Simone Di Matteo

La cultura è un insieme di esperienze che non vanno vissute solo attraverso le pagine di un libro, ma tramite la conoscenza della vita e delle sue infinite sfaccettature.

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Simone Di Matteo, che sarà il compagno di viaggio di Tina Cipollari in Pechino Express, è il titolare della DiamonD EditricE e uno dei più giovani editori italiani che, anche in un momento di crisi economica e instabilità politica e sociale, è stato in grado di raggiungere i suoi obiettivi editoriali, grazie ad un investimento nella cultura.  Spesso ha dato spazio a temi socialmente scomodi, ricordiamo tra le ultime pubblicazioni: il libro contro la violenza sulle donne “Era mio padre” di Claudia Saba curato dallo scrittore Simone Pozzati e “L’albero dei rosari” di Maurizio Valtieri, romanzo di denuncia che tratta il delicato tema dell’omofobia.

Il nostro magazine ha il piacere di ospitarlo

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Ciao Simone parlaci di te. In poche parole chi sei?
“Ero la bellezza, arsa di follia, l’ingordo lussurioso, in cerca di stoltezza. L’amaro ricordo. Ero parte di un mondo che avevo voluto e disegnato. L’altra metà. Ero la voce di mia madre, austera e fedele compagna di vita. L’orgoglio di un padre mai padrone. L’uomo cui nulla bastava, cui nulla serviva. Il proibito momento e l’altrui sogno infranto. Ero l’incanto di un incantesimo che strega la magia stessa, fuori e dentro i libri di stregoneria. Il richiamo ammaliatore. Ero lo specchio insolente che mai nulla mostrava. Sfacciato e prepotente. Ero la mia stessa immagine sbiadita. La vana apparenza. Ero il rifugio. La condanna. “Chi sei?”  Sono ciò che ne rimane. Né più, né meno.”
Cosa significa al giorno d'oggi essere un editore indipendente? Cosa ti ha portato ad aprire la DiamonD Editrice
Significa essenzialmente credere in un progetto, cercare di valorizzarlo e realizzarlo con le proprie forze. Combattere l’editoria a pagamento mi ha portato ad aprire la DiamonD EditricE. La mia è una guerra non violenta, contro certe case editrici che stuprano la letteratura pubblicando a pagamento anche un elenco telefonico che finisce per essere spacciato poi per un libro. 
Come scegli quali testi pubblicare e quali no? Quali sono le tematiche che preferisci affrontare?
Per la scelta dei testi da pubblicare mi avvalgo del comitato scientifico di lettura coordinato da Antonio Veneziani. Le tematiche sociali sono quelle che preferisco. Non si deve più restare indifferenti. Anche gli “invisibili” hanno un nome.
Hai spesso scelto di dare spazio a testi che trattassero argomenti scomodi come la violenza di genere o l'omofobia. A tuo parere la letteratura è in grado di sensibilizzare le persone e migliorare i comportamenti sociali?
La lettura di un libro, come nel caso del romanzo denuncia Era mio padre, può essere d’aiuto a tante donne che trovano così il coraggio di denunciare un abuso. La letteratura può indurre le persone ad avere la consapevolezza di ciò che accade intorno a loro. L’analisi di un testo, può portare le persone a ritrovare sé stesse ed avere la forza di comunicarlo agli altri. Nessuno è immune dal dolore. 
Perché secondo te nel 2016 esistono ancora diverse discriminazioni? Cosa porta gli esseri umani a temere o disprezzare chi è diverso per nazionalità, cultura, orientamento  sessuale?
Ciò che non si conosce il più delle volte fa paura, e il timore della diversità (che poi la “diversità” in un mondo di “diversi” non esiste) porta le persone a condannare tutto ciò che non appartiene alla propria realtà quotidiana. Per me l’ignoranza è una delle più grandi forme di discriminazione.
Cos'è per te la cultura? Cosa bisognerebbe fare per migliorarne la diffusione nel nostro paese?
La cultura è un insieme di esperienze che non vanno vissute solo attraverso le pagine di un libro, ma tramite la conoscenza della vita e delle sue infinite sfaccettature. Faciliterei intanto gli scambi culturali tra paesi, cercando di essere ancora più presente negli istituti scolastici con progetti e attività, come ad esempio l’educazione alla lettura. 
Oltre che editore sei anche autore... Hai scritto sei libri di generi completamente diversi tra loro. Cosa vuoi trasmettere quando scrivi? Cosa ti dà l'ispirazione?
Sogni, desideri e speranze. Ho indossato spesso la vita degli altri con la penna, ma soprattutto con il cuore. 
Parliamo ora di “No Maria io esco!” che hai scritto a quattro mani con Tina Cipollari, opinionista di Uomini e Donne.  Che tipo di libro è? Come è stata la collaborazione con Tina?
È un libro che racconta i punti di vista di un personaggio televisivo, sulla propria vita e sulle proprie esperienze. Non è, però, la biografia di Tina persona, è la vamp che parla e sparla di tutto ciò che fa parte del circuito in cui vive, ovvero la televisione. È un testo sarcastico e divertente. Non vuole essere null’altro che questo.  L’idea di un libro su Tina era in cantiere da diverso tempo, ma solo l’anno scorso, dopo che alla mia compagna di avventure è scappato un “No Maria, io esco!” di troppo, siamo riusciti a dargli vita. 
Ti vedremo a breve in TV nella quinta edizione di Pechino Express. Come mai hai deciso di prendere parte a questo “Adventure Game”?  Cosa hai imparato da questa esperienza?
Nonostante avessi molte titubanze legate al mio carattere, sono molto timido, introverso e non amo molto risentire la mia voce, mi è stato chiesto, ed ho risposto di sì. È stata un’esperienza unica ed irripetibile. Ciò che rimane oltre ai bellissimi luoghi che abbiamo visto, sono i rapporti con gli altri. Gli occhi che incontri ti restano dentro e ti cambiano. Impari che si può vivere con niente, e capisci la superficialità di molte cose che ci appartengono. Ogni viaggio che si affronta ti lascia un’indelebile segno. Pechino Express mi ha dato molto dal punto di vista sensoriale, regalandomi anche la conoscenza e l’amicizia di persone straordinarie come Silvia Farina e Cristina Bugatti. 
Se avessi in mano la lampada di Aladino e potessi esprimere tre desideri, quali sarebbero?
1- Regalerei un desiderio ad ogni essere umano. 

