Mauro Fratini

Essere artista è una strategia vitale.

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Il Cometa Off ospita il 10 e 11 maggio “Per adesso…basta così!”, il nuovo spettacolo di Mauro Fratini.  Un one man show nel quale con ironia e sarcasmo, Mauro, racconterà vizi e virtù degli italiani come solo un comedian sa fare.

Della stand up comedy e del gruppo Satiriasi in particolare, si è letto e detto tanto. La loro forza è quella di aver sdoganato la vecchia satira a favore di monologhi divertenti ma al contempo pungenti su argomenti sempre attuali che spaziano dalla religione, alla depressione, ai social, all’alcolismo e tanto altro.

Abbiamo il piacere di fare due chiacchiere con Mauro Fratini.

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Mauro partiamo dall’inizio. Quando hai scoperto la tua vena artistica e quella comica in particolare?

Ero alla scuola materna e capii subito che se non avessi cercato un punto di vista comico della realtà non sarei sopravvissuto. Essere artista è una strategia vitale.

Come nasce un monologo e quanto tempo ci lavori prima che abbia una stesura definitiva?

Un monologo per me è la realizzazione scritta e parlata di un’immagine forte che racconta un’idea. Da quell’immagine partono premesse e conclusioni che illuminano o incasinano la cosa al punto che potresti far ridere ma anche piangere, il limite è molto sottile. Una stesura non è mai definitiva ma è quella che, in quel momento, si avvicina di più all’idea iniziale, e quando dopo varie riscritture sembra ok per l’autore a quel punto subentra l’attore che prende possesso del pezzo e ricomincia a manipolarlo, spesso avendo delle difficoltà delle comprensione del testo e delle esigenze tecniche precise. La schizofrenia per noi è una fedele compagna di giochi!

In una intervista che hai rilasciato un po’ di tempo fa, hai raccontato di aver vissuto lavorativamente due vite parallele: un lavoro che ti faceva guadagnare ed un altro che volevi realmente fare. Adesso queste due strade oggi sono unite?

Sì dentro di me, ora finalmente non guadagno e non lavoro, ma le cose vanno molto meglio, perché vivo.

E vivendo si scrivono davvero degli spettacoli interessanti.

L’aggettivo più usato per la vostra comicità è “dissacrante”. Essere una voce fuori dal coro, non conforme alla solita comicità e alla solita satira, agli esordi ha fatto contare più porte chiuse o incitamenti ad andare avanti?

Le porte aperte e chiuse e gli incoraggiamenti o le dissuasioni sono sempre tutte nella nostra testa, e per essere “dissacranti” bisogna prima trovarlo il sacro, che è il lavoro più difficile.

Lo spettacolo che porti al Cometa Off, è vietato agli under 16 per le tematiche trattate ed il linguaggio usato. Però questi under 16 sono quelli che navigano in rete senza alcuna supervisione. Per coloro che hanno imposto questo veto, “Per adesso…Basta così!” è più sconvolgente di quanto si possa trovare sul web?

La “sconvolgenza” superficiale del web, fatta di eccessi gratuiti e del gusto del macabro ci stanno predisponendo ad una fragilità emotiva preoccupante. E la parola viva del teatro è ancora l’unica arma che abbiamo per rimettere in moto parti che sembrano annichilite e sedate dall’iper esposizione ai media elettronici. Senza alcuna pretesa di verità si possono mostrare anche altri modi non uniformati di affrontare la realtà, soprattutto la propria!

Sul sito Satiriasi, nel Manifesto, il punto 13 recita così: “La satira è intelligente, chi la fa non sempre”. Mauro, almeno un nome e cognome adesso devi dircelo…

C’è stato un comico famoso che ha provato ad avvicinarsi alla satira ma gli è mancata non solo l’intelligenza ma anche il coraggio che serve per fare la differenza. Non faccio il suo nome perché non vorrei abbassarmi alla sua pochezza umana che ha dimostrato nell’occasione.

La Stand up Comedy era una comicità di nicchia fino a qualche anno fa. Adesso ha preso il sopravvento rispetto alla comicità televisiva a cui eravamo abituati. Cosa è cambiato nel pubblico secondo te?

La tv in senso più “generalista” per motivi commerciali, è ancora chiusa al concetto di spettatore essere umano ma è solo questione di tempo, l’audience grazie alla morte, cambia costantemente! La stand up è ancora una comicità di nicchia ma un bel po’ di pubblico ci sta prendendo gusto nel vedersi rispettato.

C’è un comico, un personaggio che sperimenteresti nel gruppo Satiriasi?

Fabian Grutt.

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3 maggio festa della libertà di stampa. Non solo giornalisti ma un po’ tutti coloro che hanno qualcosa da dire, lottano contro la censura. Un tuo commento?

I giochi sono chiari il potere cercherà sempre di condizionare il pensiero, quindi spetta a ciascuno di noi vigilare soprattutto sulla propria capacità di esprimersi senza paura e senza censura. Non è sempre facile ma ci si deve provare.

Un’ultima domanda: per far divertire Mauro sul palco chi dovrebbe esibirsi? Ovviamente escludendo i tuoi colleghi del gruppo Satiriasi!

Antonio Rezza.

Sara Grillo 

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