Capolavori Da Scoprire Alla Centrale Montemartini

Capolavori Da Scoprire Alla Centrale Montemartini

La Sala del Treno di Pio IX

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La Centrale Montemartini si arricchisce di un’importante novità che si aggiunge alla serie dei Capolavori da scoprire presentata la scorsa estate: la Sala del Treno di Pio IX.

«Inauguriamo una nuova sala del museo della Centrale Montemartini - spiega il Sovrintendente Capitolino ai Beni Culturali Claudio Parisi Presicce - una sala importante che ben si sposa con la vocazione di questo museo nato all’interno di una centrale elettrica che ha una storia importante per la città perché realizzata nel 1912, pochi anni dopo la creazione dell’Acea». Una centrale che ha avuto una vita molto lunga; fino al Dopoguerra fu mezzo di diffusione della fornitura elettrica nei quartieri della Capitale. Durante i lavori di ristrutturazione dei Musei Capitolini, alla fine degli anni Novanta, fu inizialmente adibita a sede espositiva delle sculture allontanate dal Campidoglio; in un secondo momento divenne un museo permanente.

Una nuova finalità per uno spazio espositivo rifunzionalizzato «che consente di apprezzare con più evidenza, con più nettezza quelli che sono i beni esposti, perché contrasta in maniera netta con la storia dei luoghi. Un esperimento che, probabilmente, riproporremo ancora in città. Questo spazio accoglie in via permanente il treno di papa Pio IX; è interessante vedere come questo vagone, addirittura con la balconata dalla quale il Papa si affacciava per le benedizioni alla folla, la piccola cappellina consacrata, un salottino, un appartamento privato, come questi vecchi treni trovino ospitalità in questa vecchia centrale, in un quadro, però, di attualità» sottolinea la Sindaca di Roma Virginia Raggi.

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I tre vagoni del treno sono stati realizzati per papa Pio IX, Giovanni Maria Mastai Ferretti, uno dei pontefici più longevi; fu a capo della Chiesa dal 1846 sino al 1878; 32 anni in cui ha vissuto le diverse evoluzioni del governo, dalla Repubblica Romana del 1849, contro la quale si oppose, fino alla proclamazione, nel 1870, di Roma Capitale. Per primo ebbe la lungimiranza di capire quale potesse essere l’importanza della ferrovia sul territorio dello Stato Pontificio; fece realizzare, quindi, i vagoni oggi in mostra per avere la possibilità di muoversi all’interno del vasto territorio dello stato della Chiesa. I tre vagoni che compongono il treno papale furono commissionati dalle Società “Pio Centrale” e “Pio Latina” ad aziende francesi per farne dono al Pontefice. Il viaggio inaugurale fu compiuto da Pio IX il 3 luglio 1858 dalla stazione di Porta Maggiore, allora capolinea delle linee ferroviarie pontificie, per giungere alla stazione di Cecchina (Albano).

Due i treni esposti: uno avente una loggia dalla quale il Papa si affacciava per impartire la benedizione nei tratti tra Roma - Civitavecchia, Roma - Viterbo e Roma – Ceprano; l’altro, utilizzato per gestire gli affari all’interno della cabina che lo ospitava. Dopo il 1870 i treni subirono l’oblio dell’abbandono all’interno della rimessa presso la Stazione Termini riemergendo per la prima volta, come cimelio storico, nel 1911 in occasione del cinquantenario della proclamazione del Regno d’Italia. Soltanto quando fu realizzato il primo Museo di Roma, nel 1930, fu possibile traferirli ed esporli nella sede dell’Ex Pantanella a via dei Cerchi, dove ancora è dipinto sulla sommità del portale il nome del primario spazio espositivo. Nel 1952 furono trasferiti presso Palazzo Braschi; uno spostamento che ebbe grande risonanza per la città: i vagoni furono trasportati su grandi carrelli aperti con estasi della popolazione.

Varcando ringhiere e cancelletti in ferro battuto ci si può immergere in ambienti ad uso privato del Pontefice rivestiti di stoffe purpuree; salette in bianco e giallo oro arredate con divanetti, tende con filamenti d’oro, un trono sormontato dalle armi del Papa e canapè recanti le insegne pontefice. Non visitabile la terza vettura, primo esempio di vagone poggiato su due carrelli snodati a perno a quattro ruote ciascuno; si tratta di una cappella consacrata all’interno della quale il Papa teneva la messa durante i suoi viaggi.

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Nella nuova sala allestite anche altre opere: una piastra in rame su supporto ligneo con lo stemma di Pio IX sorretto da angeli risalente al 1856 circa, utilizzata come decorazione frontale di una delle locomotive; due preziosi tondi, opere di Jean Léon Gérôme, (1856-1858) raffiguranti La Vergine con il Bambino e Il Buon Pastore, decorazioni che decoravano l’ambiente principale della carrozza detta Cappella dedicati alla devozione privata del Pontefice.

Inoltre, il visitatore della Sala Caldaia 2, alzando gli occhi, potrà scorgere ciò che un tempo forniva l’energia necessaria alla produzione di elettricità ed a distribuirla; un doppio salto nella storia tra i vagoni dei treni papali e la cornice che ospita l’esposizione.

Ilenia Maria Melis

La Sala del Treno di Pio IX

Centrale Montemartini

Via Ostiense, 106 – Roma

www.centralemontemartini.org

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