Francine Arioza

Ci sono psicopatici ovunque

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Alla vigilia delle Olimpiadi 2016, UnfoldingRoma incontra Francine Arioza giovane scrittrice brasiliana residente in Italia sin da piccola. Quella che segue è un’intervista particolare che meriterebbe quella trattazione approfondita che solo psicologi e criminologi possono dare. La materia è vastissima, ma con la pubblicazione de “ Il lato oscuro del Brasile” proviamo ad addentrarci in una giungla di argomenti passando dall’economia, alla politica, dalla religione ai fatti di attualità, di cui si parla proprio in questi giorni, che guidati dal malcontento popolare si fanno sentire a suon di proteste, per capire o per lo meno cercare di capire una società multietnica come quella brasiliana, che discende principalmente dagli indios, dai coloni portoghesi, dagli schiavi britannici e da diversi gruppi di immigrati di origine europea e che ha dato origine ad un melting pot di culture che da secoli tramandano tradizioni, usi e costumi. Un paese combattuto tra la volontà di miglioramento e l’incapacità di gestirsi, tra spiagge immense meta di turismo internazionale da un lato e favelas dall’altro. In questo contesto si colloca il tasso di mortalità per omicidio enorme in tutto il Brasile. Trend che non tende a diminuire.

Nonostante Francine Arioza non sia una psicologa, ha risposto a tutte le domande, senza eliminarne alcuna, laddove non aveva le competenze tecniche o i dati statistici, precisa che la risposta è frutto della sua opinione personale. Per questo motivo e per non dilungarmi troppo le mie domande si limitano allo stretto necessario, che a mio avviso non è comunque sufficiente.

L’intervista è divisa per argomenti esattamente come fa l’autrice nel suo libro.

Salve Francine, non sei una psicologa quindi spiegami cosa ti ha spinto a raccontare “Il lato oscuro del Brasile”? A parte la premessa iniziale nel libro, dove affermi che «fin da piccola sono sempre stata una persona curiosa ma la mia passione più forte era e resta tuttora quella per la natura degli esseri umani», non hai mai pensato che potesse essere un argomento troppo vasto da dover affrontare?

Quando, tanti scrittori che conosco, mi fanno la domanda, cosa leggi? Mi vergogno anche a dirlo ma io non ho mai letto un romanzo, perché non mi piacciono i romanzi! Io ho sempre letto saggi di psicologia, criminologia ecc…L’altra volta sono andata ad una inaugurazione di una libreria e quando mi hanno fatto questa domanda sono rimasti sconvolti perché non riuscivano a capire come una ragazza che ha scritto un libro non avesse mai letto un romanzo! Sin da piccola sono sempre stata una persona curiosa, e sarà per il fatto che ho sempre guardato film horror, mi sono subito interessata alla parte “oscura” dell’umanità, quindi a capire cosa spingeva le persone a compiere determinate cose. Essere cresciuta in Brasile ha contribuito molto. Lì trovi tante religioni e sette e camminando per strada trovi tanti negozi di santeria e di magia, e stando in mezzo a queste cose ne sono sempre stata attratta. E’ difficile spiegare perché… lo sento dentro di me!

Parlare del lato oscuro del Brasile, da brasiliana, non è un po’ un’operazione di marketing al contrario?

Diciamo che molte persone mi dicono: «ma tu parli male del tuo paese!» Io non penso di parlare male penso di dire solamente la verità, o meglio un lato che nessuno conosce. Io sono dell’idea che ogni paese ha un lato oscuro. In Italia sono usciti tanti libri come “Il lato oscuro del Vaticano”, “Il lato oscuro del fascismo”. Penso che le persone abbiano un’idea sbagliata del Brasile, pensano che sia solo calcio, carnevale, donne che ballano la samba e invece non è così. Io ho voluto far risaltare questo aspetto perché qui in Italia le persone parlano di criminologia, di serial killer, ma sempre in riferimento agli Stati Uniti. Tutti i libri in italiano che ho letto parlano o di serial killer italiani o americani e quindi ho pensato di scrivere dello stesso argomento però con serial killer brasiliani perché poteva essere interessante. Secondo molti il libro mette in cattiva luce il Brasile. Ho provato a portarlo all’ambasciata brasiliana qui a Roma e si sono rifiutati di inserirlo tra gli eventi di promozione culturale pro Brasile. Loro organizzano e promuovono le solite cose del Brasile come la samba, il carnevale ecc…ma il Brasile non è solo questo! Io li capisco, ma poi è ovvio che ci si fa un’idea sbagliata!

Secondo te, la criminalità italiana in base a quello che leggi sui giornali o senti in TV, può essere rapportata alla criminalità brasiliana?

