Paolo Goglio

Sono alla ricerca di un uomo nella sua centratura e nella sua purezza di origine proprio attraverso l'ascolto delle perfezioni della natura.

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La nostra Anna Maria Maurelli  ha intervistato Paolo Goglio.

La nostra prima domanda come consuetudine riguarda la tua breve presentazione per i nostri lettori.

Ciao a tutte le amiche e... a tutti gli amici! Ho 56 anni, una lunga storia come professionista nel mondo della televisione, fotografia ed internet, autore di 35 libri su varie tematiche e del progetto “Amore con il Mondo”, da cui il fortunato format televisivo con più di 150 puntate già trasmesse da oltre 20 televisioni locali, regionali e nazionali.

Nella tua pagina facebook ho letto che hai studiato geologia e volevo chiederti una tua opinione sui tristi avvenimenti della settimana scorsa?

Si ho studiato molto le tematiche di dissesto sia idrogeologico che di carattere tettonico, è evidente che ci sono delle concause dovute alla eccezionalità di alcuni eventi geoatmosferici, d'altra parte il rapporto con il mondo esterno è sempre legato allo sfruttamento, al divertimento, all'uso e all'abuso. Rispettare l'ambiente porterebbe ad un rapporto completamente diverso in cui tempi e i ritmi geologici sono scanditi dal pianeta e non dall'uomo. Sono avvenimenti profondamente tristi per le conseguenze che arrecano, dopodiché sono assolutamente naturali. Non-naturale è, al contrario, il volerli dominare, piegare, addirittura sfidare: questa è da sempre una sfida persa in partenza!

Per Rigopiano, mai più lutti per ritardi e mancata prevenzione? Cosa è successo: la natura si è ripresa i suoi spazi?

A volte l'asfalto si prende il bosco ma poi il bosco si riprende l'asfalto... A Rigopiano i ritardi di per sé sono ininfluenti e non sono certo causa di lutto, soprattutto se consideriamo le condizioni ai limiti dell'estremo in cui hanno operato i primi soccorritori, senza tenere conto, come abbiamo drammaticamente avuto conferma pochi giorni dopo, che anche i soccorritori stessi mettono in gioco la propria vita. La prevenzione non solo è mancata ma è stata colpevolmente ignorata, nessuna persona competente e di buon senso avrebbe mai edificato in quella posizione e in quelle condizioni.

Per la prossima domanda voglio scomodare una frase tratta dal “Giorno della Civetta” del grandissimo Leonardo Sciascia -Sono un ignorante; ma due o tre cose che so, mi bastano: la prima è che sotto il naso abbiamo la bocca: per mangiare più che per parlare… La frase incriminata è di un sacerdote durante un programma televisivo: "Non andate in Abruzzo, venite al nord", frase shock di Don Bruno che invitava il pubblico a non villeggiare in questo splendido territorio: il provocatorio appello del sacerdote, opinionista in diversi programmi rai, ha scatenato un vero e proprio caso mediatico….

Quando parliamo di Abruzzo dobbiamo avere il coraggio di fare una netta distinzione tra lo splendore del paesaggio e la assoluta carenza di ricezione strutturale: ci sono interi paesi arroccati sul territorio, case di sasso, pietra, legno, una sopra l'altra, splendide a vedersi ma chiaramente precarie dal punto di vista della sicurezza, ben prima ancora di affrontare un sisma, l'edilizia nazionale paga il duro prezzo della storia: ciò che è bello perché è antico si rivela fragile di costituzione, d'altra parte questo riguarda un po' tutto il nostro territorio in genere.

Oggi è il giorno della memoria, Enrico Mentana avvilito: ‘siamo un paese costretto a ricordare per legge quello che non avrebbe mai dovuto dimenticare e invece lo ha dimenticato subito. Nessuno di quelli che hanno permesso la shoah, indicato gli ebrei ai nazisti, espropriato i loro beni, ha mai pagato, né chiesto scusa. lo ricorderanno solo gli ebrei, e tutti gli altri diranno "che palle, parlano sempre e solo di Auschwitz". Hai scelto di dedicarti alla natura e di mettere da parte “l’uomo” anche per le affermazioni di questo giornalista ?

