Dal Blu Al Rosa

Dal Blu Al Rosa

Museo D'Orsay e Museo Nazionale Picasso di Parigi hanno curato, in coproduzione, una ampia mostra sul grande artista spagnolo relativa al periodo Blu e Rosa, con una particolare attenzione a sculture ed incisioni prodotte tra il 1900 e il 1906

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Dal Blu al Rosa Museo D'Orsay e Museo Nazionale Picasso di Parigi hanno curato, in coproduzione, una ampia mostra sul grande artista spagnolo relativa al periodo Blu e Rosa, con una particolare attenzione a sculture ed incisioni prodotte tra il 1900 e il 1906. La mostra si protrarrà fino al 6 gennaio 2019 per poi essere trasferita presso la Fondazione Beyeler di Basilea. I dati dell'esposizione testimoniano il grande sforzo prodotto dalle due Istituzioni Museali per consentire al grande pubblico di godere di una visione esaustiva della iniziale fase artistica di Picasso: più di 300 opere , 80 pitture e circa 150 disegni , 15 sculture e una ventina di stampe .Una produzione snodata su 1500 mq di superficie e ripartita in 16 sezioni esplicative . Si può certamente parlare di una vera e propria approfondita indagine artistica utile per valutare il periodo più intimo e di maturazione della ricerca dell'artista. L'evento sottolinea l'iniziale travaglio di Picasso sospeso tra opere di natura accademica prodotte per compiacere il padre e lavori che già anticipano un percorso artistico di grande rottura . È proprio nei suoi primi viaggi a Parigi , infatti, che si assisterà al superamento del forte condizionamento da parte del genitore , professore di pittura all'Accademia di Belle Arti , per approdare ad una sorta di vera e propria conversione artistica certificata e stimolata prima da Berthe Weill e, poi, dal noto gallerista Ambroise Vollard, che gli organizzerà, nella capitale francese, una prima personale. Picasso , sin da subito in assonanza con gli artisti della sua generazione, trova nei quadri di David , Delacroix , Ingres, Courbet, Manet e particolarmente in Van Gogh e Tolouse Lautrec, le linee guida di quello che sarà il suo futuro percorso artistico. Le sue opere di quel periodo risentono della forte influenza di Tolouse Lautrec , come testimonia " l'autoritratto con cappello e cilindro" omaggio proprio a Lautrec, alla vita notturna e ai cabaret. È un lavoro che esprime un particolare virtuosismo anche se non traspare ancora uno stile strettamente personale ; questo inizierà ad emergere con " autoritratto blu" , opera che rimanda per alcuni tratti a Van Gogh . Da qui, infatti, inizia gradualmente il periodo Blu, fase artistica che copre un orizzonte di quattro anni e che evidenzia, con particolare forza , la sua concezione della vita e del mondo . I dipinti sono permeati da un blu freddo che sembra , in taluni casi , tendere alla rarefazione .In particolare, tra le opere presenti in mostra, " La Vita" del 1903 esprime appieno questa tendenza dove i soggetti privilegiati sono i respinti dalla società , mendicanti, girovaghi, e ciechi che attraversano il loro percorso terreno in una condizione di subalternità , povertà e umile servitù.Il Blu è emblema di questa disperazione melanconica che attanaglia una parte della società dove l'assenza di speranza è l'unica presenza, l'unica prospettiva. " La Vita" è anche una sorta di puntualizzazione della ricerca plastica di Picasso dall'inizio del periodo Blu . Un dipinto che ricopre, come svelato da indagini radiografiche, l'opera " Ultimi Momenti" presentata all'esposizione universale del 1900. La ricerca ha messo in luce i ripensamenti dell'artista; in particolare l'uomo sulla sinistra della tela, inizialmente un autoritratto , viene mutato nelle sembianze di Carles Casagemas , intimo amico di Picasso morto per amore ; altresì colloca una figura alata ed un cavalletto in posizione centrale. Il dipinto, oggetto di molteplici analisi interpretative, viene sentito come una sorta di allegoria del ciclo della vita , sottolineata, in particolare, da una donna in gravidanza e da una figura di sfondo racchiusa su se stessa a simboleggiare la morte. Picasso rende le sue figure dolorose , slanciate, ascetiche, con particolari richiami alla pittura di El Greco . Il 1904 è l'anno in cui l'artista spagnolo si stabilisce definitivamente a Parigi; vive in Rue Ravignan , in un edificio detto Bateau-Lavoir , noto per essere studio e alloggio di molti pittori e che fa respirare all'artista un senso di accettazione , portandolo via via ad abbandonare la posizione Blu. Si apre, infatti, al periodo Rosa che esprime un suo nuovo modo di sentire e percepire l'esistenza. Abbandona la rarefazione del Blu per scoprire una relazionalità tra le figure che certamente corrisponde al clima di accoglienza che inizia a circondarlo . La cromia rosa sottolinea ed esalta un mondo, ricco di intenso ed umano calore.Alle problematiche sociali, interiori, psicologiche, si affianca , per la prima volta, un maggiore interesse per gli aspetti di ordine formale. L'attenzione per il mondo delle masse, dei volumi, per la pittura i Cezanne, si accentua sempre di più. "La ragazza con la palla" , tipico lavoro del periodo Rosa evidenzia in pieno il suo nuovo orientamento formale, attento alla scultura greca a quel mondo classico che troverà la massima espressione nel " Ragazzo che conduce il cavallo" del 1905. La mostra di Parigi ha proprio questa valenza : illustrare con una grande dovizia di opere il percorso di Picasso dal Blu al Rosa come introduzione a quella che sarà la rivoluzione delle " Demoiselles d'Avignon" del 1907. Il grande mito dell'arte moderna getta così, le basi del mondo cubista , prima analitico e poi sintetico. Mostra: Picasso Blu e Rosa Parigi , Museo D'Orsay, 62 Rue De Lille Chiusura 6 gennaio 2019 Orario : 9.30-18.00

Maria Laura Perilli

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