Per quanto riguarda la criminalità legata alla magia penso che in Italia queste cose sono più nascoste rispetto al Brasile, ma ci sono. In Brasile c’è più libertà religiosa. Per esempio: se io sono satanista e voglio uccidere una gallina per un rituale, non dico che sia normale, ma per strada queste cose le vedi…

sono pratiche conosciute e accettate…

si, in Italia di meno, molto meno. In Italia non esci per strada e vedi negozi di santeria. Bisogna dire che certi rituali vengono fatti anche per scopi positivi, la magia “bianca”. Se in Italia, ad esempio, trovano una ragazza senza testa, senza piede, magari è stata uccisa durante un rituale, però diranno che è stata uccisa nascondendo il vero motivo a causa della presenza del Vaticano. In Brasile, da questo punto di vista c’è più libertà anche se è un paese molto cattolico. E’ vero comunque che in Brasile ci sono più casi.

Turismo sessuale

Gli italiani insieme ad altri in cima alla classifica dei fruitori del turismo sessuale. perché ne siamo così voraci? da cosa dipende ?

E’ un’opinione personale, ma penso sia collegato sempre alla presenza del Vaticano. In Italia le persone tendono a nascondersi di più, sono più represse. Si ha l’idea che nei paesi dell’America latina ci sia più libertà, quindi tendono ad andare lì, proprio per l’immagine che hanno del Brasile. Pensano che le brasiliane siano tutte prostitute.

I grossi eventi creano business. Le ormai imminenti olimpiadi e i passati mondiali di calcio fanno aumentare il fenomeno del turismo sessuale o si rimane nella media?

Decisamente si lo fanno aumentare anche per il fatto che il Brasile in questo momento sta attraversando una grande crisi economica, veramente grande. Anni fa il Brasile stava andando benissimo, era la sesta o la settima economia più grande al mondo, ma adesso con la crisi e il problema dell’impeachment della presidentessa, è un problema. C’è tanta crisi e la criminalità è aumentata tanto. Anche gli omicidi sono aumentati. Hanno fatto un rapporto ed hanno scoperto che gli omicidi che avvengono in Brasile sono maggiori rispetto a quelli che avvengono durante i conflitti tra Palestina e Israele.

Francine Ariosa si riferisce alla “Mappa della Violenza”. Per dare un’idea dei numeri, riporto di seguito un passaggio estratto da affarinternazionali.it, articolo di Carlo Cauti del 07/06/2014: «dal 2004 al 2007 sono state assassinate più persone in Brasile che nei 12 principali conflitti armati attualmente in corso nel mondo. Nei quattro anni considerati, circa 206 mila brasiliani sono deceduti per morte violenta contro le 170 mila vittime dei conflitti in Iraq, Sudan, Afghanistan, Colombia, Repubblica Democratica del Congo, Sri Lanka, India, Somalia, Nepal, Kashmir, Pakistan e Israele-Palestina.»

quindi la situazione è direttamente proporzionale al malcontento…

si, ma anche alla forte povertà in cui vivono molte persone. Adesso c’è tanta disoccupazione e a prescindere da questo il costo della vita in Brasile è molto alto. Si pensa che in Brasile costi tutto poco ma questa è un’altra idea sbagliata. Per fare un esempio: in Italia chi più chi meno può permettersi di avere un iphone o una macchina carina, in Brasile per un iphone paghi 3.000 Euro.

un grosso dislivello tra potere d’acquisto pro-capite ed effettivo costo della vita….

Si, in Brasile c’è una legge che stabilisce uno stipendio minimo al di sotto del quale non si può andare: equivale circa a 600 real, circa 200 euro al mese. E’ una cifra troppo bassa per poter vivere.

Traffico di organi
Tu affermi che secondo l’ OMS, di tutti i trapianti eseguiti nel mondo il 5% sono direttamente collegati al traffico di organi. Quindi una clinica qualsiasi che effettua trapianti può essere collegata al traffico?

 

Qui dobbiamo entrare un attimo nell’ottica brasiliana: in Brasile il tema della salute è un po’ diverso dall’Italia. C’è il sistema pubblico e quello privato, però il sistema pubblico è per le persone veramente povere, quindi questi casi avvengono più per questo tipo di cliniche, quelle private sono più controllate. In quelle pubbliche capita che arrivi la persona senza parenti…e anche questi casi tendono ad essere nascosti.

Nel tuo libro citi l’esempio del medico Alvaro Inhaez che, come si è poi scoperto, era a capo di un traffico clandestino di organi umani travestito da ONG. I controlli sulla provenienza dove si fermano?

Di preciso non lo so ma alla fine è tutto un giro! L’idea che io ho è che sia un giro mondiale e questo è collegato anche al deep web, dove vendono di tutto e di più: vendono persone, vendono organi ecc…A capo di questi giri ci sono anche persone importanti, anche per questo non riescono a smettere, è un po’ come la mafia italiana…non finirà mai purtroppo!