Assolutamente no: sono alla ricerca di un uomo nella sua centratura e nella sua purezza di origine proprio attraverso l'ascolto delle perfezioni della natura, in precisa contrapposizione con i limiti e le imperfezioni umane, le visioni personali sono sempre molto limitate e deformate dall'ego, dall'interesse, nel caso di questo genere di giornalismo, in particolare, la notizia è solamente un pretesto per attaccare qualcuno e aggiungere dissidio al dolore, ma non è qui il punto: ogni giorno è dedicato alla memoria di qualcosa, per non dimenticare questo, per sensibilizzare su qualcos'altro e questo porta ad una percezione della vita ipersensibilizzata e ipercolpevolizzata dove è impossibile vedere o anche solo immaginare qualcosa di buono. I fantasmi degli orrori della storia vengono ricaricati e riamplificati puntualmente, siamo proprio sicuri che certe cose non debbano essere dimenticate? Gli autori di tutto questo, se potessero vedere ancora oggi, dopo oltre un secolo, il mondo intero piegato a soffrire per quello che è stato, si farebbero i complimenti uno con l'altro?!? Gli orrori non vanno ricordati, ricaricati di energia ed importanza, vanno trasformati!

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Parliamo dei giovani: l’ultima ossessione è “drogarsi” di rumore del phon - i video pubblicati su youtube rivelano che sono migliaia le persone che tengono l’elettrodomestico acceso per studiare meglio, per rilassarsi, per prendere sonno - e’ l’effetto “rumore bianco”: su alcune frequenze, le onde cerebrali diventano più ampie consentendo concentrazione e relax; forse dovrebbero vedere i tuoi documentari sulla splendida “vita” che ci circonda ?

E' veramente importante lasciare che tutto avvenga secondo un percorso di esperienze che possono anche essere estremamente superficiali, banali, leggere... La vita è un cammino e questi ragazzi certamente fanno su Youtube degli ascolti che dal mio punto di vista sono invidiabili, significa che ad un certo livello si cerca proprio il nulla, una specie di vuoto catartico privo di una qualunque forma di pensiero, è il senso del trash e della tv spazzatura che inonda i nostri televisori giorno e notte. Io ho cercato un autentico antidoto a tutto questo, una sorta di vaccino contro questa deformazione dei contenuti e dei messaggi che ne derivano. Purtroppo sono da solo, ho pochi mezzi, poche risorse, ma dedico tutto me stesso a questo progetto e la purezza di intenti che ne deriva sarà quello spiraglio di luce in grado illuminare e contagiare il mondo intero; è sufficiente incontrare lungo il cammino qualcuno che sia sul mio stesso sentiero...

Nelle nostre scuole le tematiche sulla salvaguardia della natura vengono trattate nel giusto modo?

Ci sono tanti modi di interpretare il pensiero sull'ambiente, pensiamo innanzitutto che l'ecologia come concezione del rapporto tra uomo e ambiente esiste da pochi decenni, se andiamo a scavare con una ruspa lungo le rive di un fiume, di un lago, troveremo decine di metri di spazzatura sommersa perché una volta non c'era neppure il concetto di discarica: l'ambiente era concepito come la pattumiera di qualunque nostro scarto inutile o ingombrante. Incominciamo quindi ad osservare quanto siano cambiate le cose, quanta importanza viene oggi data all'ambiente e trattare queste tematiche nelle scuole è già significativo di una evoluzione umana verso il miglior rapporto con il pianeta madre. Poi ci saranno evoluzioni più avanzate, oggi è un po' presto e stiamo solamente preparando il terreno per un rapporto ancora più profondo e gratificante: quando il rapporto sarà di amore per il mondo riceveremo amore dal mondo stesso, è un cammino di consapevolezza semplice ma purtroppo nascosto da tanti altri presunti valori più risonanti e propagandati.

