Riccardo Bassi

LA NOSTRA PRIMA VERA ESTATE, UN BIGLIETTO PER UN VIAGGIO NELLE STAGIONI DELLA VITA.

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Buongiorno lettori, eccoci qui per assistere all’imbarco di Riccardo Bassi, un brillante scrittore italiano, per uno straordinario viaggio: quello del suo nuovo romanzo “La nostra prima vera estate”.

Quando è nata l’idea di un romanzo che attraversi la vita dei protagonisti come se si trattasse di un viaggio?

-Mentre stavo finendo il primo libro: “La mia seconda manche”, avevo sentito immediatamente la necessità di scrivere un nuovo romanzo; considerando che il tema scelto, antropologico-sportivo fosse un po’ tortuoso, ho preferito scegliere un argomento più immediato e popolare dove il lettore comune (se ne esiste uno) potesse identificarsi. Ecco perché il viaggio: matrimonio perfetto tra fantasia e realtà, è metafora, sin dai tempi antichi, della ricerca interiore del nostro io.

Curiosa l’idea di scandire le tappe del viaggio con le lettere dell’alfabeto, identificando ciascuna con una parola chiave. Se dovesse scegliere tre lettere e altrettante parole chiave per raccontare il suo libro quali sarebbero?

- L’alfabetizzazione dei capitoli è nata alla fine della stesura. Si è deciso di utilizzare le lettere dell’alfabeto al posto dei classici numeri per incuriosire il lettore con un’anticipazione sugli avvenimenti.Se dovessi sintetizzare il libro sceglierei le seguenti lettere: V come Viaggio, R come Ricerca, F come Felicità, L come Libertà magari dando vita a uno  slogan tipo: “Viaggi alla ricerca della felicità e della libertà”…

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Lo stesso accade con brani musicali annunciati da un dj all’inizio di ogni capitolo… Qui ci accontentiamo di chiederle se nella sua brillante e recente carriera di scrittore (prima di questo romanzo, l’opera prima di grande successo “La seconda manche”) c’è una canzone o un brano che il suo dj personale potrebbe annunciarci come significativo?

- Innanzitutto ho deciso di far “parlare” un DJ prima di ogni capitolo perché, soprattutto durante la mia prima giovinezza, mi ha tenuto compagnia nel viaggio quotidiano. Secondo me la musica, indipendentemente dal genere, fa da colonna sonora alla nostra vita, come se fosse un film. Detto questo ho cercato di spaziare dai cantautori italiani fino ai Pink Floyd. Tendenzialmente prediligo la musica d’autore Italiana e in particolare modo Luca Carboni, che reputo un grande cantautore. Considero le sue canzoni “compagne” di vita.

La sua scrittura è fresca e veloce: è una scelta stilistica intenzionale dedicata al lettore come se avesse davanti un interlocutore o Riccardo Bassi esprime sé stesso nella sua prosa?

- Fa parte del mio stile. Mi piace molto l’idea che il lettore possa discostarsi per un attimo dalla realtà, entrare in un mondo nuovo e leggero e farsi cullare dal racconto.

Il 24 novembre  al Teatro De Sica di Peschiera Borromeo è fissata la presentazione di “La nostra prima vera estate”, ho letto che si tratterà di un evento culturale che si trasforma in un vero e proprio show, è vero? Ma allora Riccardo Bassi cerca di tirare fuori i libri dalle biblioteche e da un immaginario polveroso per portarli in un mondo fatto di musica, suoni, immagini e relazioni sociali? …. un progetto ambizioso!

- Parto dal presupposto che secondo me i libri vanno letti e non spiegati, lasciando il privilegio dell’uso della fantasia al lettore. Insieme a Luca Bonaffini (mio mentore… e sostenitore) abbiamo deciso di presentare il mio libro non in una libreria ma in una galleria d’arte. Niente di troppo istituzionale, anzi. Una festa che ricordasse un po’ gli appuntamenti milanesi dell’indimenticato Derby. Cabaret, teatro canzone, letture in diretta e talk show. Negli anni settanta la cultura era la somma di scritture, performance, musica e comicità. Nel caso specifico il mio nuovo romanzo “La nostra prima vera estate”, tra l’altro edito da Gilgamesh Edizioni, casa editrice anche di Bonaffini, lo presenteremo a Peschiera Borromeo al Teatro De Sica il 24 novembre (alle ore 20:50, ndr) con la partecipazione di straordinari ospiti come CHARLOTTE FERRADINI, GIORGIA CANEVESE, HENRY ZAFFA, LUCA BONAFFINI, MAGO ETA BETA, PAOLO BALDONI e con la Special Guest del grande MARCO FERRADINI, che riceverà dalla società di edizioni musicali C7 ART&MUSIC la targa alla Carriera.

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Leggendo il suo libro si passa leggeri e ottimisti tra le stagioni della vita toccando i temi più forti e impegnativi: l’amore, l’amicizia, la consapevolezza di sé, la droga, il successo e il suo contrario…. E in tutto questo viaggiare riesce veramente ad illuminare di un bagliore di involontaria speranza e positività l’anima del lettore. C’è un tema che proprio la spaventa, qualcosa che affronterà forse in futuro ma che oggi la trova impreparato?

