Ricorda Con Rabbia

La Rabbia di Osborne in scena al Teatro Hamlet al Pigneto, da Giovedì 24 a Domenica 27 Gennaio 2019

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Pubblicato nel 1957, scritto in soli 17 giorni, come uno sfogo di rabbia, Look back in anger è un testo in tre atti di John Osborne che vede coinvolti, per la prima volta, quella generazione di giovani inglesi tra i venti e i trent'anni, che non avevano partecipato alla seconda guerra mondiale, proletari, e che guardavano con disprezzo alla upper class.

La scena: un interno, due uomini, Jimmy e Cliff, seduti a leggere i quotidiani della domenica e una giovane donna, Allison, che stira in silenzio. Nei tre atti, nessun cambio di scena: tutto resta statico, come le loro giornate, come la loro vita. Questo in superficie. Sotto, il lento logorarsi dei rapporti umani, resi sempre più labili dall'incapacità di comunicare. Ricorda con Rabbia è una pièce dove la parola è sempre presente, a tratti urlata, continua, dove non ci sono momenti morti che danno il tempo di riflettere: si viene continuamente inondati da un fiume di parole. Eppure non c'è quasi mai una vera e propria conversazione. Solo battute velenose, insulti, monologhi. La rabbia nasce da qui, dall'incapacità di comunicare, di dia-logare. La rabbia, espressione delle frizioni sociali e della lotta di classe nell'Inghilterra della fine degli anni Cinquanta, primi bagliori di un malessere che sfocerà nel Sessantotto, oggi è solo una cornice datata. Quello che invece resta attuale del testo di Osborne, messo in scena da Alessandro Catalucci, è la rabbia di chi ha bisogno di amore e trova indifferenza, chiede protezione e complicità e riceve aggressività e chiusura. Ed ecco che quel mondo infernale dove non vorremmo vivere, diventa la nostra unica realtà, dalla quale decidiamo di non fuggire perché è l'unica che conosciamo, che ci fa sentire a casa.

Quella che Alessandro porta in scena, come regista e come protagonista, è la rabbia di Jimmy, una rabbia che ha radici lontane e profonde, stigmatizzate nel monologo durante il quale si racconta, bambino, al capezzale del padre morente: “Ogni volta che mi sedevo sull’orlo del suo letto e lo ascoltavo parlare, certe volte mi leggeva dei libri, dovevo lottare per non piangere. L’unica persona che stava ad ascoltare quel pover’uomo fallito e febbricitante era un ragazzino spaventato. Passavo delle ore in quella piccola stanza da letto. Mi parlava ore ed ore, raccontando gli avanzi della sua povera vita a un ragazzo solitario e sgomento, che riusciva a capire appena la metà delle sue parole. E tutto quello che riusciva a percepire era la disperazione e l’amarezza, l’odore dolce e nauseante di un uomo che muore. Capite, ho imparato molto giovane cosa vuol dire l’angoscia, il non poter far niente, l’essere senza aiuto. E non lo dimenticherò mai”.

Quello che Jimmy non vuole dimenticare, l'unica cosa che vuole ricordare e che alimenta la sua rabbia, è quel senso di impotenza e frustrazione di chi non è mai stato amato. Ricorda con Rabbia, in fondo, porta in scena l'amore: l'amore malato tra Jimmy ed Allison, l'amore non esplicitato tra Allison e Cliff, l'amore nascosto tra Jimmy e Cliff, l'amore facile e che non fa soffrire tra Jimmy ed Helena.

Sul palco, Alessandro Catalucci (Jimmy), Tania Benvenuti (Allison), Fabrizio Facchini (Cliff) e Maria Elena Masetti Zannini (Helena), danno vita, accompagnati dalle note della musica di Chet Baker in sottofondo, ad uno spaccato di vita senza tempo, mentre urlano, sordi, il loro disperato bisogno di accettazione, di rispetto, di amore, di affetto, di protezione, di complicità, chiedendo l'uno all'altro quello che nessuno di loro, in fondo, sa dare neanche a se stesso.

Scrive Alessandro Catalucci nelle note di regia: "Tutto nasce dalla voglia di mettere in scena uno spettacolo che ci ha segnato. (…) L'incomunicabilità, regina dello spettacolo, viene da noi rappresentata con un disegno scenico essenziale, disegnato, per far capire quanto molte volte non basti essere vicini per ascoltarsi davvero. Le luci sono intime, il tappeto musicale accompagna lo spettatore fino alla fine cercando di cullarlo per tutto il viaggio. Ci abbiamo messo tutto quello che siamo per far ruggire di nuovo un testo che mai come oggi merita di essere portato in scena."

Uno spettacolo sicuramente da non perdere, fino al 27 al teatro Hamlet.


Alessia de Antoniis




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