Terra, aria e acqua - colori scuri, atmosfere che richiamano le disperate immagini urbane dei dipinti di Hopper o delle fotografie di NanGoldin: nella galleria londinese di Gagosian la bellissima mostra di Michael Andrews - nel frenetico recupero del passato un antidoto alle ansie del presente. Andrai a vederla? Quali sono gli autori contemporanei che meglio rappresentano con la loro arte la natura?

Questa domanda mi spiazza,non so cosa rispondere. (ride)

Mai pensato di esporre le tue opere digitali in qualche mostra?

Si ho già realizzato numerose mostre in sale d'arte, eventi artistici molto apprezzati presentando una mia particolare concezione: la fotografia “emotiva”, esposizioni multisensoriali dove abbinavo alle mie immagini anche suoni, profumi, video e programmi interattivi, una esperienza non solo visiva che coinvolgeva la sfera delle emozioni sul piano della bellezza, della luce e del colore. Al momento ho provvisoriamente cessato di seguire le esposizioni proprio per dedicarmi a tempo pieno al progetto Amore con il Mondo che intendo portare prima su scala nazionale e poi mondiale.

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Senti, il web ha aiutato molto la diffusione dei tuoi brevi documentari e dei suoi messaggi: che idea hai di internet e dell’uso consapevole che se ne deve fare?

Il web rappresenta una parte significativa della mia vita da oltre 15 anni, ognuno di noi può attingere informazioni, emozioni, conoscenze che fino a pochi anni fa erano patrimonio di uno scibile irraggiungibile e soprattutto inconcepibile, dialogare, scrivere, leggere, studiare, tradurre, interagire, vedere, ascoltare... Una conquista preziosissima sul piano della condivisione delle risorse (in questo caso di carattere artistico/intellettuale) dopodiché sarebbe bene riuscire a filtrare l'enorme volume di informazioni e servizi assolutamente inutili che contribuiscono solamente a consumare la nostra preziosa risorsa-tempo e logorare il nostro potere creativo ed espressivo.

Che impatto ha avuto sulla tua persona la trasformazione della “Milano da bere” alla Milano Ecologica;il progetto sta funzionando?

Non vedo nulla di ecologico in Milano, e prima non la consideravo proprio una città da bere: sono tutti stereotipi che danno un'immagine legata ad una tendenza, uno slogan o una simbologia ma nella realtà ci sono solo patetiche iniziative locali che sottolineano ancora più drammaticamente quanto enorme sia la distanza tra uomo e ambiente. La città non è ambiente. E' possibile avere una relazione coi negozi, con i mezzi pubblici, le migliaia di eventi sportivi, artistici, teatrali o musicali, passare le giornate a passeggiare consumando denaro, seguire le mode e cambiare abito per poi ritrovarsi in crisi di identità o vittime di una confusione esistenziale...

Una architetta greca, Katerina Kamprani, da anni si diletta nel ri-progettare oggetti comuni, trasformandoli in pezzi senza utilità, che mantengono però la loro forma (e intento) originale. Nei tuoi post ti sei scagliato contro lo sfrenato consumismo; di quali oggetti inutili ti sei circondato della tua vita?

