Federico Vespa

Il programma perfetto nasce prima di tutto dall'empatia fra i conduttori e dall'originalità delle loro idee.

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Oggi UnfoldinRoma incontra un personaggio che non ha bisogno di grandi presentazioni: Federico Vespa

La tua esperienza radiofonica comincia nel 2002, quando scrivi per il quotidiano sportivo La Gazzetta dello Sport e commenti le partite casalinghe dell’A.S. Roma per l’emittente radiofonica Radio 101. Il tuo incontro con lo sport è stato casuale, frutto di una scelta dovuta al fatto che si aprivano opportunità di lavoro proprio nel calcio o avevi già una vera passione per la Roma e per il calcio in generale?

Il mio incontro con lo sport non è stato casuale. Ho sempre amato il calcio, lo pratico da anni e si è presentata la possibilità di poter lavorare seguendo anche la squadra per cui faccio il tifo, la Roma.

Per uno che si laurea in Giurisprudenza i genitori sognano la giacca e la cravatta e l'avvocatura o la magistratura. Tu invece hai cambiato completamente rotta e hai esordito in Radio Spazio Aperto. Hai avuto quantomeno coraggio nella scelta. Che ricordi del tuo "battesimo"?

Radio Spazio Aperto mi ha dato le basi del mestiere. Mi è servita moltissimo e le radio locali in generale sono state una palestra importante per tanti miei colleghi. Ricordo il primo impatto, ero davvero emozionato e con la paura di non farcela.

Entrato a far parte della grande famiglia “RTL 102.5” ti dedichi anche al lavoro di redazione. A mio avviso, un lavoro di backstage di notevole responsabilità per la riuscita della trasmissione. Spiegaci la formula magica, come si arriva a uno show radiofonico di successo?

La redazione ha rappresentato per me due anni di lavoro continuo in cui ho imparato le basi del mestiere ma a livello nazionale. Condurre un giornale orario, fare un servizio oppure un'intervista. Il programma perfetto nasce prima di tutto dall'empatia fra i conduttori e dall'originalità delle loro idee, oltre alla scelta, spesso vincente, di trattare argomenti nazional popolari.

Allo stesso tempo, intraprendi un percorso parallelo che ti porta ad essere anche "visto" dai tuoi spettatori, catapultato alla radio visione con la conduzione di una serie di programmi tra i quali: Non Stop News, Onorevole DJ, Password, Chi c'è c'è, chi non c'è non parla, Nessun Dorma. Come hai vissuto il fatto di esserti trovato, nel bene e nel male, davanti a una telecamera e non più con lo "scudo" del solo microfono, che celava una parte di te?

La radiovisione ha senza dubbio cambiato il ruolo dello speaker. Ho fatto televisione in passato e la telecamera non è un problema, più che altro nelle movenze, nei gesti, anche nel modo di vestire si è più innaturali.

Attualmente conduci insieme a tuo padre "Non Stop News - Raccontami", ogni venerdì dalle 8.00 alle 9.00. È un vero e proprio match di ping-pong tra due generazioni che si confrontano sui temi dell’attualità, della politica, del costume e della musica con interventi in diretta del pubblico. Anche qui siamo curiosissimi. Com'è il rapporto professionale con lui e che "codici" avete trovato?Cosa pensi della conduzione di coppia in generale?

Con mio padre non ho un vero e proprio rapporto professionale. La trasmissione ci piace perché sentiamo di poter portare la mattina in radio quello che nel salotto di casa spesso ci diciamo. Siamo due generazioni differenti, con idee differenti che non potranno mai avere troppi punti in comune, i tempi e i modi di vedere le cose della vita sono troppo diversi. Lo chiamo papà proprio per il motivo del salotto alla radio e credo che oggi la conduzione  in coppia sia la migliore, ma non per forza uomo - donna come spesso invece si tende a fare.

Già nel lontano 1930 Benjamin, in Riflessioni sulla radio, scriveva: “(…) il pubblico deve essere trasformato in testimone nelle interviste e nelle conversazioni e deve avere l’opportunità di farsi sentire”. A proposito dell’intervento del pubblico durante la diretta, cosa pensi della rivoluzione mediatica della radiovisione e della nascita del modello ibrido che passa attraverso l’incontro tra radio e social network?

Credo che gli ascoltatori debbano essere parte integrante di una radio il più possibile. Perciò i social network, per quanto rischiosi e negativi per molti versi, sono uno strumento fondamentale per rendere il pubblico partecipe, ben vengano!

E adesso passiamo al Federico "radioascoltatore". Ascolti le trasmissioni degli altri per capire la concorrenza e l'evoluzione di questo mondo, e inoltre, ti riascolti mai?

Ascolto varie radio, mi piace molto la musica rock quindi svario, mi riascolto a volte.

Un paio di domande di attualità: cosa pensi dell’ampliamento della mini ztl del Tridentino e delle limitazioni alla circolazione che verranno applicate anche alle due ruote (moto e ciclomotori) dei non residenti?

Penso che Marino stia sbagliando ogni scelta possibile per una città ai limiti della vivibilità come Roma.  Quella chiusura e' ridicola, lascia migliaia di Romani in netta difficoltà specie dal punto di vista lavorativo. È' vero che a Londra il centro e' solo pedonale, ma c'è una metropolitana pazzesca così come a Parigi e Barcellona o Madrid e anche a Milano. Qui si aspetta la metro C da anni, e' una vergogna, non l'unica, di questa città bellissima.

Parliamo di stadi e di comportamenti violenti: fece scuola a suo tempo il modello Thatcher che di fatto, stroncò il problema Hooligans in Inghilterra. In Italia si discute da anni ormai di stadi e di gestione: credi che "avvicinare" letteralmente il pubblico alle squadre, senza barriere, possa essere un buon deterrente al fenomeno? E inoltre, cosa ne pensi di dare le strutture in gestione diretta alle società di calcio , o che abbiano stadi di proprietà?

La Thatcher ha risolto il problema in Inghilterra ma non quando i tifosi inglesi vanno all'estero, dove spesso fanno danni. Sono per l'abbattimento delle barriere e il totale affidamento della sicurezza alla società e perché no, agli stessi capi tifosi. In Germania lo hanno fatto per anni.

Per concludere. Un episodio della tua vita professionale che ti ha colpito particolarmente e che vorresti condividere con noi.

Roma Arsenal Champions League di qualche anno fa. Radiocronaca quasi integrale su Rtl fino ai drammatici rigori. Fu un'esperienza che mi addoloro' per il risultato ma dal punto di vista professionale bellissima. Poi le prime puntate di speaker con il ruolo di intrattenitore.

Grazie Federico per il tempo che ci hai dedicato.

                                                                                  Mariangela Sapio

per la foto di copertina ringraziamo Giuliano Pennese 

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