Raffaella Paleari

Il teatro è la forma di espressione per eccellenza oltre che forma di arte

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Oggi intervistiamo, per la nostra rubrica dedicata al teatro, la giovane attrice Raffaella Paleari.

Benvenuta nella nostra redazione. Ti chiediamo subito una tua breve presentazione per i nostri lettori.

Buongiorno, sono un’attrice cresciuta all’estero, sono infatti bilingue(italiano e francese), ma mi sono diplomata al teatro Cometa di Roma. Ho collaborato con diverse compagnie teatrali e col centro culturale Francese a Roma sia come attrice sia come insegnante di teatro. Tra gli ultimi progetti ci sono diversi spettacoli di Anton Cechov (‘Lo zio Vania’, ‘La vedova’, ‘Racconti brevi’, ‘Tre sorelle’) portati in scena per la regia di Marco Ranieri. ‘L’onomastico di Irina (tratto da ‘Tre sorelle’ di Cechov)’ con la compagnia Rumenlaj per la regia di Flavio Albanese. ‘Katzelmaher’ di Reiner Fassbinder, per la regia di Lisa Ferlazzo Natoli che ci ha portato in Russia per un Festival internazionale. Noi eravamo in rappresentanza dell’Italia, vincendo anche premi importanti come la medaglia al valore della Repubblica Italiana. ‘Le Dissolute Assolte’ lo abbiamo ripetuto in vari spazi dal 2014 ad oggi.

Il teatro ti esalta, ti da pienezza, ti inebria?

Sì assolutamente: il teatro è la forma di espressione per eccellenza oltre che forma di arte. Aiuta a scoprire la propria persona, personalità e a mettersi a nudo sfidando i propri limiti. Dopo averli compresi ed accettati, ti regala una consapevolezza di te oltre che conoscenza ulteriore. Il teatro è maestro e non perdona chi non ‘gioca’ in prima linea. Non si tratta di recitare e basta, ma di rischiare, osare, rompere le barriere imposte dalla società, cultura e vita quotidiana. Bisogna saper guardare con gli occhi vivi, puri, liberi di un bambino. Non a caso, in inglese recitare viene tradotto con il termine giocare (to play). Non dipende da quanto sia divertente o noioso un gioco, ma farlo credendoci fino in fondo: è un compromesso, è finzione ma se ci credi tu, ci crede anche lo spettatore. É importante studiare ed impegnarsi in prima linea per ogni progetto lasciandosi guidare dalla creazione e da un tocco di magia che porterà all’unicità dell’opera. Partendo da una preparazione tecnica ovviamente.

Nella spettacolo “Le dissolute Assolute“ hai interpretato Ophelia; il tuo personaggio era incentrato sul vizio della speranza tra inferno, purgatorio e paradiso ?

Il mio personaggio è forse quello più innocente o meglio era. Ofelia è colei che aspetta il suo Don Giovanni all’altare poiché è stata illusa di un amore totale, aihmé mai corrisposto. É anche tragico nel momento stesso in cui lo spettatore realizza che Ophelia ci credeva totalmente e si è offerta a lui senza fare domande anima e corpo. Lo spettatore decide di seguirla nel racconto del suo amore per Don Giovanni per questo carnefice che le ha promesso amore eterno davanti a Dio regalandole in realtà l’inferno della solitudine, ma prima di tutto dell’abbandono. Si presenta al pubblico con un gioco di ombre, di nudità dietro a un telo, e poi appare vestita da sposa tutta di bianco, conducendo lo spettatore in un’atmosfera di festa. Infatti offrirà ai suoi invitati i confetti assaggiati dal suo cuore per ogni ospite del suo teatro/casa chiusa.

Il pettegolezzo e l'arte erano importanti come elementi fondanti nella recitazione richiesta dal regista Luca Gaeta ?

