Martina Palmitesta

Ringrazio la mia famiglia e al supporto che mi ha sempre dimostrato, che ha creduto in me sempre che mi e’ stata ed e’ vicina nei momenti difficili. In particolare grazie a mia madre che mi ha donato tutto, che mi ha dato l’opportunita di studiare, che mi ha “lasciata andare”

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Buongiorno oggi intervistiamo la giovane attrice Martina. Con lei parleremo del suo lavoro di attrice,  di attualità e di tanti argomenti che certamente vi farà piacere leggere.

Martina, iniziamo subito con una domanda molto semplice. Puoi fare una tua breve presentazione per i nostri lettori?

Sono nata a Pescara e vissuto con la mia famiglia di donne in una piccola cittadina sulla costa adriatica, Francavilla al Mare. Ho scoperto da piccolissima l'amore per il palcoscenico, dapprima attraverso la danza, arrivando alla recitazione, che è la mia più grande passione. Ho iniziato il mio percorso di formazione frequentando l’Accademia di Enzo Garinei a Pescara per poi continuare con il mio maestro Giampiero Mancini. Ho arricchito la tecnica frequentando numerosi seminari e stage intensivi nel territorio romano anche con actor coach internazionali come Susan Batson ed Ivana Chubbuck che sono state dei veri grandi fari per la mia vita privata e per la “mia attrice”.

Allora come è nato il progetto de “Le Dissolute Assolte” ? Il tuo personaggio che ruolo ha avuto all’interno della rappresentazione teatrale ? Le critiche scritte negli articoli dai giornali di settore sono state tutte positive ?

Mi sono innamorata di Donna Francesca appena Luca Gaeta, il regista e scrittore dello spettacolo mi ha proposto il lavoro. Sembrava mi avesse cucito addosso il personaggio, la Martina che decide di mollare tutto e tentare di coronare il suo sogno trasferendosi a Roma: una donna forte, ma allo stesso tempo fragile, caparbia, appassionata e sognatrice, innamorata dell’amore e della vita, ma soggiogata dal suo stesso sentimento per il Don Giovanni. L'eterna lotta fra amore e psiche, insomma. Lei mette a nudo la sua anima, cerca di vestirsi con le parole che lacerano il cuore di chi ascolta. Le critiche sono state tutte super positive e ne sono fortemente entusiasta.

Con Luca Gaeta che rapporto hai avuto? Ti ha saputo indicare il personaggio secondo la sua visione, oppure con la tua bravura di attrice hai dato quella “personalità” richiesta dal regista ? Punti in comune con te ?

Luca è un grande professionista e una persona straordinaria, di grande empatia sia con l’attore che col personaggio. È stato un grande lavoro sinergico fra noi, di scambio e arricchimento reciproco pur non conoscendomi a fondo ha colto la mia fragilità più intima e l’ha fatta vivere in lei, Donna Francesca. É questa la vera ricchezza che ti fa fare il lavoro che ami, con le persone giuste. Luca ha scommesso su di me, ha osato mettere in scena una vittima diversa dalle altre in un percorso di emozioni in itinere, un viaggio per diventare altro, Lei avvolta da un tulle per proteggersi o per trasformarsi come una crisalide. Chissà se domani sarà una splendida farlalla...

Martina che tipo è ?

Un tipo tenace e caparbio, puntuale e onesto. Queste sono solo alcune delle mie caratteristiche da leggere sia come pregi che come difetti.

Arthur Adamov scrive: “Un’opera teatrale deve essere il luogo dove il mondo visibile e invisibile si toccano e si urtano”. Fare teatro ti ha salvato da un destino anonimo e beffardo ?

Adoro questa visione del teatro, ne sposo totalmente il concetto, soprattutto letta dal punto di vista interpretativo. Fortunatamente non ho avuto necessità di essere salvata, anche se amo il teatro e gli devo tanto.

Martina, Chiara Ferragni riprende gli studi di giurisprudenza; la fashion blogger aveva interrotto lʼuniversità a tre esami dalla laurea. Che idea hai di questo personaggio, seguitissimo sui social, bella, ricca, felice che ha deciso di “dare in pasto” la sua vita traendo enormi benefici economici. Questa personalità come si scontra con la precarietà del tuo lavoro?

