Luca Bonaffini

Luca Bonaffini

La recensione del libro "Eterni Secondi"

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E’ in libreria “Eterni secondi” di Luca Bonaffini edito da Gilgamesh (pp 230, Euro 15). Con una introduzione che è già di per sé, recensione e analisi del testo in egual misura, Luca Bonaffni cantautore di parecchi successi musicali italiani, oltre che regista teatrale, si presta alla prosa con tre racconti. Tre narrazioni scritte tra il 2011 e il 2017: “Cattivi Romantici” è il primo racconto che vede il protagonista Andrea, ritrovarsi una sera con amici di vecchia data in seguito alla notizia della morte di un altro amico, segue “L’internauta” che potremmo riassumere come la strana giornata di un informatico che senza il suo PC si sente perso, in fine “La notte in cui spuntò la luna dal monte” dove l’autore racconta come nacque il successo musicale che tutti conosciamo. Luca Bonaffini definisce autobiografico soltanto il terzo dei racconti ma se è vero che ogni autore prende almeno in parte spunto dalla sua vita e dai libri che legge penso che in ognuno dei racconti ci sia un po’ della vita e dei pensieri di Bonaffini.

Tutti i racconti presentano una scrittura asciutta ed essenziale, paratattica, che dona immediatezza, così come il punto di vista interno ora del protagonista poi dell’autore costringono il lettore all’immedesimazione ed alla riflessione sulla vita e su sé stessi. In questo modo schietto di scrivere riescono perfettamente e con maestria ad inserirsi continue analessi che rendono il racconto emozionante. L’autore riesce inoltre da esperto paroliere ad alternare uno stile e scelte lessicali che vanno da quelle colloquiali che bene si prestano a rappresentare un chiacchierata tra amici, a quelle più forbite tipiche di una letteratura "alta" con tanto di metafore intellettualistiche , per poi ripiombare in quello stile colloquiale di cui sopra: "Secondo me  Lidia e  Fabio copulavano con  la letteratura  a  colpi  di  semantica e  di  etimo, perdendosi  tra le  onde  anomale dell'infinità leopardiana e  le  scogliere  impervie e  tetre  del  Foscolopensiero. Diciamo che una normale scopata doveva convertirsi in una quartina, come minimo. " da “Cattivi Romantici”.

I tre racconti hanno parecchi punti in comune: l’autoanalisi e l’introspezione, il tempo e il suo scorrere che non permette a nessuno, purtroppo, di poter tornare indietro per poter fare meglio o di più: “La verità è che la vita ci è passata sotto le gambe e noi non ce ne siamo accorti”. Tre contesti diversi nel contenuto e nello stile per rappresentare la sensibilità dell’uomo allo scorrere del tempo, tempo che peraltro è assoluto protagonista già nel titolo: Eterni Secondi infatti ha una doppia lettura, da un lato, come dicevamo analisi della vita, dall’altro inteso come momenti memorabili da consegnare alla Storia.

I primi due racconti sembrano uno "scaldare i motori", un prequel del racconto finale: l'analisi personale, i salti indietro nel tempo, i ricordi, la gioventù, gli affetti, i sogni confluiscono tutti nel terzo ed ultimo racconto, come se la vita vera anche se raccontata in modi diversi, romanzata o sognata alla fine avesse un unico filo conduttore: il modo in cui si è scelto di vivere. Nel terzo racconto però, l’atmosfera cambia: la scelta stilistica si modifica un po' quindi le frasi si allungano diventando periodi complessi e il testo si rilassa, per raccontare una notte lunga ed eterna, che resterà nella memoria di chi l’ha vissuta. Il tempo si dilata e diventa attesa per un’opera che nasce. Un’attesa quasi paterna. 

Il risultato finale è buono e Bonaffini dimostra la sua padronanza della penna per tre volte in un unico libro. Leggendo i racconti ci si rende conto inoltre che ognuno è un canovaccio a sé, che potrebbe quindi avere una sua autonomia letteraria. L’autore lo definisce «il primo romanzo lungo a tre racconti brevi» ma a mio avviso Luca Bonaffini è pronto per un romanzo lungo che non avrebbe niente da invidiare a titoli già noti.

Buona lettura 
Francesca Uroni

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