-Nei miei libri affronto diversi temi che vanno dall’amicizia e l’amore, al successo, l’insuccesso o la dipendenza da alcol, sostanze, dramma che affligge le generazioni passate, recenti e attuali. Tutti questi argomenti cerco di raccontarli astenendomi da giudizi, riflettendo sul caos interiore generato dalle difficoltà ambientali. Spesso si ha bisogno dell’aiuto di un amico e non di un giudizio o, peggio ancora, di un pregiudizio. Un argomento che ancora non ho provato ad affrontare, è la malattia fisica. Forse perché ne sono un po’ spaventato. Tra le persone ammalate, si incontrano persone pronte a lottare da sole, altre che cercano cure alternative alla medicina classica, altri che cercano di vivere una vita “normale” fregandosene della malattia stessa…


Tra questi vegetano e predicano i filosofi che vorrebbero insegnare ai malati come vivere… pur essendo sanissimi! Insomma la malattia è un argomento ingombrante che mi piacerebbe affrontare, ma forse nel mio subconscio subentra la famosa frase: “prima o poi saremo prigionieri del nostro corpo”. Poi mi rallegro pensando a Luca Carboni quando canta: che “... ci vuole un fisico bestiale… perché il mondo è un grande ospedale; e siamo tutti un po' malati ; ma siamo anche un po' dottori…”

Nel romanzo c’è tanta amicizia e tante figure femminili… Sembra che il genitl sesso per Gabriel Longoni sia molto importante e, contrariamente ai luoghi comuni imperanti, non sembra affatto spaventato né dalla bellezza né dalla personalità di cui i personaggi femminili di questo romanzo appaiono piuttosto forniti!

- Mentre scrivevo il primo rapporto di coppia tra Gabriel e Julienne pensavo alla mia adolescenza: classica la situazione di disagio a metà  tra la prima cotta e quell’amicizia molto profonda che rischia di diventare gelosia senza sapere di essere innamorato. Stravaganza e anticonformismo sono il costume, la corazza della ribellione che, durante il periodo adolescenziale, è doverosa!

E se dal romanzo dovesse nascere un film? Chi potrebbe interpretare, secondo lei, il protagonista di questa avventura itinerante nel tempo e nello spazio?

-Non ti nascondo che sarebbe un bel sogno da realizzare… sicuramente chiederei un supporto tecnico a Lino Zani. Po sceglierei tutti attori italiani partendo dal mitico Francesco Salvi, che fin dall’inizio del progetto, insieme a me e Luca Bonaffini, è salito in auto per questo bellissimo viaggio. La sceneggiatura la svilupperei con Luca Bonaffini e Davide Serino, i brani musicali li farei scegliere a Luca Carboni e Antonello Giorgi, mentre la regia la affiderei alle mani esperte di Renato De Maria.

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Alla fine del libro ce lo spiega, ma per debolezza personale non ho potuto ignorarlo spontaneamente: la presenza dei cani di Julienne come dei silenziosi catalizzatori di situazioni fondamentali nella vita di Gabriel, il protagonista. … il loro fatale avvicendarsi con le loro calde, gioiose, affettuose e purtroppo brevi vite nelle tappe del nostro viaggio … Vuole aggiungere qualcosa? Ci parla di Diamoci una zampa?

- Nei rapporti fugaci tra Gabriel e Julienne ho cercato fin da subito un denominatoer comune affettivo che li accompagnasse nei diversi incontri della loro vita. Inoltre mi piaceva l’idea di un elemento (vivo!) che disturbasse i protagonisti nel momento del bacio fatale. E chi meglio di un bell’amico a quattro zampe, ottimo compagno di vita, geloso e protettivo?  Nel punto in cui narro: «La vita era già ritornata sulle strade e, lungo i marciapiedi, tra barboni e turisti, s’incrociavano gli sguardi smarriti dei residenti. Qualche bottiglia rotta, qualche cagnolino solitario, qualche vigile infuriato». Quanti ancora troppo sono i cani solitari abbandonati al loro destino. Fortunatamente esistono tante associazioni e organizzazioni a tutela dei loro diritti. Una di queste realtà si chiama appunto “Diamoci la Zampa”. Si tratta di un’associazione fatta da volontari che, gestendo un rifugio alle porte di Milano , offre  ai trovatelli un posto caldo e accogliente dove possono dormire, mangiare, socializzare ed essere controllati dal punto di vista sanitario. Tutto questo non basta… infatti a rafforzare il mio pensiero, ho scritto una lettera che si trova alla fine del libro per richiamare l’attenzione del lettore sull’ iniziativa di adottare un cane. Per chi fosse interessato può contattare direttamente: Associazione Diamoci la Zampa Onlus Sede legale: Via Cesare Battisti 19, 20097 San Donato Milanese MI Tel 027532990 - 3357223954 – 3392433225 diamocilazampaonlus@gmail.com - www.diamocilazampa.it - FB ASSOCIAZIONE DIAMOCI LA ZAMPA ONLUS - Rifugio: Arzago d’Adda (BG).

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La ringrazio per la gradevolissima lettura di questo romanzo on the road e le auguriamo un grandissimo successo nelle librerie. Ci ricorda le occasioni in programma in cui i lettori potranno conoscerla?

Sicuramente alla presentazione ufficiale del 24 Novembre (ricordatevi! alle ore 20:50… presso il cinema teatro De Sica a Peschiera Borromeo) e poi a tutti gli appuntamenti sono visibili alla pagina ufficiale Facebook:https://www.facebook.com/RiccardoBassiOfficial/
Grazie e… buon viaggio!

AnnaMaria Maurelli

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