20 Anni Senza L'amico Fragile Fabrizio De André

20 Anni Senza L'amico Fragile Fabrizio De André

20 anni fa scompariva non solo uno tra i cantautori più famosi in Italia, ma soprattutto veniva a mancare un Amico, uno di quei rari poeti - italiani contemporanei - che con garbo e autocritica ha per tutta la vita consigliato e suggerito riflessioni.

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Il 24 agosto 1998 ero tra le persone che aspettavano a Saint-Vincent l’inizio del concerto di Fabrizio De André. Non sapevamo che quel concerto sarebbe stato cancellato di li a pochi minuti e che l’11 gennaio 1999 il nostro Pescatore e Amico Fragile si sarebbe assopito per l’ultima volta a causa di un carcinoma polmonare.
20 anni fa scompariva non solo uno tra i cantautori più famosi in Italia, ma soprattutto veniva a mancare un Amico, uno di quei rari poeti - italiani contemporanei - che con garbo e autocritica ha per tutta la vita consigliato e suggerito riflessioni. Del resto una vita fortunata e ricca di privilegi – anche per nascita – aveva fatto percepire a De André il dovere di fare qualcosa per gli altri. Questo “senso del dovere”, che aveva riversato nello scrivere e cantare canzoni che parlavano dei più sfortunati e “reietti”, si accompagnò sempre a un forte senso di impotenza, frustrazione e forse anche a un senso di colpa per un mondo caratterizzato da disuguaglianze crescenti.
In fondo capita a tutti di chiedersi se cambiare il mondo con le parole sia in fondo possibile.
De André in vita ne dubitò molto, come si evince anche dal senso di frustrazione incluso in Amico Fragile. Ma se pensiamo a posteriori alla vita e carriera artistica di De André e al consenso che ancora oggi riscuotono le sue canzoni, sembra che migliorare il mondo con le parole giuste sia (ancora o finalmente) possibile. Non tutti possono però essere Fabrizio De André; non tutti hanno quella mirabile capacità di sintesi e di ritrarre con poche parole la complessità del mondo che ci circonda. A noi – comuni mortali – l’onere di provarci e, se non ci riusciamo, possiamo sempre ricordarci di ricordare agli altri le sue parole.

In occasione di questo anniversario vi proponiamo perciò alcuni passaggi dalle canzoni con i quali De André ci ha meglio ricordato quale sia il vero significato di “essere umano” e di sentimenti che sembrano oggi un po’ sopiti, quali compassione, empatia, generosità e altruismo. Del resto, se De André ci ha lasciato un’eredità non è quella di aver “cantato” un periodo storico, ma è quella di farci ancora oggi riflettere sul “dovere” – e non sulla “possibilità” – di pensare sempre – e non un’ora al mese – a quell’amico fragile che è in ogni essere umano … anche in noi.

Sabino Maria Frassà

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