Il consumismo è una malattia sociale veramente terribile: il nome stesso è orrendo, si parla di consumare: spazio, risorse, beni, materie prime, territorio, acqua e qualità dell'acqua, aria e qualità dell'aria, tutto ciò che riguarda il riciclo e la riconversione sono solamente tecniche di recupero di quanto è già stato consumato, purtroppo c'è un meccanismo torbido e apparentemente inarrestabile per cui sembra impossibile creare uno stop in tutto questo. Siamo in una fase storica in cui l'umanità intera è centrata sull'avere dimenticando completamente che noi siamo quello che siamo e non quello che abbiamo. Senza tener conto dell'immane volume di beni superflui, inutili, persino ingombranti e impegnativi: siamo la generazione che è riuscita a convincere migliaia di cittadini a comprare la Jeep! Le barzellette sui frigoriferi agli esquimesi sono veramente poco nulla al confronto! Sul mio preciso piano esperienziale ti dirò che ho rinunciato a quasi tutte le cose che avevo, migliorando di molto la qualità del mio tempo e della mia vita in genere: in particolare soprammobili, collezioni, vestiti, oggetti belli a vedersi che magari prendevano polvere da anni su una mensola o restavano accatastati in scatoloni, le tante cose che possono sempre servire ma poi di fatto non servono mai, inutili accessori da cucina, per le pulizie, servizi doppi, tripli, quadrupli, che ingombrano interi armadi e richiedono intere stanze!

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Parliamo di motti: se comprendere è impossibile, conoscere è necessario!!! Sei della stessa idea?

E perché dovrebbe essere impossibile comprendere? E' quanto di più semplice e naturale ci sia: osservi e comprendi, ascolti e comprendi, chiudi gli occhi e comprendi, apprendi, cambi pensiero... Non vedo nulla di impossibile e al tempo stesso nulla di necessario. Possiamo conoscere qualcosa, tante cose, mille cose, migliaia di cose ma pur sempre non ne conosceremo milioni, miliardi, avremo sempre una porzione della presunta conoscenza e spesso si tratta solamente di nozionismo polveroso che impegna la nostra memoria intellettiva a danno di quella riflessiva ed emotiva.

Parliamo anche di libri: quale consigli ai nostri lettori di portarsi in un parco oppure da leggere tutto di un fiato magari sotto un salice piangente ?

Ti sembrerà strano ma io sono appassionato scrittore ma non lettore, per una precisa scelta di incontaminazione non leggo libri se non raramente e mi limito a leggere articoli, argomenti, trattati che possano alimentare la mia prospettiva creativa e la mia visione soggettiva. Quindi potrei solamente suggerire un mio libro: Parleremo alle Stelle, un tascabile silenzioso per un pubblico sensibile e profondo.

Parliamo anche della città di Roma, da Campo de' fiori al Mausoleo di Augusto: i gioielli abbandonati sono alla mercé di vandali;il Colosseo con le scritte, i Fori con marciapiedi sconnessi, le toppe in piazza Venezia: così la città oscura i suoi simboli per le generazioni future: esiste un rimedio?

Purtroppo entriamo in tematiche extrasociali: il malgoverno, il malaffare, sindaci corrotti da partiti corrotti, ministeri corrotti... e ancora una volta quella di mancanza di Amore verso il Mondo che si traduce nel degrado, nella sporcizia e nell'abbandono.

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Progetti in futuro ?

Si tantissimi, io vivo al centro di un grande progetto di Amore con il Mondo: sono solo un interprete, un viandante in cerca di tesori da tramandare, segreti da custodire, tracce di vita, di luce e di amore magari nascoste, magari pronte per essere rivelate. E' un progetto open-source, non è mio o di qualcuno è un progetto che riguarda l'umanità intera, una umanità che un giorno aspettava un salvatore ma che oggi è sufficientemente grande per salvare sé stessa. So di non essere solo: siamo in tanti, alcuni magari smarriti, altri confusi, ma la visione di un mondo migliore basato sulla felicità, sulla pace, sull'amore, sulla giustizia è in ciascuno di noi, ripeto: in ciascuno! E anche se i grandi sistemi sociali tendono a farci vivere in un'utopia distruttiva e consumistica io sono certo che presto ci troveremo, ci incontreremo, e dal singolo percorso individuale giungeremo al cammino globale.

Anna Maria Maurelli

Per tutte le info :

Paolo Goglio - www.paologoglio.com

www.amoreconilmondo.com

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