2- Vorrei che i nostri fratelli “animali” non venissero più maltrattati.

3- L’amore dietro ogni cosa.

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Hai la possibilità di usare le pagine di Unfolding per lanciare un appello a qualcuno. Cosa vuoi dire e a chi?
Ci sono tante, forse troppe cose che non andrebbero dimenticate, né soffocate nell’indifferenza. Ognuno di noi, nel nostro piccolo, dovrebbe lottare affinché ciò non avvenga. Non si può cambiare il mondo da un giorno all’altro, ma alzarsi e pensare di poterlo fare è già un gran bel passo in avanti. Ciò che spero per me, lo auguro a tutti voi. 
Prossimi progetti... In cosa ti vedremo impegnato?
Entro Dicembre dovrebbe uscire il mio nuovo libro di racconti dal titolo L’amore dietro ogni cosa. Sto ultimando Crimes, un progetto foto-poetico che attraverso singole schede racconta, con immagini e parole, i crimini universali che più o meno da sempre l’uomo commette verso sé stesso e i suoi simili.Una sorta di “pubblicità progresso” che vuole focalizzare l’occhio su situazioni criminali, sia macroscopiche che microscopiche, sottolineando la base da cui mai bisognerebbe prescindere: il Rispetto. 
Vuoi aggiungere ancora qualcosa?
Semplicemente grazie.
Adriana Fenzi

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