CRISTIANO CARRIERO

Comunicare è la cosa più importante...

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INTERVISTA A CRISTIANO CARRIERO

Unfolding Roma ha avuto il piacere di incontrare lo scrittore Cristiano Carriero e di poter approfondire con lui molti temi di attualità e non solo.

Storyteller, giornalista, scrittore, influencer, social media manager. Chi è Cristiano Carriero? Raccontaci un po’ di te e della tua storia.

Tutte queste definizioni confluiscono in un solo termine che è quello di comunicatore. Comunicare è la cosa più importante. Citando Primo Levi, lui dice che chi non sa comunicare è triste. E in effetti è così, tutto sta nel farti capire, comprendere, e far si che la gente o le aziende che ti pagano, lo facciano perché la maggior parte delle persone possa comprenderli e parlare la loro stessa lingua. E’ questa l’unica vera definizione in cui mi riconosco, le altre sono solo un adattarsi a quello che è il mercato di oggi che ti chiede di essere più cose contemporaneamente.

Fenomeno Gabbani. La scimmia nuda balla non è solo una frase accattivante, come non lo sono molti dei versi di Occidentali's karma. L'autore, Fabio Ilacqua, si è divertito a inserire citazioni tratte da autori, filosofi e icone della cultura popolare. Come ti spieghi questo grande successo? In cosa Occidentali’s Karma ha vinto? Una svolta per Sanremo?

Credo di poter dare una lettura originale di questo. C’è un libro bellissimo che si chiama “Semina come un’artista, di Austin Kleon, che praticamente spiega quello che ha fatto Gabbani. Dice che se tu sei bravo come un’artista, cioè a prendere tutti gli spunti più belli e a farli diventare una cosa nuova e originale, avrai sicuramente successo. Lui ha fatto semplicemente questo, non ha inventato niente. Ha preso pezzi di film, canzoni, citazioni e li ha remixati a modo suo, creando un’opera e un contenuto di grande qualità che ha sorpreso, perché attuale, anche se non tutti ne colgono immediatamente il senso e il significato, fermandosi alla scimmia che balla. E’ sicuramente una bellissima idea. Sul successo ci sarebbe da fare tutto un discorso molto più ampio. Lui ha vinto il premio Tim come canzone più scaricata e successivamente ha vinto Sanremo. Questo perché oggi la maggior parte delle persone che votano attraverso i social, è la stessa che scarica le canzoni. Sanremo è cambiato, ma proprio il votante è totalmente diverso rispetto a 10 anni fa. C’è un’era geologica di mezzo.

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Il PD va verso la scissione. Le vicende della Raggi gettano ombre sul M5S, e la destra sembra essere ancora troppo frammentata per creare una maggioranza di governo. Se domani gli italiani andassero alle urne, chi avrebbe più opportunità di spuntarla?

Qua me la cavo con una battuta perché non sono un grandissimo esperto di politica. Il mio amico Menduni, dice sempre: “Io ho una convinzione, che se domani entrasse in campo la monarchia vincerebbe”.

Bocciato ancora il progetto stadio della Roma a Tor di Valle. Si farà mai questo stadio? Perché in Italia a differenza degli altri paesi europei è così complicato poter costruire degli stadi di proprietà?

Per quanto riguarda il problema degli stadi di proprietà io penso che il problema sia dovuto al fatto che noi siamo indietro anni luce. I progetti che oggi si presentano in Italia, e che verranno completati chissà fra quanti anni, sono quelli che in altri paesi hanno presentato dieci anni fa. E questo è un grande problema. Poi bisogna fare una distinzione fra una Juventus che si costruisce uno stadio piccolo a Torino dove i bianconeri dettano un po’ le regole, e la Roma che è un altro caso a parte. Io non voglio entrare nel discorso politico, però lavorare, governare e costruire nella Capitale è sempre 10 volte più difficile che altrove. Non è semplicissimo. Mettici anche che il presidente della Roma non è italiano e che quindi è abituato a fare determinate cose in maniera meno burocratica e più semplice, e invece si ritrova nel regno della burocrazia.