«Sette altri casi simili sono stati scoperti dalla polizia nello stesso ospedale. In altre circostanze gli organi sono usati in riti religiosi, come quelli satanisti.» Uso questa citazione dal tuo libro per agganciarmi ad un altro spaventoso argomento

Sette Religiose e Satanismo

«come per i casi di traffico di organi anche il satanismo vede la collaborazione di persone di ceto alto come i medici che attuano queste pratiche» oltre al medico di cui sopra «Il giudice Liberato Pavoa del tribunale di giustizia di Tocantins ha chiesto a una persona, identificata come Reginaldo, di fare un “lavoro” di magia nera contro i suoi colleghi del tribunale». Quindi il livello d’istruzione non influisce, non sono pratiche circoscritte a ceti sociali bassi con un basso livello d’istruzione ma anche classi sociali medio-alte…

Soprattutto. Ovviamente io non ho le prove, ma penso proprio di si. In Brasile anche cantanti, attori e politici hanno affermato…non di essere satanisti ma di praticare. Molti cercano di nasconderlo ma sono soprattutto persone di ceti alti. Anche se loro non uccidono. In Brasile è anche più facile fare certe cose perché dietro c’è tutto un giro. In Italia penso sia impossibile. Anche andare al cimitero la sera per fare un rituale è molto più facile. Perché i guardiani sono agganciati con queste persone…loro ricevono i soldi…e poi si trovano corpi con parti mancanti. Lo stesso succede nei canili dove i cani vengono presi per sacrificarli nei rituali…

Affermi che i satanisti trovano spazio anche all'interno della chiesa…in cerca di prede… quello che dico a tutti è che è difficile crederci…. il satanista promette la vita facile, “ti posso dare io quello che vuoi” quindi trovano la persona più debole che accetterebbe subito.

 

Oggi la popolazione brasiliana come reagisce a questi argomenti? 

Diciamo che la gente è più preoccupata a combattere la criminalità che non è proprio legata alle sette o al satanismo. Faccio un esempio: la gente calcola che se in un rituale muoiono 5 persone l’anno e meglio fermare le morti dovute alle rapine che sono molte di più. Sono più concentrati a combattere la corruzione e gli omicidi piuttosto che pensare a questo. Bisogna dire che in Brasile è molto presente la religione evangelica e loro sono totalmente contro. Anche se non tutte le religioni in Brasile praticano il male, loro sono convinti di si.

 

Quindi la grande diffusione di sette e religioni è anche legata alla promessa del “avrai e starai meglio” e per questo vengono anche difese….

C’è anche un fattore psicologico, nel senso che se una persona mi dice «se tu fai questo, in cambio avrai questo» anche se credi o no che possa funzionare, il tuo pensiero è convinto che funzionerà.

Effetto placebo….

Si esatto, quindi se magari succede, quella persona ci crede e continua…e si diffonde

Con le nuove generazioni queste pratiche hanno meno seguito?

No, anzi, tutti i gruppi su FB di cui faccio parte proprio per aver scritto il libro, sono formati da giovani, e sono proprio loro ad essere i più curiosi e vogliono farne parte. Magari sono anche figli di persone che già praticano. Il senso di ribellione, la voglia di sentirsi forti, fa aumentare questo interesse. Molti dichiarano di essere satanisti, ascoltano musica metal, indossano collane, ma in realtà non è così, non sanno neanche cosa voglia dire, lo fanno solo per atteggiarsi o mettere paura.

Cannibalismo e Serial killer e psicopatici

In generale, qual è l'atteggiamento delle famiglie dei carnefici? Ci sono che tu sappia casi più o meno famosi dove le famiglie tendono a proteggere anche chi commette certi crimini?

Io penso che in fondo certe cose si notano. Certi atteggiamenti a volte sono evidenti, non possiamo averne la certezza, ma avvertiamo la pericolosità di una persona. Quando sono persone che conosciamo, magari neghiamo la possibilità che possa succedere qualcosa, finché poi succede. In Brasile ci sono stati casi di famiglie che sapevano ma che cercavano di nascondere i fatti perché si trattava sempre del figlio. Lo stesso succede con il turismo sessuale, molte volte sono le madri a spingere le figlie a prostituirsi. Quindi spesso le famiglie sanno.

Nel tuo libro si parla anche di donne ammiratrici di assassini e criminali detenuti. Esiste secondo te, una motivazione psicologica?

Secondo me si, e rientra nel “fenomeno” secondo cui alla donna piace lo stronzo. Perché loro trasmettono un senso di potere. Alla donna piace avere accanto a se un uomo forte che la protegga e molte donne vedono questo in certi tipi di uomini. Ovviamente una persona di base deve anche essere malata!

