I Capolavori Da Scoprire Della Centrale Montemartini

I Capolavori Da Scoprire Della Centrale Montemartini

L’esposizione permanente si arricchisce di prestigiose novità

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… cum solum Tuscum decimo die te

reddidit maio, Crepereia, soli

pronubam post innumera induentem

saecula gemmam.

… in quell’ora, o Creperia, nel dì dieci di

maggio, il suolo etrusco ti

restituì al sole: al dito, dopo tanto

passar di secoli, portavi ancora

la gemma del fidanzamento.

Giovanni Pascoli, Crepereia Tryphaena (1893)

Si arricchisce l’esposizione permanente della Centrale Montemartini, straordinario esempio di archeologia industriale riconverta a museo lungo la via Ostiense, sulla riva sinistra del Tevere di fronte agli ex Mercati Generali. Straordinari capolavori, da tempo deposti nei magazzini sono diventati fruibili al pubblico non solo per la breve durata delle mostre temporanee; un’iniziativa resa possibile grazie al lavoro della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma Capitale e di Zètema Progetto Cultura.

Il percorso alla scoperta delle “novità” esposte ha inizio al piano terra con lo splendido corredo funerario di Crepereia Tryphaena; il ritrovamento del ricco materiale risale alla fine dell’Ottocento durante i lavori di scavo per la realizzazione delle fondamenta del Palazzo di Giustizia. Raffinati gioielli in oro e pietre preziose ed alcuni oggetti di toeletta componevano il prestigioso patrimonio appartenente ad una fanciulla venuta a mancare prima delle nozze. Tra i pezzi degni di particolare menzione, è da sottolineare, oltre all’evidente prestigio dei gioielli, anche uno straordinario oggetto di intaglio e manifattura egiziana consistente in una bambolina in avorio, con arti snodabili, databile intorno alla metà del II secolo d.C.

Proseguendo nell’adiacente Sala Colonne è possibile scorgere tre splendidi mosaici policromi di età repubblicana: quello di maggiori dimensioni (100-80 a.C.) esposto per la prima volta, raffigurante un labirinto all’interno di una cinta muraria orlata di torri, fu scoperto a Roma nel 1958 in Piazza San Giovanni In Laterano. La tipologia, diffusa in ambito ellenistico e romano, era spesso integrata da soggetti individuabili quali Teseo e il Minotauro alludendo al famoso labirinto cretese. La scelta iconografica voleva sottolineare lo status sociale ed il ruolo pubblico, nonché le virtù morali del proprietario della domus.

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Ad affiancarlo due opere di minor grandezza ma non minor prestigio: il primo, rinvenuto ad Anzio nel 1749, rappresenta un leone con le zampe legate circondato da amorini lungo le sponde di uno specchio d’acqua, fu realizzato in tessere minute e costituiva il riquadro centrale (emblema) di un più esteso tappeto musivo probabilmente ritraente un Dioniso, poi Ercole, all’interno di un santuario campestre. Un soggetto richiamante un particolare soggetto scultoreo menzionato da Plinio, forse la celebre leonessa legata da un gruppo di amorini, opera tardo ellenistica dello scultore greco Arkesilaos appartenuta a Varrone.

Il secondo piccolo mosaico narra la vivacità di una cerimonia sacra ambientata lungo le rigogliose sponde del Nilo; la presenza di cibarie e di un coccodrillo incoronato da un serto di rose induce a supporre si tratti di un rituale, in onore del dio coccodrillo Sobek, ambientato nella città di Crocodilopolis. Le minute tessere policrome utilizzate e la pregevole fattura richiamano alla memoria i preziosi esemplari tardo repubblicani tra i quali è possibile menzionare il celebre esemplare dell’aula isiaca di Palestrina.

Proseguendo nelle novità espositive, in Sala Caldaie, il grande mosaico pavimentale rappresentante Proserpina rapita da Plutone; visto il tema del ritorno dagli inferi della donna per intercessione della madre Cerere, il soggetto ben si adatta al repertorio funerario nel quale fu scoperto in una tomba lungo la via Portuense nel 1885.

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All’interno della Sala Macchine esposta la splendida testa ritratto in basanite dell’imperatrice Agrippina Minore, moglie di Claudio e madre di Nerone, opera prestigiosa concessa al museo sino a gennaio 2017 dalla Gliptoteca Ny Carlsberg di Copenaghen.

Con la mostra Centrale Montemarti. Capolavori da scoprire, prestigiosi reperti, finalmente, dopo lungo tempo, trovano una giusta collocazione e valorizzazione all’interno di un museo in grado di sorprendere ed emozionare grazie ai suoi suggestivi contrasti fatti di metallo e pietra, candore ed oscurità.

Ilenia Maria Melis

Centrale Montemartini. Capolavori da scoprire

Centrale Montemartini

via Ostiense 106

http://www.centralemontemartini.org/

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