Maria Teresa Di Clemente

Le sue Fantastiche Visioni al Teatro Trastevere

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La Redazione di UnfoldngRoma Magazine ha avuto il piacere di intervistare Maria Teresa di Clemente, regista, fautrice di un teatro totale, al di là dei generi, in scena al Teatro Trastevere di Roma fino al 22 maggio con “Fantastiche Visioni”.

Cosa è il teatro totale e quali tematiche vuole affrontare?

Per teatro totale intendo un teatro al di là dei generi, che può comprendere tutto; dalla danza al circense, a diversi stili di recitazione, alla musica, alla pittura, alla costruzione di scene e costumi ecc. in un continuum laboratoriale tra arte e artigianato. Naturalmente, nella costruzione di uno spettacolo, è necessario determinare una linea precisa; la cifra stilistica, le tematiche ecc. Nello specifico, per esempio, abbiamo fatto una scelta di essenzialità: tutti gli elementi, come anche i costumi, sono essenziali, riciclati e riciclabili e/o creati con materiali poveri, e permettono passaggi rapidi e a spesso a vista, da un personaggio all’altro. Inoltre le “Fantastiche Visioni” sono affidate alla capacità degli attori, di restituire la ricca fabula dell’autore.

Come nasce Fantastiche Visioni?

Da una predilezione per le problematiche sociali, il visionario, il fantastico, l’evocativo e il metaforico. Dalla scelta di un'azione corporea e un ritmopiuttosto sostenuti. Da qui la ricerca di testi che richiedono una notevole attivitàfisica oltre che psichica, libertà d’immaginazione e audacia interpretativa; diconseguenza la scelta di un autore come Giuliano Scabia, “militante” nel teatro enell’Università (Dams di Bologna) dove ha insegnato fuori dagli schemi accademiciper oltre 30 anni.

In base a cosa ha selezionato le storie da raccontare?

In base alla possibilità di agirle teatralmente da parte degli attori e in base al loro contenuto tematico.

Gli attori interpretano diversi personaggi, vagando da una commedia all’altra: non pensa che la trama possa essere complicata per lo spettatore?

Questo non si riferisce allo spettacolo “Fantastiche Visioni” ! Ma alla poetica del Teatro Vagante di Giuliano Scabia, dove la “Compagnia degli attori del Teatro Vagante”, vagano da una commedia all’altra del ciclo delle loro commedie .

In “Fantastiche Visioni” interpretano diversi personaggi ma i passaggi sono molto chiari

I corpi si intrecciano nella danza, dando un senso mistico alle parole: qual è il mistero, il messaggio che si cela dietro Fantastiche Visioni?


La messa in scena è basata sulla costruzione di oggetti e atmosfere attraverso i corpi degli attori, che di volta in volta diverranno, per esempio, astronave, culla…

Il mistero che mistero sarebbe se si svelasse? È forse la doppiezza del Teatro? Della mente? Dei personaggi? Di se stessi? Non è un mistero la crudeltà della razza umana “… più cattiva degli Sgraveoni Massacavai e di tutte le bestie velenose del mondo!” ?

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Narrazioni, favole, visioni: c’è un racconto che ha segnato il suo percorso di vita?

“I fratelli di Mowgli” da “Il libro della Giungla” e gli altri racconti di cui Mowgli è protagonista. La possibilità di girare nell’affascinante e magica natura piena di insidie e di poter parlare con gli animali più pericolosi, mi entusiasmava e mi faceva fantasticare, diventavo più coraggiosa.

Pensa ci sia un sottile filo che lega la danza, musica e teatro?

Certamente! In origine erano un’unica cosa e anche con il rito e i rituali. Le separazioni le hanno operate successivamente gli uomini

Quali sono i demoni e le fantastiche visioni di un regista?

Che domanda difficile… Credo proprio che ogni regista abbia i/le proprie. Per me sono improvvise, sorprendenti, apparentemente scollegate…nel senso che è difficile riuscire a individuarne la fonte, e inafferrabili… E’ una vita che mi chiedo cosa mi spinge a fare teatro e qualche volta la risposta arriva illuminante, ma poi svanisce, forse alcune le ho scritte…chissà dove.

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Quanto il mestiere di attore e regista si può imparare nelle scuole e quanto necessita di una predisposizione naturale?

La scuola può forse fare un buon professionista se è determinato, ma è importante anche una predisposizione naturale che si può scoprire durante un lungo apprendimento e/o pratica e/o studio o mai… E’ importante il coraggio e la capacità di ascolto per cogliere coincidenze favorevoli e opportunità di praticare questi mestieri.

Qual è il valore aggiunto di Fantastiche Visioni rispetto ad altri spettacoli, quello che dovrebbe spingere la gente a venirvi a vedere?

L’energia e l’ entusiasmo degli attori, la loro generosità. La particolarità del linguaggio, capace di dire cose gravi con leggerezza e nella dimensione di una fabula che ci fa recuperare il bambino che è in noi. Stiamo parlando di “FATASTICHE VISIONI”! Mi sembra un grande valore aggiunto.

Per il futuro pensa che percorrerà ancora la strada di questo genere di teatro o ha altri progetti futuri?

Sì, voglio continuare questo genere di teatro. Ho in progetto un lavoro sui muri che in Europa continuano a crescere dall’ “Unione Europea” e poi vorrei portare in teatro tanta mitologia.

Ilenia Maria Melis

Fantastiche Visioni

Drammaturgia e regia di Maria Teresa Di Clemente

Teatro Trastevere

via Jacopa de Settesoli 3, 00153 Roma

http://www.teatrotrastevere

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