Gabriele Ziantoni

Nascere, crescere e morire con un solo obiettivo: raccontare qualcosa alla gente.

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Oggi, in zona Bufalotta, incontriamo un giovane e brillante giornalista: Gabriele Ziantoni. Prima di addentrarci nell’intervista, facciamoci raccontare il suo percorso giornalistico.

Ho cominciato a trasmettere a RCV Radio, una piccola emittente di Albano Laziale, circa 15 anni fa. Il direttore artistico era Stefano D’Orazio, il leader e cantante dei Vernice che mi affidò una trasmissione che andava in onda durante il weekend. Dopo un lungo girovagare in radio locali ho cominciato a fare sul serio solo nel 2008, quando sono approdato a Centro Suono Sport.

Hai seguito corsi di dizione?

Certo. Ho frequentato corsi di dizione, articolazione, doppiaggio, canto, recitazione. Fondamentali nel mio percorso di ora, ma che da ragazzino ho seguito più che altro per la passione per il teatro.

Quella per il giornalismo quando è nata?

Molto dopo, nel 2006, quando entrai a far parte della redazione di un quotidiano locale: “Il Corriere Laziale”. Ho lavorato per il giornale della famiglia Corbi per più di cinque anni. Fino al Giugno del 2011 quando lo lasciai: mi ero reso conto che parlare di calcio dilettanti non mi gratificava affatto. Volevo entrare nel mondo del professionismo. La questione è sempre la stessa: in un certo momento della tua carriera devi capire se è meglio “essere sindaco al paese o cittadino a Roma”. E io avevo voglia di frequentare la Capitale…

E quindi?

Accettai l’offerta di Centro Suono Sport che mi voleva a tempo pieno, sebbene a condizioni economiche peggiori. Per un anno ho ricoperto il ruolo di inviato e radiocronista per i principali eventi italiani ed europei, come il campionato Primavera o l’Europeo di calcio di Polonia e Ucraina. La possibilità di vivere l’esperienza quotidiana in studio arrivò qualche mese più tardi: nel luglio del 2012. La fascia pomeridiana venne affidata a due ragazzi: a me e Adriano Valentini. Una scommessa da parte della proprietà di Centro Suono Sport che nel giro di qualche mese fu completamente vinta. Nel primo anno raggiungemmo risultati straordinari e mese dopo mese continuammo crescere fino a raggiungere gli ascolti più alti dell’intero pomeriggio.

Poi arrivò l’occasione del Mondiale di Brasile 2014, seguito per intero e grazie alla collaborazione con Eutropia, una manifestazione estiva organizzata all’interno degli spazi dell’ex Mattatoio di Testaccio. E’ stata un’esperienza fantastica, esaltante, strepitosa: ogni sera grazie al lavoro di ben 14 radiocronisti abbiamo raccontato tutte le gare brasiliane, trasmesse sul canale streaming di Centro Suono Sport e in filodiffusione a Eutropia per le tante comunità che si presentavano per seguire le loro nazionali. Il top lo si è raggiunto il giorno della finale: per Germania-Argentina erano presenti più di 7000 persone a Testaccio. E chissà quante all’ascolto in fm e streaming!

Poi la svolta è stata trasferirsi alla Bufalotta ?

(ride) E’ la mia terza casa a Roma. Io sono nato e cresciuto ai Castelli Romani, a Marino per la precisione. A 25 anni, con i primi soldi guadagnati con il mio lavoro decisi di trasferirmi nella Capitale. Ho vissuto al Pigneto, a Torre Maura e poi qui in via della Bufalotta. Ho trovato una casa adatta alle mie esigenze, con un balcone enorme per far star comode le mie due gatte, alle quali sono profondamente legato.

Poi cosa è successo?

L’editore di Tele Radio Stereo, Francesco Valerio Caltagirone mi ha contattato per propormi il ruolo di radiocronista della Roma. La felicità è stata enorme. L’editore avendo perso Alessandro Paglia, un professionista con la P maiuscola passato alla radio ufficiale della Roma, aveva pensato a me come suo possibile sostituto. Ci ho messo un istante a rispondere: “presente”!

Quindi ci saranno due radiocronache in diretta a copertura totale?

No Trs ha i diritti esclusivi per l’FM. La Radio ufficiale della Roma invece trasmetterà in streaming.

La cosa ha creato dei malumori tra colleghi ?

Non credo. Tra gli speaker più giovani c’è solo un grande affetto e un grande rispetto verso tutti. Ognuno ha il suo spazio e siamo tutti di livello. Farsi la guerra secondo me è una stupidata.

Ora ti faccio una domanda giornalisticamente antipatica: hai raggiunto il tuo traguardo dopo tanta gavetta e aver ingoiato molti bocconi amari?

