Da Via Cappellari A Via Della Poesia

Da Via Cappellari A Via Della Poesia

Grazie all'artista e poeta Mario Del Mare nasce l’idea di creare lungo la storica strada edicole e bacheche aperte in cui poeti famosi e sconosciuti possono lasciare le loro opere rinnovando la tradizione delle statue parlanti di Roma.

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Da Campo dei Fiori, proprio dietro lo sguardo immobile di Giordano Bruno, a sinistra nell’angolo del Fornaio,  ci si può ritrovare a Via dei Cappellari e scoprire così qualcosa di totalmente magico che talvolta solo Roma può offrire. L’attenzione del visitatore, infatti, viene subito colpita dalla lapide che battezza la strada con il nome di "Via della Poesia" mostrando lungo il cammino versi sparsi e piccole opere che richiamano un mondo di arte sospeso fra antico e moderno.

La curiosità di saperne di più su quel luogo viene soddisfatta dall’incontro con Mario Dal Mare un vero e proprio personaggio che definisce la sua arte non contemporanea ma “economia poetica” ovvero uno stile che unisce, mescola e fonde pittura, poesia e installazioni con l’intento di creare relazioni e riqualificare soggetti.

E’ proprio sua la realizzazione di Via della Poesia con l’intento di creare edicole e bacheche artistiche aperte, in cui i poeti grandi e piccoli, famosi e sconosciuti possono lasciare le loro opere rinnovando la tradizione delle statue parlanti di Roma.

Grazie ad Andrea Bottai della galleria Pian dei Giullari e al suo amico scomparso Claudio Angelini che donò una poesia scritta su pietra, Mario Dal Mare con alcuni stretti collaboratori ha trovato così una chiave per re-immaginare Via dei Cappellari, riecheggiante di poesia più di quanto già non sia considerato che qui si trova anche la casa dove è nato Pietro Trapassi noto al mondo come Metastasio lirico poeta dell’Arcadia, poeta a corte dell’Imperatore Austriaco e precursore dell’Opera.

Un’esperienza che Mario aveva già attuato a Milano nel 2016 trasformando via Magolfa in Via della Poesia per la “Casa Museo Alda Merini” e che ora si propone di affermare sempre di più nella sua città di adozione sicuro che si possa ridare voce all’autentica bellezza ricordando che Roma è città verde d’Europa e Capitale del Sapere. Non a caso, Via della Poesia deve essere un luogo d’incontro, di confronto, di scambio di idee, parole e versi tra i cittadini e turisti per la ripresa del concetto greco-latino dell’agorà, luogo della trasmissione orale, sopravvissuto nella pietra delle statue parlanti ed ormai quasi agonizzante.

E i segnali della paziente opera di Mario si vedono tutti a cominciare dalla rivalutazione dell’Archetto S. Margherita con il suo piccolo borgo, proprio davanti la casa dove è nato Metastasio, che prima era preso in considerazione solo per depositare i rifiuti.

Ora lo spazio ospita lavori di artisti e una piccola biblioteca dove tutti possono aggiungere e prendere libri in maniera gratuita, oltre all’intento di trasformarlo in TeAltro MetastaSio “Dall’Immondizia, con la poesia generiamo Bellezza” attraverso l’operazione “L’Archetto dell’Ironia a Via Della Poesia” dove si pone cultura li dove c’è spazzatura. Dunque, creare uno Studio d’Arte “TeAltro” (Teatro dell’Altro) prezioso per la cultura all’aperto dove far vivere performance, momenti musicali, poetici, cinematografici, pittorici, culminanti in un simposio en plein aire.

La speranza è che il Comune e le Istituzioni competenti possano dare il proprio sostegno sulla base che la rinascita di via dei Cappellari può sensibilizzare il flusso di passanti alla bellezza e dare vita ad un processo di restituzione del simbolo che rende sempre più unica Roma alimentando  la rinascita di un interesse turistico entrato a tutti gli effetti nella vita e nell’immagine dell’Urbe.

Allo stesso tempo di tanta collaborazione c’è bisogno anche da parte dei romani, non solo residenti nella zona, consapevoli che il decoro della Capitale e la sua rivalutazione è un dovere di tutti. Infondo, arricchendo via dei Cappellari di una tensione poetica si risponde all’esigenza latente di una viva società artistica e culturale.

                                                                                                          Rosario Schibeci 

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