L’arte è un elemento fondamentale per Luca Gaeta, fatta di studio, preparazione e creazione. Nessuno s’improvvisa regista come nessuno s’improvvisa attore. Al massimo sarai un bravissimo interprete ed esecutore ma non aggiungerai quel ‘quid’ in più che solo chi fa seriamente questo mestiere può avere. Riguardo al pettegolezzo, è l’opposto di Luca Gaeta.

Il tuo personaggio può amare chi ha idee diverse dalle tue?

Sì, il mio personaggio può amare le idee diverse, è tra quelli che non si accorgerebbe neanche della diversità, essendo un po' ‘borderline’, vivendo fino all’ultimo in quest’universo protetto che lei si è costruita e garantito come spazio di sopravvivenza. Una nota che può risultare forse stonata e, per quello, decisamente intrigante/affascinante e allo stesso tempo tragica. Può coesistere con tutte le differenze del caso.

Niccolo Centioni a 25 anni è dovuto emigrare in Inghilterra perché in Italia non trova più lavoro. L’attore si è confessato da Barbara D’urso a ‘Domenica live’. Questo paese come si comporta con i giovani attori di talento come te?

Non è facile svolgere questa professione come lavoro a tempo pieno. È inutile lamentarsene, tocca darsi da fare. Le opportunità sono poche e la meritocrazia non è purtroppo l’unico criterio di giudizio per questo lavoro. Non bisogna chiaramente demordere. Non è facile, lo sappiamo. Siamo in tantissimi e in tanti talentuosi, ma in pochi riescono veramente a farne un mestiere senza che rimanga solo una passione o un hobbie. Dai racconti so che all’estero (Inghilterra, Francia) è forse più semplice, mi piacerebbe spostarmi in Francia, non lo nascondo. I risultati arrivano prima e so anche che lo stato riconosce la nostra categoria lavorativa e quindi ci tutela, partecipando attivamente, anche con aiuti economici ed con un’assistenza. In Italia è più arretrata la faccenda, c’è molto lavoro, ma solo per pochi. Però bisogna crederci e non mollare mai.

Cambiamo argomento e parliamo di tecnologia: su instagram è nato ‘alce promo’, dedicato a tutte le vittime di tradimento. L’ideatore Giuseppe Di Donato, fresco di corna, ha deciso di trasformare la sua frustrazione in creatività: ‘sono stato lasciato su due piedi dalla mia compagna, e il mio desiderio di vendetta l’ho messo al servizio degli altri. Offriamo soluzioni a chi vuole uscire da una brutta situazione con una risata (e qualche soddisfazione)”. Nella tua carriera di attrice hai mai interpretato un ruolo dove l’ abbandono ed il tradimento erano il fulcro della storia? Nelle “Dissolute assolte” ti sei sentito il “personaggio cucito” addosso ?

Il mio personaggio è cucito su di me poiché ho dato vita a Ophelia portando in scena anche l’attrice ossia me stessa. C’è molto di me in lei. Ci siamo conosciute ed esplorate scoprendoci con il tempo. Ho rivisto in Ophelia, ciò che avrei fatto forse anch’io, nelle reazioni e nei sentimenti che vive. Sono personaggi tutti umani, poiché pensati e creati da un regista ricco di verità ed umanità.

Ti consideri un’attrice completa ?

Il teatro è un percorso continuativo di studio e scoperte. Mi considero all’inizio del percorso, ma con non poca esperienza e mi sento preparata oggi per nuove sfide e stimoli. Sono pronta a mettermi in gioco, provando a fare (e a farlo bene) anche ciò che mi è più lontano o che mi è meno naturale. Di base sono un’attrice tendente al comico con un pizzico di follia ma in me diversi registi vedono sempre una drammaticità/tragicità nascosta per cui mi invitano ad esplorare questo lato meno ovvio di me scavando in fondo a me stessa per ricavarne varie risposte o non risposte, ma andare a cercare e smuovere delle cose.

