Arianna Matta

In mostra alla Galleria RvB Arts le opere con una rappresentazione di interni molto intima dove i colori rendono una visione liquida della materia dove è facile concentrare il pensiero e perdersi.

1932
stampa articolo Galleria multimediale Scarica pdf

L'artista Della Realtà Interiorizzata.

Fino al 12 novembre l'occasione di ammirare le opere di Arianna Matta alla Galleria RvB Arts a via Zoccolette a Roma, lo spazio creato  da Michele von Büren, per promuovere l’Accessible Art. Infatti, la curatrice scova talenti emergenti e organizza mostre ed eventi con lo scopo di far conoscere l’arte contemporanea in maniera divertente ed informale, rendendola anche più accessibile da un punto di vista economico. E, anche questa volta, propone un'artista romana  di grande spessore come Matta già nel 2011 tra i finalisti del Premio Arte Laguna a Venezia. Ci colpisce all'inaugurazione della mostra con ancora sulle mani qualche residuo di pittura segno di una passione che va oltre ogni apparenza e che ben si evidenzia nelle opere che sono state presentate.

I quadri esposti alla RvB Arts rappresentano sconfinamenti in spazi intimi dove non rileva la presenza umana, ci vuoi spiegare meglio...

Sono luoghi abbandonati e destrutturati, spazi mentali che possono rispecchiare lo stato attuale di una società sempre più frenetica e frammentata. Non amo la pittura che racconta troppo. Forse sono i miei studi umanistici e l’amore che ho per il teatro che mi portano a raccontare con la pittura il fascino dei salotti borghesi. Alla fine mi piace mettere in primo piano quello che è il mio spazio più intimo e non mi occorre rilevare la presenza umana. Infatti è l’ambiente che io voglio evidenziare e di sicuro la presenza di persone lo renderebbe meno protagonista. Sono sempre stata attratta dagli spazi interni che anche se possono essere più di riflessione e introspezione mi consentono, comunque, di realizzare fughe più profonde per realizzare e sperimentare nuove tecniche.

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});


Le sfumature visibili nei tuoi lavori sono il tentativo di destabilizzare lo sguardo di chi osserva...

Non possono definirsi sfumature ma piuttosto soluzioni pittoriche particolari che seppure ho cercato di rendere visibili e accessibili a tutte le culture, sono comunque frutto di approfondite ricerche. Partendo da fondi materici, con una soluzione di colore ad olio molto diluita, intervengo con diversi strumenti per creare, una “visione liquida” della realtà in cui la costruzione, effettivamente, cede il passo all’instabilità. Alla fine, i luoghi e gli oggetti che si scompongono in piani multipli, innescano interferenze che destabilizzano lo sguardo .

In questa serie di lavori hai utilizzato molto il blu. Qual'è il tuo rapporto con il colore...

Il tema di questa mostra per me rappresenta qualcosa di nuovo considerato che in precedenza ho realizzato opere più monocromatiche. L’uso che ho fatto del blu è quello che  mi ha consentito di concretizzare una dimensione di sogno, qualcosa di strettamente onirico capace di creare delle atmosfere dove i pochi oggetti che rappresento sembrano quasi galleggiare, come a rappresentare un confine fra cielo e mare ma che in realtà non esiste. Il viola, invece, contribuisce a dare quell’elemento di contrasto che mi porta a sperimentare e a sconfinare.  E poi ci sono le colature che, nella figurazione, rendono quella che mi piace definire una certa ambiguità.

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});  


Quanto c'è di autobiografico nelle tue opere?

Nei miei lavori c’è sempre qualcosa di autobiografico ma, per la serie di questa mostra, l’opera che più mi somiglia è quella che rappresenta un unico banco di scuola di fronte ad una lavagna. Mi riporta così a quel ricordo di bambina solitaria e timida che però non perdeva mai l’occasione di sognare. Infatti, in quella lavagna si può intravedere la spensieratezza di un parco gioco quasi fosse la sua finestra sul mondo esteriore. Alla fine, non mi piace essere troppo esplicita. C’è  tensione, malinconia, visione di una realtà disincantata, ma, allo stesso tempo, ogni quadro presenta sempre un motivo di redenzione mostrando  una via d’uscita che può essere rappresentata da una fonte di luce. Lo spettatore, poi, è libero di penetrare nei luoghi che rappresento vivendo l’esperienza secondo quella che può essere la sua personale prospettiva.

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});


Con questa mostra RvB Arts partecipa alla prima edizione di RAW – Rome Art Week , progetto collaborativo, no-profit creato per valorizzare l’arte contemporanea a Roma e che vedrà coinvolti spazi espositivi e open studio di artisti professionisti. Come è il tuo rapporto con la galleria?

Direi ottimo. Grazie a  RvB Arts e alla sua creatrice per noi giovani artisti è più facile trovare uno spazio adeguato e di qualità dove potere essere seguiti. Qui  le nostre opere riescono ad avere  il giusto spessore per essere presentate al pubblico .

                                                                                                                       Rosario Schibeci

© Riproduzione riservata

Multimedia