Emilio Gatto

Mi piaceva l’idea di prendere gli stereotipi delle serie poliziesche ed action americane, frullarle insieme, agitarle, parodiarle e servirle con ghiaccio per vedere cosa usciva fuori. Axel è stato il risultato.

906
stampa articolo Galleria multimediale Scarica pdf

Oggi abbiamo il piacere di ospitare Emilio Gatto, vincitore del premio Best Movie all’interno della terza edizione dell’Infinity Film Festival per la web serie Axel Bros.

La bravura di Emilio era stata premiata, dagli addetti ai lavori, già nel 2003 in occasione del Festival di cortometraggi indetto dalla Colorado film e dalla Gialappa’s band. E proprio questo premio, è stato l’occasione per dare inizio ad una proficua collaborazione proprio con i ragazzi della Gialappa’s. Emilio è stato difatti ideatore di diverse serie comiche come Lettera22, Ormoni e Neuroni, L’ottavo sigillo trasmesse nel corso degli anni all’interno dei vari Mai dire…programma cult del palinsesto Mediaset.

Alla tv è stata affiancata la comunicazione aziendale, realizzando diverse campagne con clienti finali quali Samsung, Indesit, Total – Erg, Vodafone solo per citarne qualcuno, senza mai trascurare un altro aspetto importante della sua carriera: l’insegnamento.

Ed è proprio raccontandoci di questa esperienza che ha inizio la nostra chiacchierata con Emilio.

Ti sei dedicato spesso all’insegnamento ed attualmente tieni corsi scrittura creativa al Mohole di Milano. Trasmettere il proprio sapere, quanta soddisfazione dà?

Molta. Ci sono ragazzi il cui punto di vista su tematiche che tu hai esplorato più volte è nuovo e inusuale e questa è sempre una cosa bella. Certo anche gli studenti meno brillanti, a loro modo, danno un sacco di soddisfazione. Ma in modo diverso. Inoltre insegnare ti dà l’occasione di riorganizzare quello che sai e guardarlo da fuori, è un lavoro molto interessante.

Tra i tuoi allievi vige il fascino del lavoro poco convenzionale o trovi in genere che siano realmente motivati?

C’è di tutto un po’. Dalla maggior parte di loro che son mossi da una reale passione a quelli che invece capisci son lì un po’ per caso. Il bello è poi farli appassionare per davvero. Può dare molta soddisfazione.

Comunicazione aziendale e televisione. Possono coesistere o una mette necessariamente in stand by l’altra?

Diciamo che assorbono molto tempo ed energie tutte e due quindi se stai facendo bene una non hai molto tempo per l’altra. Come disse mia nonna ad un suo amante nano “O mi baci o mi trombi, tutti e due insieme non si riesce”

Quest’anno è arrivato il premio Best Movie all’interno dell’Infinity film festival per la webserie Axel Bros, te lo aspettavi?

No, ed è stato un bel riconoscimento. Forse Axel ha mancato il giusto tempismo nel senso che è arrivato un po’ troppo in anticipo sui tempi. Vuol dire che è un’idea che a distanza di qualche anno continua a funzionare bene.

Ti faccio una domanda poco carina, nel corso della tua carriera sei mai stato scavalcato da qualcuno meno meritevole solo perché aveva uno “sponsor”?

Io invece ti do una risposta carina. No, non mi è successo. Magari sono state fatte altre scelte a livello artistico ma non per qualcuno che ci ha messo la parolina giusta.

Parlaci di Axel Bros, ho letto che l’idea era quella di prendere in giro le serie tv…

Sì, mi piaceva l’idea di prendere gli stereotipi delle serie poliziesche ed action americane, frullarle insieme, agitarle, parodiarle e servirle con ghiaccio per vedere cosa usciva fuori. Axel è stato il risultato.

Nel 2003 è iniziata la collaborazione con la Gialappa’s band. Cosa puoi raccontarci di questi ragazzi? Come è stato lavorare con loro?

Loro sono così come li si sente: dei simpatici cazzoni. Mi han sempre dato grande libertà creativa sulle serie che ho prodotto per loro e soprattutto mi han dato questa bella opportunità per cui non posso che ringraziarli. Vi ho già detto che son dei cazzoni, vero?

Agli inizi degli anni Novanta esordì Mai dire Gol della Gialappa’s. E’ stato solo l’inizio di un susseguirsi dei format Mai dire.. , innovativi sicuramente per quello che offriva la tv 16 anni fa. Oggi cosa ritieni possa essere considerato innovativo?

In tv ormai ben poco. Su Youtube si sperimentano una marea di linguaggi diversi, dal ragazzino in cameretta a format pseudo televisivi, credo che ormai siam assuefatti dal “troppo” audiovisivo da cui siam costantemente sommersi, quello che è nuovo vien assorbito e fagocitato in un lasso di tempo brevissimo. Stupire diventa sempre più difficile.

In generale, cosa salvi e cosa invece ti fa cambiare canale?

Vediamo, se parliamo di tv sono in fissa con tutte le trasmissioni tipo Come è fatto, Megacostruzioni e quel genere di programmi, le cosiddette generaliste invece ormai offrono davvero ben poco, spesso con tv che parla che tv, un loop che lascia il tempo che trova.

Per una mente creativa è importante che il cervello riceva continui stimoli. Da cosa trai spunto?

Tutto ti può accendere la lampadina del volerne sapere di più. Spesso e volentieri, come tutti del resto, quando ho una curiosità finisco su wikipedia. Solo che da lì saltellando da una cosa all’altra non si sa come finisce spesso che alle quattro di mattina son sulla pagina “limiti dell’universo osservabile”.

E al grido interiore di “oh no, di nuovo!” capisco che è il momento di andare a dormire. In alternativa mi piace molto andare al planetario di Milano, è un luogo davvero suggestivo in cui è facile che la fantasia inizi a galoppare.

Progetti ai quali stai lavorando?

Un macchinario per trasformare le caccole in orsetti gommosi alla frutta. In realtà ad una sceneggiatura action comedy ma mi piace di più immaginarla così. E’ più suggestivo.

Sara Grillo 

© Riproduzione riservata

Multimedia