Discours D'amour

Discours D'amour

Vi raccontiamo la mostra del giovane artista romano Roberto Di Costanzo alla galleria 28 di Roma. Articolo di Alessia de Antoniis

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Sembrano solo disegni, quelli esposti alla Galleria 28, in Piazza di Pietra, ma all'interno dei quali, come vittime di un sortilegio, sono imprigionate anime vere. Lo vedi dagli occhi che ti guardano quando entri, occhi vivi che gridano le loro emozioni e immagini che comunicano direttamente con la tua anima.Le opere esposte fanno parte della mostra Discours d'amour, del giovane artista romano Roberto Di Costanzo, che espone qui per la terza volta.La mostra, curata dalla gallerista Francesca Anfosso, sarà visitabile fino a domenica 18 novembre.E' Francesca a raccontarci la genesi di questa personale. “Io e Roberto ci siamo incontrati 5 anni fa, quando lui stava muovendo i primi passi, ed è stato interessante anche per me seguire la sua evoluzione. In questa mostra è esposta una sua produzione antologica, disegni a china in piccolo formato, monocromatici, insieme ai lavori più recenti, che hanno le dimensioni di una tela, e che presentano sia utilizzo della china, sia l'inserimento del colore tramite carboncino, sanguigna, pastelli colorati e gessetti. E' una personale che è anche una testimonianza dell'evoluzione dell'arte di Roberto”.Il 9 novembre, poi, la Galleria 28 ospiterà un particolare evento di beneficenza, una serata di live painting, durante la quale l'artista dipingerà dal vivo, accompagnato dall’arpa dal musicista Brian Meloni, che spazierà da Pescetti a Haendel, da Bach a Henson-Conant, per raccogliere fondi per la missione in Uganda presso cui, da anni, lavora il missionario comboniano Walter Vidori. Il ricavato della serata, che fonde arte e charity, verrà destinato a due progetti che rappresentano le attuali priorità per la Missione di Namalu: il Progetto Acqua, per il dispensario di Amaler, e quello Luce, per la Scuola di St. Mary – Namalu.La Galleria 28, della giovane Francesca Anfosso, aperta da soli sei anni, si occupa di pittura figurativa e fotografia e ha, come linea artistica, quella di scoprire nuovi talenti.Francesca, laurea in lettere e master in giornalismo, come tiene a precisare, non è figlia d'arte, ma ha deciso di trasformare la sua passione nel suo lavoro. Suo interesse precipuo, quello di trovare giovani artisti nazionali ed internazionali e seguirli nel loro sviluppo.“Il mio è un percorso di ricerca sulla figurazione – ci racconta la giovane gallerista romana – che è stata, sempre nell'ambito della pittura contemporanea, dimenticata a favore dell'informale. Io, invece, sono molto interessata a fare una ricerca su come i giovani artisti interpretano la figurazione, che sta tornando in auge, perché questa unisce l'aspetto estetico all'aspetto tecnico. Nell'informale tutti possiamo essere un po' artisti, mentre la figurazione necessita di uno studio precedente, che non necessariamente si deve svolgere nelle accademie, ma che necessita di un talento tecnico, pratico e manuale”.“In una zona di Roma, quella del centro storico, dove l'unica attività redditizia è la ristorazione – continua Francesca – le gallerie sono musei gratuiti. Una mission che noi operatori del settore abbiamo, è far venire le persone in galleria. La galleria ha sì uno scopo di tipo commerciale, ma ha anche un ruolo di divulgatore culturale. Questi artisti vogliono vendere, ma vogliono anche far conoscere il loro lavoro, sapere come il pubblico lo fruisce, come lo percepisce. La galleria andrebbe promossa anche in questo senso: un posto dove tu puoi entrare e puoi fruire dell'arte, vedere delle cose e dove, indipendentemente dal fatto che tu sia un intenditore o no, puoi ricevere una suggestione, una sensazione, e lo puoi fare a costo zero”.Mentre molti parlano di cultura, Francesca Anfosso è una donna che ha avuto il coraggio di rischiare: ha approfondito la sua passione per l'arte e poi ha imparato il mestiere facendolo. Ha avuto il coraggio di fare la gallerista. Lo fa con grande passione e sono sei anni che la sua Galleria 28 è un attivo laboratorio culturale nel mondo dell'arte romana.“Non c'è lusso più grande che fare un lavoro che ti piace, sempre diverso, stimolante, che ti mette in contatto con tantissime persone, che aiuti a crescere e che ti fanno crescere”.

Questa la filosofia di vita di Francesca Anfosso e della sua Galleria 28, all'interno della suggestiva cornice di piazza di Pietra e delle vestigia del tempio di Adriano.

Alessia de Antoniis

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