Vittorio Valenta

Ho voluto condividere con i clienti la mia passione sfrenata per la letteratura classica, quella pesante come un cubetto di porfido!

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Vittorio Valenta, meglio conosciuto come “Il Casaro della Regina Elisabetta” o “Il Salumiere Matto”, vende salumi e formaggi al Banco 29 del Mercato Coperto di Novara. Incanta i suoi clienti infilando nella loro spesa i “piccikini”, foglietti con citazioni letterarie e i suoi commenti surreali. Tra i personaggi celebri, a cui Valenta ha dedicato un piccikino d'eccezione, possiamo citare Carla Fracci, Luciana Savignano, La Pina di Radio Deejay e la Regina Elisabetta, alla quale Vittorio ha mandato un messaggio speciale per i suoi 90 anni. I piccikini sono stati raccolti nel libro “CIBI diVERSI®”, con prefazione di Arturo Brachetti. Dal libro Vittorio ha tratto poi diversi monologhi teatrali, con due di questi è stato scritturato dal Teatro Stabile di Brescia lo scorso anno.

Il nostro Magazine ha il piacere di ospitarlo.

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Cominciamo dall'inizio, quando ti è venuta l'idea dei piccikini? Come hanno reagito i primi clienti che hanno trovato i tuoi versi nella spesa?

Il primo piccikino è di sabato 13 novembre 2010. Ho voluto condividere con i clienti la mia passione sfrenata per la letteratura classica, quella pesante come un cubetto di porfido! Sono letteralmente impazziti: da quel giorno ne hanno voluto uno a settimana, e mi sgridano se mi dimentico di metterlo nei pacchetti!

Tu hai un passato da suonatore d'arpa e da attore di spettacoli teatral-musicali. Che legame c'è a tuo parere tra arte e cibo?

Il cibo è fantasia e sensazioni, quindi È arte! Basta ricordare il Convivio di Dante che, con il pretesto di un banchetto letterario, ci ha regalato un menù a base di sapienza e conoscenza: altro che nouvelle cuisine! E poi il cibo I-TA-LIA-NO: sinfonie di sapori, endecasillabi di gusti preziosi… Rossini, che era golosissimo, oltre al Barbiere di Siviglia ha scritto brani per pianoforte intitolati Burro, Rapanelli, Pisellini Fini, Acciughe ed anche Olio di Ricino, per quando si mangia un po’ troppo…

Si dice che tu abbia scritto un piccikino speciale alla Regina Elisabetta per i suoi 90 anni. Cosa c'era scritto? Come glielo hai fatto avere?

Era la parodia di un dramma di Shakespeare, il Macbeth. Gli attori dicono che porti… si può dire “sfiga”? Infatti lo chiamano Il Dramma Scozzese per evitare di nominarlo! Per la Regina, ho tirato in ballo proprio il protagonista: Macbeth, il re di Scozia più grigiolastro e tristanzolo della storia, e gli ho raccomandato di imparare dalla sua collega Elisabetta II come governare con un sorriso. L’ho spedito a Buckingham Palace, e la Regina l’ha definito “divertente”: ho passato l’esame di inglese più importante della mia vita!

Hai dedicato altre frasi ad altri personaggi famosi come le celebri ballerine Fracci e Savignano, La Pina di Radio Deejay e Paolo Maria Noseda, traduttore a Che tempo che fa. Cosa ti ha colpito in ciascuno di loro?

Savignano - il suo Bolero mi spalancò le porte su quel mondo dell’anima che stavo cercando. Se sono quello che sono, lo devo anche a lei.
Fracci - la sua Giselle: fu la mia prima volta alla Scala, avevo 15 anni, e lei mi incantò.
La Pina - adoro il suo modo di essere pop (e lei adora il mio!).
Noseda - è il mio Gandalf personale, un Gran Mago Bianco, un amico saggio e visionario.

Per quale motivo hai deciso di dedicare loro una piccola opera letteraria?

Per ringraziarli di quello che hanno rappresentato e rappresentano per me. E loro mi hanno scritto lettere di apprezzamento che conserverò sempre.

Qual è il tuo piccikino meglio riuscito? Che autore hai citato?

È come chiedere a un padre quale figlio preferisca… Sono molto affezionato a “Dantino alle elementari”. L’ho diviso in più puntate, ed esprime bene il mio mondo al contrario, anacronistico, surreale, che fa morir dal ridere me per primo e pure i bambini!

Un personaggio a cui vorresti scrivere un piccikino che non hai ancora scritto... Chi è? Che messaggio vorresti mandargli?