Non lo considero un traguardo, ma uno step. L’ennesimo. Non esistono traguardi nella carriera lavorativa, non si arriva mai a toccare l’apice perché tutto può sempre succedere. Certamente è un sogno realizzato: da quando ho memoria ho sempre desiderato raccontare le gesta della mia squadra del cuore: la Roma. A Centro Suono Sport mi era impossibile: davanti avevo un mostro sacro come Alberto Mandolesi.

A Centro Suono Sport non avevate i diritti per trasmettere integralmente la partita, ma solo il diritto di cronaca, giusto?

Sì. Parliamo di diritti radiofonici locali. Quelli televisivi nazionali sono stati acquistati da tre piattaforme: Rai, Sky e Mediaset. Quelli radiofonici nazionali se li spartiscono la Rai e Rtl. Per quelli locali invece la Roma contratta direttamente con le emittenti.

Tocchiamo un argomento delicato: nelle tue radiocronache sarai di parte oppure neutrale?

Intanto il fatto di essere imparziali o di non dichiarare la propria fede calcistica la ritengo “una stronzata colossale”.

La virgoletto questa frase?

Sì, sì.

Ok, prosegui…

In Spagna tutti i giornalisti sono griffati. Lo stesso Francesco Repice che ritengo il più grande radiocronista italiano è tifoso della Roma, ma quando racconta una partita garantisce la giusta neutralità che deve dimostrare un professionista del suo livello. Noi di Trs ci rivolgiamo ad un pubblico sicuramente schierato che vuole ascoltare un tifoso come loro che racconta la partita. Per quanto mi riguarda io mantengo il mio spirito critico: però devo dire che se in un Roma-Juve mi capiterà di raccontare un gol della mia squadra esulterò, se segnerà l’altra no di certo.

Niente scuola Piccinini ?

No, no assolutamente. Lui si rivolge ad un pubblico nazionale e variegato. Il tono di voce del suo “incredibile” ha fatto storia (ride).

L’editore cosa ti ha chiesto?

Di essere più pulito e professionale possibile. Ma al goal di Nainggolan ho esultato lo devo ammettere. Mai esordio poteva essere così bello.

Sicuro?

Magari sarebbe stato meglio raccontare un gol di Totti al 90’ su rigore (ride). Quando cominci un’avventura e sostituisci uno come Alessandro Paglia che per dieci anni ha seguito la Roma fa sempre piacere entrare con una vittoria nelle case e nelle auto di chi ti ascolta.

Quest’anno viaggerai anche in Europa.

Si seguirò la squadra in tre trasferte: Manchester, Monaco e la più distante quella a Mosca. Spero di non fermarmi qui ovvio (ride).

Trs mi dicevi ha solo le esclusive fm può raccontare anche altro?

No solo le partite. Il resto sarà ad appannaggio di Radio Roma. L’emittente ufficiale.

La mattina conduci anche una trasmissione mattutina?

Sì, sono in studio con Riccardo Angelini in arte Galopeira e Ubaldo Righetti. Ho trovato un ambiente fantastico: familiare ma professionale che permette di confrontarsi con tantissimi professionisti del settore.

Che tipo di pubblico vi ascolta?

Dallo studente al tassista, dal pensionato al libero professionista. E’ un pubblico variegato, attento e preparato che spesso ci pone domande pertinenti e molto complesse.

Vi capita di avere delle “soffiate” sui giocatori al di fuori dell’allenamento ?

Certamente. Di segnalazioni ne arrivano ogni giorno, ma una notizia deve essere verificata al 100%.

Se capitasse a te di assistere ad uno comportamento poco etico di un giocatore ?

Senza alcun dubbio pubblicherei il video del suo comportamento sul sito della mia radio. Ribadisco:!sono un tifoso della Roma ma soprattutto sono un giornalista.

Hai un tuo rito prima di ogni radiocronaca?

No, no assolutamente. Ho la mia bottiglia di acqua fresca e il mio schema dove allestisco la squadra come credo possa essere messa in campo. Il radioascoltare vuole sapere subito e in maniera diretta chi rimetterà la palla in gioco, se il pallone fuoriesce a destra a sinistra, quali sono i giocatori in diffida, chi è stato sostituito all’ultimo minuto per scelta tecnica, chi è infortunato, chi è squalificato. In una radiocronaca in diretta non puoi compiere errori, né puoi raccontarla in maniera poco veritiera. Se capita una partita con i ritmi blandi devi raccontarla come la vedi, se il ritmo è sostenuto ti devi sempre adeguare e mai sovrastare.

Capitano delle pause durante la partita e voi non avete il mini spot…

Non c'è. Ma io ho la fortuna di avere accanto uno straordinario collega: Dario Bersani. Nessuno come lui sa leggere tatticamente la partita. Averlo vicino mi dà tranquillità e sicurezza.

Ci sono altri commentatori che ami e che segui?

Mi piace moltissimo il modo di raccontare il calcio in stile british, per questo adoro Massimo Marianella di Sky. In Italia oltre a Repice, mi piacciono molto Riccardo Gentile e Riccardo Trevisani, senza dimenticare il “maestro” Sandro Piccinini.