La disoccupazione aumenta, sempre più giovani si ritrovano senza un lavoro. I lavori del futuro sono quelli che offre il web? Quali in particolare?

Per i lavori del futuro non c’è solo il web. Gli ingegneri, i medici ecc. continueranno sempre a servire. Non confondiamo l’idea che il web sia la soluzione di tutto. Però al di là di questo penso che il futuro sia il lavoro mobile, ci sto scrivendo anche un libro a proposito. Il lavoro non è più un posto fisso, inteso non solo come un contratto a tempo indeterminato, ma proprio come posto statico. Io penso che la possibilità di lavorare da diverse postazioni, con diversi operatori, con sistemi di orari e tipologie di lavoro più flessibili sia un’ipotesi concreta. Io ad esempio ad oggi lavoro con tre aziende e mi sento molto più a mio agio rispetto a quando avevo un contratto a tempo indeterminato. Credo che, pur non rappresentando più io un giovane a tutti gli effetti, loro abbiano questo desiderio. Spesso in tv si parla di questa situazione di disoccupazione, ma molte volte così si contribuisce solo a creare una confusione totale sull’argomento.

Hai scritto tanti libri. Qual è quello che ti ha dato maggiori soddisfazioni e che è stato più importante nel tuo percorso?

Sicuramente il primo con Hoepli che è “Facebook Marketing”, e spero ci sarà un’altra edizione perché purtroppo è uno di quei libri che dopo tre anni diventa vecchio. Oggi non offre più le soluzioni che offriva tre anni fa. Detto questo, dal punto di vista della scrittura, “Content Marketing”, che adesso andrà in ristampa per la seconda edizione è il più bello. Adesso uscirà anche “Local Marketing”, scritto insieme a Francesco Antonacci, ed è un libro che mi dà molta gioia perché scritto un libro con uno dei miei amici di infanzia.

Qual è il segreto per diventare uno storyteller di successo?

Per fare questo lavoro devi impegnarti veramente tanto. Devi farti trovare sempre, scrivere giorno e notte, ed esercitarti molto. Io faccio sempre l’esempio di Rivista Undici. Scrivere lì era un mio sogno da qualche anno. Quando scrivi lì, dietro la pubblicazione di un pezzo c’è tantissimo lavoro. E’ un impegno che richiede grande qualità, dove più volte un articolo ti viene rimandato indietro e va corretto. Se vuoi fare questo mestiere devi essere disposto a questo. Ci si può sempre migliorare, e io sono consapevole di questo. Quando leggo dei lavori di persone che stimo come Michele Dalai, Davide Coppo, che sono bravissimi, io mi dico sempre di voler diventare come loro. Quindi devi avere ambizione ma anche essere umile.

Com’è la vita di un freelance? Sicuramente non ci si annoia mai…

No non ci si annoia assolutamente. E’ una vita un po’ sbattuta, perché è chiaro che devi fare delle scelte. Ci sono periodi in cui io preferisco stare fermo, altri in cui lavoro da casa, e altri ancora in cui cerco di approfittare del tempo libero e lavoro di più. Ci vuole tanta organizzazione e tanta consapevolezza, questo sicuramente si. Quando si fanno questi discorsi bisogna sempre però guardare le due facce della medaglia. Avere un posto fisso è bello, hai uno stipendio sempre lo stesso giorno e ti organizzi in base a quello. Quando sei un freelance invece sai che c’è il problema della partita IVA, c’è il problema delle tasse e altre mille tipologie di problemi. Quindi bisogna sempre pesare bene quello che si vuole fare.

Dopo Instagram le stories approdano anche su Facebook. Scelta giusta o c’è il rischio di snaturare il social network per eccellenza?

No assolutamente. Quando Zuckerberg fa qualcosa la fa perché l’ha pensata bene, e finora non ha mai sbagliato un colpo. Io non penso che sia un discorso di Facebook che copia Instagram, che a sua volta copia Snapchat, ma è semplicemente un discorso di mezzo. Quando tutti hanno cominciato a fare gli SMS, nessuno ha detto che questi li aveva inventati Nokia e tutti gli altri li avevano copiati. Semplicemente è un mezzo, come lo era la chat, adesso lo diventa la stories. E’ un nuovo modo di comunicare tra i più giovani e lo diventerà anche tra i più grandi.