Piccikino serio a Maria Callas. Le direi che, con la sua voce straziante e unica, insieme alla Savignano, mi ha indicato la via per quel mondo dell’anima di cui parlavo.
Piccikino in stile CIBI diVERSI® a Marcel Proust: “Marcellino bello, vorrei tanto scrivere un piccikino sulla tua Recherche, ma è una mappazza talmente pesante che non avrò mai neanche il coraggio di aprirla! Quasi quasi mi butto su Guerra e Pace…”

I tuoi brevi testi vogliono solo strappare un sorriso o anche offrire spunti di riflessione?

Ti rispondo con le parole che alcuni ragazzi mi hanno scritto: “Ci hai dato una speranza che ci era stata nascosta”; “Ci hai fatto vedere un mondo diverso”; “Ci hai spalancato una finestra sulla vita”; uno di loro mi ha salutato con “Capitano, o mio capitano!” Sembra quindi che spunti ce ne siano: del resto, sarebbe uno spreco voler solo far ridere.

L'ironia è un buono strumento per sensibilizzare le persone?

È un OTTIMO strumento! Anche gli scrittoroni più pallosi sotto sotto sono ironici; prendi il Manzoni: nei Promessi Sposi ci sono brani spassosissimi, come l’ingresso di Perpetua “con un gran cavolo sotto il braccio, e con la faccia tosta, come se nulla fosse stato…” Il mio mito è Voltaire.

Dai foglietti nel formaggio al libro CIBI diVERSI®. Com'è stato il percorso che ti ha portato alla pubblicazione della tua raccolta di piccikini?

Quando alcuni insegnanti mi hanno confessato che usavano i miei piccikini a lezione, ho detto “Fermi tutti!” Ho dato quindi una forma professionale ai miei foglietti che nascondono, sotto la leggerezza, uno studio forsennato e durissimo. Tieni presente che traduco tutto io, da Shakespeare, al francese classico, al greco. Mi faccio un mazzo così!

Parlaci ora dell'esperienza con il Teatro Stabile di Brescia. Come è stato portare tutta la tua esperienza su un palco?

Era la prima volta che CIBI diVERSI® approdava ad un teatro di tradizione. Calcare quel palcoscenico dando voce ai piccikini mi ha fatto sorridere ancora di più: io, lì, a prendere in giro me stesso, e, soprattutto, i poetoni che hanno scritto proprio per il teatro…

A che tipo di pubblico si rivolge il tuo spettacolo?

Ai bambini dagli 8 ai 120 anni… A tutti! Nei miei spettacoli e scritti ho bandito parolacce, religione, politica e sesso. I bimbi mi chiamano “Barzelletto”! È incredibile vederli ridere su Wagner e su Dante anche se non capiscono tutto; ma intanto ridono, e magari se li ricorderanno più facilmente!

Tu sei anche un insegnante. Tieni lezioni monografiche su musica e letteratura nelle scuole primarie e conferenze sul marketing in scuole superiori, università e aziende. Cosa ti piace dell'insegnamento?

Non sono un insegnante perché non ne ho i titoli, ma tengo docenze. Adoro guardare gli occhi dei ragazzi, e vedere che, mentre parlo, passano dalla diffidenza iniziale (“Un salumiere che viene a fare lezione a noi??”) al sorriso e, talvolta, alle lacrime di emozione alla fine.

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Cosa pensi di poter trasmettere alle nuove generazioni? Cosa ai tuoi allievi già adulti?

A giudicare dalle reazioni dei giovani, credo di trasmettere loro fiducia e speranza; e gli adulti tornano ad essere un po’ bambini, che non fa mai male!

Prossimi progetti letterari, teatrali, gastronomici... In cosa ti vedremo impegnato?

Il 26 agosto sarò al Festival delle Storie in Val Comino con Travaglio, Floris, Giacobbo e Broccoli. Poi ho una rubrica su La Gazzetta del Gusto; da settembre ho eventi sul Macbeth e su Dante & Co. (sempre nel mio stile, s’intende!), senza dimenticare che anche il mio Banco 29 al Mercato Coperto di Novara è un palcoscenico quotidiano! La pagina fb di CIBI diVERSI® è aggiornata su tutto.

Vuoi aggiungere ancora qualcosa?

Un comandamento (!): amiamo il nostro Paese e teniamocelo stretto, perché è il più bello del mondo! Quali altre nazioni hanno meraviglie come Dante, Michelangelo, Verdi, la pizza, la bagnacauda e i piccikini?? ITALIA, CE LA POSSIAMO FARE!


Adriana Fenzi


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