nostra famiglia possa essere insieme una risorsa e una condanna. Al centro della nuova storia c'è ancora una volta un'antica maledizione, ma il vero conflitto riguarda il rapporto tra le generazioni e la possibilità di sottrarsi a un destino già scritto.
Sally e Gillian Owens si ritrovano così alle prese con una nuova minaccia che coinvolge direttamente la famiglia e, soprattutto, le giovani protagoniste interpretate da Joey King e Maisie Williams. Il passaggio di testimone introduce nel racconto una dimensione interessante: ciò che nel primo film apparteneva soprattutto alla storia delle due sorelle diventa ora una questione di eredità familiare.
È anche il punto in cui il sequel mostra la propria ambizione, cercando di ampliare il mondo delle Owens senza rinunciare alla sua identità. Il problema è che l'ampliamento non sempre coincide con un approfondimento. La presenza di nuovi personaggi e di più linee narrative rende il film più ricco, ma anche meno compatto rispetto all'originale.
A tenere insieme il racconto sono soprattutto Sandra Bullock e Nicole Kidman. La distanza temporale non ha cancellato la complementarità tra Sally e Gillian, costruita ancora una volta sull'opposizione tra prudenza e impulsività, razionalità e istinto. Le due attrici non si limitano a riproporre la dinamica del primo film: il tempo trascorso diventa parte del loro rapporto e conferisce ai personaggi una maggiore consapevolezza.
Il sequel funziona quindi meglio quando rimane ancorato alla loro relazione. È nella dimensione familiare, più che nell'intreccio soprannaturale, che il film trova la propria ragione d'essere. La maledizione diventa il dispositivo narrativo attraverso cui parlare di madri e figlie, di legami ereditati e della difficoltà di liberarsi da ciò che le generazioni precedenti hanno lasciato in eredità.
Il confronto con il film del 1998 rimane tuttavia inevitabile. Amori & incantesimi 2 conserva il tono sospeso tra commedia romantica, fantasy e atmosfere gotiche, ma sceglie una strada più ampia e narrativa. Susanne Bier, subentrata alla regia a Griffin Dunne, evita di realizzare una copia dell'originale e cerca invece di dare al sequel una propria fisionomia.
Non tutto, però, trova lo stesso equilibrio. Alcuni passaggi risultano più prevedibili e l'intreccio tende occasionalmente a sovraccaricarsi, soprattutto quando il film insiste sulla necessità di introdurre nuovi elementi invece di sviluppare fino in fondo quelli già presenti. È il limite più evidente di un sequel che deve contemporaneamente soddisfare il pubblico affezionato al primo capitolo e costruire una storia capace di reggersi autonomamente.
Il risultato è dunque un film sospeso tra nostalgia e rinnovamento. Non ha la freschezza dell'originale, ma non si limita neppure a replicarne formule e atmosfere. Il suo interesse risiede soprattutto nella trasformazione dei personaggi e nella scelta di spostare il centro del racconto verso la trasmissione familiare.
Il ritorno di Dianne Wiest e Stockard Channing contribuisce inoltre a mantenere un filo diretto con il passato, mentre il nuovo cast amplia il mondo delle Owens senza cancellare quello che il pubblico aveva imparato a conoscere.
Dal punto di vista visivo, Bier costruisce un'atmosfera elegante e crepuscolare, sostenuta dalla fotografia di Simon Duggan, dalle scenografie di Tom Burton e dai costumi di Alexandra Byrne. Le musiche di Rupert Gregson-Williams accompagnano il film senza sovraccaricarne la componente fantastica.
Amori & incantesimi 2 non è, in definitiva, un sequel che vive soltanto del ricordo del primo film. È piuttosto il tentativo di interrogarsi su cosa significhi tornare, dopo quasi trent'anni, dentro una storia che nel frattempo è diventata patrimonio affettivo del pubblico.
Il risultato è diseguale ma coerente con la propria ambizione: meno sorprendente dell'originale, più consapevole dei temi che vuole affrontare. E soprattutto ancora capace di affidarsi alla presenza scenica di Bullock e Kidman, il cui rapporto rimane il vero centro gravitazionale del film.
Più che chiedersi se sia possibile ripetere il successo di Amori & incantesimi, il sequel sembra porre una domanda diversa: quanto può cambiare una storia quando a tornare non sono soltanto i suoi personaggi, ma anche il pubblico che li aveva lasciati andare?
Amori & incantesimi 2 arriva al cinema il 10 settembre 2026, distribuito da Warner Bros. Pictures.
Cristina Gallo
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