Doctor Strange

Nelle sale il nuovo film del "Marvel Cinematic Universe"

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Ho deciso di cominciare a scrivere partendo da una piccola confessione: fino ad una decina di anni fa, non potevo certo definirmi un fan(atico) della Marvel. Logicamente ne apprezzavo alcuni personaggi, scoperti leggendo i fumetti e nella diatriba “nerdica” che ne mette a confronto i personaggi con quelli delle dirette concorrenti, nella mia testa è sempre uscita vincitrice la combriccola della cosiddetta Casa delle idee, ma se mi avessero chiesto di mettere insieme quello che ne sapevo sarebbe uscito solo un gran casino.

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Il problema principale, a mio avviso, era l’incredibile mole di intrecci e mondi più o meno paralleli che si erano andati a creare negli anni, con la mia incapacità conseguente di riuscire a trovare quella continuità che solitamente mi porta ad affezionarmi ad uno o più personaggi. Non sono un esperto e probabilmente i puristi dell'universo-Marvel non concorderanno col mio pensiero, ma ciò che ha fatto scattare la molla nella mia testa per diventare un vero fan è stata la decisione presa dalla casa madre di cominciare a produrre una serie di film legati tra loro con quel filo conduttore che tanto mi mancava.

Il primo film figlio di questa decisione, proiettato nelle sale nel 2008, fu Iron Man di Jon Favreau e ben 8 anni e 14 film dopo (compreso questo e senza contare i vari Spiderman, Fantastic Four, X-Men e le altre produzioni fuori dal franchise a cui mi sto riferendo), in cui l’universo cinematografico Marvel si è evoluto ed espanso con risultati non sempre accolti positivamente dalla critica, mi sono ritrovato di fronte ad un prodotto che mi ha fatto fare un salto indietro nel tempo (nel vero senso della parola…) e ricordare ciò da cui tutto era partito.

Questo film è Doctor Strange, basato sull’omonimo personaggio a fumetti ed ovviamente il protagonista principale della “fan review” che state leggendo in questo momento.

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La sensazione di “ripartenza” a cui facevo riferimento in precedenza si ha fin dai primissimi secondi di proiezione, là dove la classica introduzione in stile-fumetto a cui eravamo abituati lascia spazio ad una incentrata sui personaggi dell’universo cinematografico Marvel, quasi a voler distaccare le due facce della stessa medaglia. Il film entra subito nel vivo della presentazione del personaggio principale (interpretato splendidamente da Benedict Cumberbatch): un importante neurochirurgo di New York, dall’ego smisurato che lo fa sembrare l’incrocio perfetto tra il primo Tony Stark e Dr. House, vede la sua vita stravolgersi a causa di un incidente d’auto causato dalla propria superficialità e si ritrova coinvolto suo malgrado in un viaggio fisico e spirituale che lo costringerà a mettere in dubbio tutto ciò in cui ha creduto fino a quel momento ed affrontare quel lato della vita che finora aveva represso dietro al proprio intelletto.

Da quel momento in poi, lo spettatore viene catapultato in un film dall'impatto visivo di altissimo livello, con scenari che a volte portano a pensare di essere in qualche modo finiti in un’opera di Escher o avere assunto degli allucinogeni, ma che non relega in secondo piano temi profondi come quello dell’inesorabile scorrere del tempo e della vita umana rispetto alla morte, vista col duplice ruolo di grande vanificatrice o di apportatrice di senso stesso alla vita, vera grande burattinaia che muove le azioni delle parti in causa.

In tutto questo, non mancano i classici momenti divertenti per spezzare un po’ la tensione ed evitare che il film risulti troppo pesante, ma fortunatamente senza l’esagerazione che si è vista in qualche film recente ed evitando quindi di trasformarlo in qualcosa di ridicolo. La sceneggiatura è godibile e riesce a mescolare concetti agli antipodi come la magia (vera e propria “arma” nelle mani dei protagonisti) e la teoria degli universi infiniti senza che finiscano per pestarsi troppo i piedi o scadere nel grottesco, nonostante la trama non sia esente da qualche piccola falla, come spesso accade quando si “gioca” con determinati concetti.

Senza la pretesa di fare un paragone con il fumetto sul quale è stata basata la pellicola, dunque, da semplice spettatore posso dire che Doctor Strange è un film che non delude le aspettative degli appassionati dei film targati Marvel e può essere un buon inizio anche per chi si affaccia per la prima volta al genere, portando sullo schermo il giusto mix tra azione, divertimento ed un pizzico di introspezione.

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Un ultimo piccolo consiglio spoiler-free per chiunque volesse vedere il film, già nelle sale di tutta Italia: questa volta le classiche scene “bonus” in fondo ai titoli di coda sono due, quindi non vi alzate prima di averle viste entrambe…

Matteo Tencaioli

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