Nel tuo libro parli anche del problema della situazione carceraria in Brasile. La possibilità di recupero dei detenuti, la consideri una possibilità?

Io sono dell’idea che il 99% delle persone non cambiano. Nel momento in cui sono in galera anziché migliorare, peggiorano. La situazione carceraria in Brasile è bruttissima, c’è sovraffollamento ed un altissimo numero di omicidi spesso legato al tipo di crimine che si commesso. Se hai stuprato o ucciso bambini ti ammazzano. Poi ci sono quelli temuti come nel caso dei cannibali: quando sono stati arrestati hanno dovuto metterli in isolamento.

Quindi ritieni che le operazioni di recupero del detenuto in Brasile sia inutile o non praticata nel modo corretto?

Diciamo che su questo punto c’è molta rabbia in Brasile perché la gente ritiene che i detenuti stiano meglio delle persone libere, perché lo stato se ne prende cura e passa pure soldi alle famiglie. Ma secondo me non è così perché alla fine sei sempre in galera circondato da criminali.

E il sistema italiano? In Italia ci sono diversi programmi di reinserimento in società, nonché la possibilità di continuare gli studi e fare sport…

E’ un’opinione mia personale: io penso che così sia troppo facile. Sono sincera, io sono a favore della pena di morte. Se commetti un crimine la devi pagare…non si può andare in galera e studiare, fare sport, dipingere ecc…no così è troppo facile! Ecco perché penso che in Brasile la situazione per i detenuti è più brutta rispetto all’Italia ma dall’altra parte è meglio. In Italia siete più buoni, in Brasile la situazione carceraria è più dura e questo determina anche un alto tasso di mortalità sia per suicidio che per omicidio, durante il periodo di detenzione.

E’ notizia recente: sedicenne stuprata da 33 uomini che poi postano tutto online. Salta subito agli occhi la certezza di farla franca…

Il problema è anche delle persone! Avendo facebook con molti amici brasiliani, l’80% dei commenti sull’accaduto erano di sostegno per gli stupratori: lei se l’è meritato! E’ il pensiero che c’è un po’ in tutto il mondo: se sei uscita con la gonna e ti hanno stuprata, la colpa è tua! Addirittura molti hanno scritto «io sarei stato il trentaquattresimo». Quando è successa questa cosa molti hanno indagato sulla vita di lei, ed hanno scoperto che spacciava droga. Ovviamente non era una ragazza di famiglia, ma non è una giustificazione! Si cerca di indagare sempre sul passato della ragazza stuprata ma mai sul passato dello stupratore. Quindi se sai che in giro c’è questa mentalità, è ovvio che ti vanti perché sai che non rischi nulla ne a livello legale ne morale.

Ci colleghiamo perfettamente al discorso del femminicidio che in Italia è molto alto e lo è anche in Brasile…

In Brasile c’è una legge che si chiama Maria da Pegna che protegge le donne. Ma secondo me è un po’ inutile perché la fa da padrone sempre l’dea che se succede qualcosa te la sei meritata.

Nel 2006 viene approvata la Legge Maria da Penha. Entra in vigore il 22 settembre 2006 e condanna gli abusi di genere, sessuali, fisici, psicologici. Istituisce delle questure apposite nell’intero territorio brasiliano.

In Italia secondo te come ci stiamo muovendo?

Secondo me in Brasile stanno lottando di più. Le donne scendono in piazza, ci sono molti gruppi su FB. Anche se lì il femminicidio è più alto, le donne lottano di più.

Consiglio a tutti quelli che vogliono venire quest’estate in Brasile per le Olimpiadi di rimanere nel loro Paese di origine perché qui saranno in pericolo di vita“. È il messaggio dell’ex giocatore di Milan e Barcellona Rivaldo che sul suo profilo Instagram posta la foto di una 17enne assassinata a Rio de Janeiro, una delle migliaia di vittime che la criminalità locale colpisce ogni anno. (Il fatto quotidiano, articolo di F.Q. del 9 Maggio 2016) Come commenti?

Il Brasiliano tende a parlare malissimo del Brasile. E’ una cosa proprio brasiliana così come fate voi italiani: quando siete in Italia parlate male del vostro paese ma quando siete lontani vi manca! Non è il primo che dice queste cose. Non volevano i mondiali di calcio due anni fa, per via della crisi, adesso con le Olimpiadi sarà anche peggio, perché la crisi è molto peggiorata. Non esiste un paese perfetto, ci sono cose bellissime e bruttissime ovunque. Il Brasile nonostante tutto è un bellissimo paese.

Grazie a Francine Arioza

Francesca Uroni 

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