Bato Alla Galleria RvB Arts

Bato Alla Galleria RvB Arts

La mostra dell'artista che non rinuncia alla forma ma semplicemente la trasforma in un segno rapido e incisivo che contrasta con tenui e morbide sfumature di colore.

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La galleria RvB Arts con la sua politica di Accessible Art ha inaugurato a Roma in via delle Zoccolette le mostre personali di Bato e Arianna Matta riscuotendo, già dai primi giorni di esposizione, un largo consenso sia da parte di intenditori che da semplici appassionati. Per l'occasione abbiamo cercato di conoscere Bato anche al di là delle sue opere rivelando un artista che vive pienamente la realtà culturale della sua città. Non a caso, è già molto conosciuto nell'ambiente romano grazie a numerose sue mostre personali e alla partecipazione a diverse collettive fra cui anche il progetto BATO & Smoker’S Hot Club che nasce dall’incontro tra la sua particolare sensibilità artistica e la musica jazz. In questa occasione Bato presenta  segni sospesi che  percorrono la storia rievocando Ishtar, la divinità femminile più importante nella civiltà assiro-babilonese, e le figure dei guardiani dell’omonimo portale a lei dedicato nell’antica città di Babilonia. 

Ci parli un pò delle tue incursioni nel segno calligrafico...

Per me non si tratta di una rinuncia alla forma ma semplicemente la possibilità di trasformarla in un segno rapido e incisivo che contrasta con tenui e morbide sfumature di colore. Non ci sono possibilità di errore il segno dove inizia finisce non ci sono correzioni ne ripensamenti. Curve sinuose e sensuali, punti silenti, rapidi segni graffianti.

Quali sono le fonti d’ispirazione a cui attingi per creare le tue composizioni...

Cerco sempre suggestioni di qualsiasi tipo. Paesaggi, personaggi, avvenimenti e ricordi di viaggio sono comunque una costante. Per questa ultima mostra presento la mia personale esperienza visiva e, allo stesso tempo, emozionale che ho percepito ammirando le opere nei musei berlinesi, il ricordo di qualcosa di antico visto e filtrato da me. Infatti, sono partito dalla rievocazione di simboli a carattere religioso e mitologico dell’antica civiltà assiro babilonese. Cerco sempre di dare delle forti motivazioni ai miei segni dove è possibile trovare anche riferimenti agli artisti contemporanei che più apprezzo, oltre alle esperienze di vita reale che ho vissuto. Infondo, per me l’arte è senza tempo. 

La scelta di uno sfondo bianco è dettata per creare una certa evidenza oppure per sottolineare l'essenzialità dei contenuti...

Il bianco dello sfondo consente ai miei segni di esprimersi ancora meglio. Cerco di eliminare sempre tutto il superfluo per rievocare tutta la freschezza di un disegno che è insito in una bozza. Non a caso, di quella bozza lascio apposta alcune tracce di matita che danno comunque un carattere di armonizzazione. Anche la mia stessa firma è realizzata a matita proprio per esigenze di composizione.  

Le tue opere sono più frutto di studio o di istinto... 

Per ogni quadro c’è un studio durato mesi per restituire freschezza al gesto e  le forme che emergono con estrema leggerezza su una superficie bianca sono tracce di una realtà percepita ed elaborata. Esiste, però,  anche la casualità necessaria per  una questione di bilanciamento. Alla fine ogni composizione è frutto di un'armonia. 

Nelle opere esposte alla RVB Art, ci sono tre colori predominanti. La scelta è dovuta a un motivo particolare?

Diciamo che per ora mi bastano questi tre colori, ma non è escluso che in futuro ne possa usare altri. Ora, è importante soprattutto lasciare una traccia in cui le persone possono riversare anche tutta la loro conoscenza,  impronte in cui inserire  il proprio bagaglio di informazione. Dare, insomma,  peso al segno della composizione e al segno delle tracce dove è possibile trovare un significato.

                                                                                  Rosario Schibeci 

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