La Ferragni ha trovato la sua dimensione comunicativa e di profitto condividendo e fondendo il suo lavoro con la sua vita privata; È una scelta coraggiosa la sua. Non la invidio sinceramente, nonostante il suo percorso sia sicuramente meno faticoso di quello di chi cerca di arrivare al successo attraverso anni ed anni di gavetta sui palchi. È stata brava a conquistare i suoi seguaci, quindi merita il suo successo. Io non credo riuscirei mai a condividere la mia vita con milioni di persone, sono molto amante della mia privacy. Trovo giusta la sua scelta di terminare gli studi, anche io ho terminato con successo i miei studi universitari conseguendo la laurea in Fisioterapia.

Parliamo anche di Fabrizio Corona che secondo il Pg di Milano non merita benefici, e deve tornare in carcere. Giusta la revoca dell’affidamento? Secondo l’accusa, sono costanti la violazione delle leggi e le risse in televisione…

Non ho mai seguito le sue vicende e non ne so praticamente nulla, quindi non ho una opinione in merito.

Ci ha lasciato il grande regista Bernardo Bertolucci, la lodevole iniziativa di rai2 e la7 di mandare in prima serata i capolavori del regista scomparso, non viene premiata dagli spettatori che migrano verso il grande fratello…

Mi piace e voglio pensare che non sia stata una preferenza, ma che le persone preferiscano vedere i suoi capolavori quando vogliono. Il cinema e’ eterno, e’ proprio questa la sua meravigliosa magia.

“Dopo il calcio, avro’ una bella vita, voglio imparare a essere un uomo d'affari e provare a fare film” . Parliamo del grande campione Cristiano Ronaldo. L'immagine di questo giocatore non e' stata intaccata neanche dalle accuse di stupro. Appoggi tutte le idee del movimento “metoo”?

In linea generale sì, ma credo che non serva un movimento per rivendicare gli abusi sulle donne. La legge per questo dovrebbe bastare. Dovrebbe.

Joan Baez la famosa cantautrice statunitense prende a randellate i social network: “Sono il nuovo fascismo. La gente non si sente più responsabile per il proprio comportamento”. Che rapporto hai con i social network ?

Bisognerebbe imparare a dosare bene le parole, chiamarlo fascismo mi sembra esagerato e anche troppo forte. È un’affermazione molto dura quella della Baez. Credo che come per ogni cosa, bisognerebbe avere l'intelligenza della misura.

Sono più le donne oppure uomini che ti scrivono ?

Entrambi in realtà, in egual misura.

Parliamo di reddito di cittadinanza, la metamorfosi del sussidio m5s. La misura simbolo dei cinque stelle, il suo marchio distintivo, via via si è depotenziata. I 780 euro mensili sono lontani. Sei una persona che odia questo tipo di assistenzialismo? Sei una persona che non molla di un centimetro per raggiungere i propri traguardi ?

Ogni governo ha la propria politica assistenzialista, è giusto aiutare chi è in difficoltà reale. Questo non deve sostituire però lo studio e i sacrifici che bisogna fare per raggiungere i propri obiettivi o semplicemente per avere una vita dignitosa.

Ci sono dei grazie nella tua carriera ?

Sì, grazie alla mia famiglia e al supporto che mi ha sempre dimostrato, che ha creduto in me sempre che mi e’ stata ed e’ vicina nei momenti difficili. In particolare grazie a mia madre che mi ha donato tutto, che mi ha dato l’opportunita di studiare, che mi ha “lasciata andare” per inseguire il sogno. La mia sensibilità, l’amore, la forza e la dedizione la devo a lei.

Progetti per il futuro ?

Lavorare lavorare.. Lavorare! C’è qualche piccola sorpresa in cantiere, ma per scaramanzia non posso dirtela.. Facciamo che ci aggiorniamo fra qualche mese? Posso però anticiparti che nel 2019 saranno in uscita tre film al cinema in cui sarò presente.

Antonello Tavoletta

Foto di copertina di  Fabio Lovino

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