In tutto questo Snapchat dopo una grande ascesa sembra aver perso terreno. Che fine farà?

E’ lo stesso discorso. Loro hanno inventato il mezzo di comunicazione ma non ne hanno brevettato l’uso. In quanto inventori hanno comunque un vantaggio competitivo. Ad occhio penso che loro possano posizionarsi bene in un mercato che approfondisce questo lavoro sugli occhiali Spectacles, che sono una bellissima idea, e sono una svolta tecnologica importante. Ci dirigiamo verso un mondo dove secondo me lo smartphone lo useremo sempre meno. Saremo sempre più connessi ma attraverso altri device.

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Su Whatsapp invece arrivano invece gli aggiornamenti di stato come su Facebook. Whatsapp diventerà un vero e proprio social network?

Penso proprio di si. Io credo che la mia generazione, quindi 35/40 anni, abbia più familiarità con la condivisione stile Facebook, quindi una condivisione totale, con il mondo. Le nuove generazioni invece mi sembrano più propense a condividere con piccoli gruppi, e in questo Whatsapp è più congeniale. Possiamo affermare che sia un vero e proprio social network, con gli aggiornamenti di stato, le foto, e anche le stories che lo caratterizzeranno.

Gli italiani spendono per le slot machine 300 volte più che per i libri : ci meritiamo questa “inciviltà”. Ogni anno in media 1.500 euro a testa finiscono nel gioco d'azzardo e appena 60 in cultura. Tutti i numeri di un fenomeno sempre più preoccupante.

Si è abbastanza preoccupante. Fra una slot machine e un libro c’è un divario talmente ampio... Purtroppo questo fenomeno fa comodo a troppe persone.

Amante del calcio e tifoso di Inter e Bari. I nerazzurri hanno trovato la quadratura del cerchio con Pioli. Se il campionato partisse oggi, come piazzeresti l’Inter in classifica?

Io penso che Pioli abbia usufruito in parte anche del lavoro di De Boer. E’ ingiusto parlare male di lui, che si è ritrovato ad allenare una squadra che non aveva costruito in prima persona e piena di problemi. Non c’era nemmeno Gagliardini e questo è un altro aspetto importante che va sottolineato. Rimane comunque il fatto che lui abbia delle colpe. Se dovessi collocare l’Inter la collocherei proprio nella posizione dove si trova ora. Per me non è ancora al livello di Juve, Roma e Napoli. Il terzo posto sarebbe raggiungibile solo nel caso in cui una di quelle davanti facesse un passo falso, ma per come stanno andando ora le cose, mi sembra abbastanza complicato.


E invece il Bari? Ogni anno sembra essere quello buono, ma la Serie A manca ormai da molti anni. Cosa serve a questa squadra per fare il definitivo salto?

Serve stabilità, perché il Bari ogni anno fa due squadre, una ad agosto e un’altra a gennaio, segno che spesso si sbagliano le scelte ad agosto. Anche quest’anno ci sono 5/6 elementi diversi rispetto ad inizio campionato. Nonostante l’età un po’ alta di qualcuno comunque questa mi sembra una buona squadra. E poi sicuramente bisognerebbe puntare anche sui giovani. Riflettendo, ho visto che l’ultimo giocatore del vivaio del Bari ad esplodere ad alti livelli è stato Cassano. Manca quindi il giovane che viene dal vivaio, e questo vuol dire che negli ultimi 20 anni non si è investito per niente sul settore giovanile.

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Tanti progetti per il futuro, quali i più imminenti?

Ho un paio di libri con Hoepli che dovranno uscire prossimamente. Poi adesso ho aperto una società che si chiama Content Academy. Voglio costruire un’accademia che possa fornire contenuti di vario tipo alle aziende. Poi ci sono dei progetti legati a squadre di calcio e che spero possano andare in porto.

VALERIO DE BENEDETTI

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