Introspettiva Il Libro Di Serena Bilanceri

Introspettiva Il Libro Di Serena Bilanceri

La recensione di Unfolding Roma firmata Riccardo Proverbio

stampa articolo Scarica pdf

Serena Bilanceri fa il suo esordio come scrittrice con la raccolta Introspettiva (Streetlib, 2016). 43 componimenti in cui l’autrice indaga la sua interiorità, tra delusioni e slanci emotivi dati dall’esperienza amorosa. Esse hanno ispirato la sua serie di quadri intitolata Cuoreinverso.

La raccolta si apre con La zucca, un componimento lungo in cui l’autrice si paragona al disegno di un Pittore, che, via via, cresce assumendo forma e significato propri. Molte sono le immagini tratte dall’ambito naturalistico, come quella che dà il titolo alla poesia: l’autrice si definisce una zucca proprio per la sua fantasia e la sua fecondità creativa. L’utilizzo di metafore tratte dal mondo naturale è un filo conduttore di tutta la raccolta: le onde, il mare, le nuvole, il fuoco sono tutti simboli con cui la Bilanceri cerca di comunicare i propri sentimenti e le proprie emozioni, come se questi elementi fossero i suoi interlocutori naturali, quelli più adatti a comprendere la sua interiorità e le sue fragilità.

Ma è la dimensione personale a fare da padrona nella raccolta, come è evidente fin dal titolo dell’opera: il viaggio introspettivo dell’autrice assume il carattere di una fuga dal labirinto, dalle ossessioni e dalle delusioni della vita di tutti i giorni. La solitudine, quindi, diventa uno schermo, un’armatura per proteggersi dal mondo esterno, dagli altri. Ma, accanto a questa componente, si avverte sempre l’esigenza del viaggio, del cammino: la vita è un iter costante, irrefrenabile, e ognuno di noi è chiamato a far parte di quel disegno che appare citato nel primo componimento. Questo è espresso nella penultima poesia, Le strade della vita: Quadri del tempo, /ciclici percorsi, / finestre che si affacciano / sulle nostre emozioni. Viaggio come crescita personale, come occasione di riflessione: non sempre quello che racconta la Bilanceri è un percorso fisico; spesso si tratta di viaggi nella propria psiche, nella propria intima coscienza. L’invito che l’autrice fa è quello di riflettere, di conoscere meglio se stessi, attraverso questa introspezione personale e soggettiva.

L’ultima grande tematica, che attraversa quasi tutte le poesie, è quella dell’amore. La Bilanceri declina questo sentimento in vari modi, sempre ponendo l’accento sull’interiorità dell’individuo, sulle emozioni che l’incontro con l’altro suscita e provoca in ognuno di noi. Nei primi componimenti se ne celebra la dolcezza, la felicità: l’uomo, grazie all’amore, si sente finalmente completo, come due pezzi di puzzle incastrati perfettamente uno nell’altro (Puzzle).

Presto, però, il tono cambia: le poesie della parte centrale della raccolta sono caratterizzate dal disincanto, dall’amarezza. L’idillio d’amore si è rotto, si è preso consapevolezza che esso non dura. Non restano allora che i ricordi, i rimpianti, le ferite del cuore. E allora, subentra la paura di amare, di darsi all’altro, con la consapevolezza, amara, che si tratta di un sentimento effimero: Che cos’è l’amore / forse una soffice piuma / che si posa leggera sul tuo cuore? // In un attimo arriva. / In un attimo se ne va.

Ma, come la primavera segna la fine dell’inverno e la ripresa della vita, così un nuovo amore finisce per scaldare il cuore, per far scordare le sofferenze e i timori: Può dirsi amore / un livido sul cuore? // Può dirsi amore / ciò che allevia quel dolore. Ciò che sorprende l’autrice è l’imprevedibilità di questo sentimento, che giunge all’improvviso, senza alcun preannuncio. Una dolce sorpresa, un balsamo per le cicatrici del passato.

Tutti questi elementi tornano nell’ultima poesia, La consapevolezza: il viaggio interiore dell’autrice si è dunque compiuto, il suo iter emotivo è completo. L’introspezione le ha donato forza, consapevolezza di sé. Nuovamente innamorata, può guardare sorridendo l’orizzonte, mentre lo sguardo si perde, sereno, al largo.

 Riccardo Proverbio

© Riproduzione riservata