In Cina la politica del figlio unico e madri iperprotettive hanno partorito una generazione di cinesi considerati ''femminucce”. Per arginare il fenomeno spuntano, come funghi, scuole che offrono corsi per addestrare i fanciulli a essere uomini nerboruti: si insegna ad affrontare il fallimento, la frustrazione, la capacità di sopportazione e pure il galateo. Come giudichi gli uomini oggi? Il movimento “me too” sta davvero svolgendo un ottimo lavoro ?

Il mondo dello spettacolo è un mondo difficile, con spesso momenti di ambiguità io consiglio di non mentire mai a te stessa e agli altri. Non fare ciò che per te non è naturale né giusto, seguire il proprio intuito e rispettare te stessa “in primis”, la propria dignità per il resto non giudico e rispetto le scelte di tutti. Mai mancare di rispetto a noi stesse.

Aumentano le persone che amano (e trattano) un animale come se fosse un figlio. Dibattiti televisivi, letteratura, cinema non sono riusciti a spiegare che cosa scatti nell'essere umano per provare un amore così immenso per gli animali, ma una spiegazione si può azzardare. A differenza di una persona, ti amano incondizionatamente e non ti deludono mai, hanno ragione?

Gli animali ci danno un affetto disinteressato, spontaneo e sincero fatto di piccole attenzioni. Loro capiscono senza chiedere.

Stanislaw Jerzy Lec disse “A volte è solo uscendo di scena che si può capire quale ruolo si è svolto”. Quale ruolo hai amato oppure odiato nella tua carriera ?

Per ora non ho odiato nessun ruolo. Per me sono sempre occasioni ed opportunità di mettersi alla prova. Ho avuto la fortuna di collaborare con persone serie e professionali che mi hanno dato fiducia e spero di non aver mai deluso. Sono sempre state belle scoperte e rivelazioni.

Pur di difendere l’immigrazione spostano l’attenzione sulle vittime. Alessandra Verni, madre di Pamela Mastropietro, si troverà faccia a faccia con Innocent Oseghale, il nigeriano accusato di aver violentato, ucciso, fatto a pezzi la diciottenne romana morta a Macerata qualche mese fa. Ti farebbe piacere, anzi onore, interpretare in una rappresentazione teatrale questa triste vicenda? Che idea hai della situazione politica e della sicurezza ?

Interpreterei il personaggio, come tanti altri colleghi, partendo dalla verità e dalle mie proprie esperienze, come ragazza e non come attrice. Mi baserei sulla sua vita, sul suo passato, fino alla triste vicenda. Certamente una parte emotiva verrà provocata essendo una storia tragica. Sarebbe un onore se raccontata con onestà nel rispetto del dolore dei suoi cari e della sua vita personale.

Ci sono dei grazie nella tua carriera ?

Vorrei ringraziare il nostro regista Luca Gaeta, che ci ha messo in gioco a noi tutti ideando questo spettacolo, nel rispetto delle proprie predisposizioni e dote attoriali rispettando anche la natura di ognuna di noi con una buona dose di ascolto, dialogo e confronto. Non è semplice dirigere così tante donne, tutte insieme e tutte diverse. Però lui ha rispettato il colore di ognuna di noi infatti nessun personaggio si ripete o è uguale. Non è solo un regista ma una grande persona. Ricca di amore per questo lavoro. Inoltre desidero ringraziare tutte le persone care che mi hanno sostenuto fin qui. Famigliari ed amici.

Progetti per il futuro ?

Sicuramente continuare con lo spettacolo il più possibile e farlo viaggiare anche fuori Roma. Inoltre, mi sto avvicinando da poco anche al mondo della televisione e web serie sia in Italia che all’estero. Ho girato delle pubblicità e preso parte a piccoli grandi progetti. Spero di continuare così riservando tante sorprese per l’anno nuovo!

Antonello Tavoletta

Foto  di  Matteo Montaperto

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