Sono avvenuti numerosi cambiamenti dopo il mondiale: un nuovo presidente della Ficg e un nuovo CT che ha esordito vincendo contro l’Olanda. Che opinione personale e giornalistica ti sei fatto?

Antonio Conte era il miglior tecnico italiano che si poteva scegliere, anche se la tarantella con la Puma per il suo stipendio non mi è piaciuta per niente. Per quanto riguarda Tavecchio, il nuovo presidente federale, non credo che un signore di 71 anni possa riuscire a rivoluzionare il calcio italiano. Non solo per l’età ma anche e soprattutto per i personaggi ai quali è legato.

Le soluzioni del calcio italiano secondo te parlando di giovani?

Intanto investire molti più soldi sul settore giovanile, non il 2% del fatturato annuo di una società di Serie A, come succede oggi. In più bisognerebbe seguire le regole della Uefa per la Champions League: una lista bloccata di 25 giocatori, dei quali obbligatoriamente 4 di formazione nazionale e 4 di formazione locale.

Puoi raccontarci la storia della costruzione dello stadio della Roma. Si è arrivati finalmente alla partenza del progetto?

In realtà ancora no, anche se ci siamo. Il più è fatto. Il Campidoglio, infatti, ha approvato la Pubblica Utilità del progetto, rinviando tutto alla Regione, che avrà sei mesi per esprimersi. Sarà un progetto interamente finanziato da privati, che costerà circa 340 milioni di euro e che farà piovere su Roma più di un miliardo di euro. Nonostante sia un progetto “a costo zero” per il Comune, il Campidoglio ha imposto alla Roma diversi paletti da rispettare. Dalla realizzazione del 70% delle infrastrutture prima dell’inaugurazione dell’impianto, all’indissolubilità dello stadio con la società: la Roma, infatti, non sarà proprietaria del complesso, ma affittuaria. Questo per evitare che la costruzione dello stadio pesi in maniera decisiva sul bilancio del club. Nel caso, però, in cui Pallotta, il presidente giallorosso, decidesse di cedere uno dei due asset, la Roma avrà il diritto di prelazione sull’acquisto. La società americana, inoltre, dovrà pagare una clausola rescissoria di 200 milioni di euro. Se tutto va come deve andare la prima pietra dovrebbe essere posta attorno alla metà del 2015, mentre la prima partita dovrebbe giocarsi nel 2017, in occasione dei 90 anni della Roma.

Ascoltandoti mi pare di parlare con un personaggio uscito da un libro del grande scrittore è poeta Hugo, uno di quei eroi “nascosti” che cercano nel tempo la pace ma soprattutto la tranquillità. Sbaglio?

Oddio, non credo sia giusto scomodare Hugo per me (ride). Leggo molto e sinceramente se proprio devo scegliere un personaggio in cui rivedermi opterei per T. D. Lemon Novecento, il protagonista del romanzo di Baricco. Un uomo che nasce, cresce e muore con un solo obiettivo nella vita: suonare il pianoforte sulla sua nave. Mi piacerebbe essere così. Nascere, crescere e morire con un solo obiettivo: raccontare qualcosa alla gente.

Infatti tu nel tempo libero leggi ma trovi anche il tempo per scrivere...

Si amo moltissimo. Ho scritto due libri (un terzo in arrivo): racconti che narrano di eroi “Kafkiani”. Mi ispiro molto a Dino Buzzati, il Kafka italiano.

Senti ancora i vecchi colleghi del “Corriere Laziale”?

Sì certamente. So che hanno lasciato il giornale per motivi economici, dando vita ad una nuova "creatura" editoriale. Anzi colgo l’occasione per fargli un grande in bocca al lupo per questa nuova esperienza. Purtroppo molti dei miei amici che lavoravano in quella redazione si sono ritrovati ad un certo punto della loro carriera spiazzati dal punto di vista lavorativo. Da tutto ciò ne è scaturito un nuovo progetto che avrà tutti i successi che merita. Il Corriere Laziale ha avuto un’intuizione oltre trent'anni fa con il calcio locale poi si è ritrovato ad un certo punto legato ad una vicenda sui contributi per l’editoria che ne ha portato ad un cambiamento dal mio punto di vista totalmente negativo.

A Novembre arriverà lo scontro con il Napoli?

Le sensazioni sono bruttissime, spero solo che l’intelligenza della gente prevalga su tutto. Noi in radio ne abbiamo parlato, quest’estate romani in vacanza nel sud Italia sono stati soggetti a minacce più o meno velate. Anche noi operatori del settore abbiamo un certo timore: spero che non accada nulla ma secondo me la partita tra Roma e Napoli non sarà mai più la stessa.

Grazie Gabriele per averci concesso questo pomeriggio, ti meriti tutti i successi che una brava persona come te merita. Grazie ancora.

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