Donatella Bisutti

Il pensiero forte della poesia

stampa articolo Scarica pdf

La scoperta di un mondo interiore, ricco e assai analitico. La poesia è linguaggio del mistero, dettata dall’inconscio che nessuno può controllare. La poesia non è l’immagine precisa della realtà, diventa un’altra cosa. La reinventa tramite suoni e ritmi, sempre nuovi, come le esperienze.

Una piacevole conversazione con Donatella Bisutti è stata un’esperienza ricca di emozioni e dono di vita. Scrittrice e poetessa ha cominciato a scrivere sin da bambina già con l’idea che desiderava diventare una scrittrice.Donatella Bisutti ha una carriera alle sue spalle ricca e piena di traduzioni di poeti stranieri e collaborazioni con giornali e riviste.

Le sue esperienze di vita le permettono di trasformare in versi ciò che vive, ciò che sente dentro, concentrandosi sul mistero e sulla ricerca di sé stessa. E’ un vedere che porta lontano, al quale lei è molto legata, in quanto tutto passa dagli occhi. Si registra in memoria, nella nostra psiche e viene portato a galla dalla poesia. I suoi versi, fluidi, sono frutto di un mondo, vicende che ognuno di noi vive in un determinato momento della vita. 

Analitica, guida il lettore all’osservazione a tutto tondo verso panorami e immagini. Piccole perle ove rifugiarsi, nicchie. La lettura è coinvolgente e chi legge fa l’esperienza emozionale attraverso le liriche. In questo modo la poesia comunica bellezza. Donatella Bisutti crede nell’interiorità. A quello spazio interiore, speciale, rapporto tra il fuori e il dentro, che deriva dalla nostra dimensione dell’anima. Quasi a trovare una particolare circolarità, dove tutto trova senso.

Il suo ultimo libro, Un amore con due braccia, è stato presentato a Roma presso la sede del Fuis il 10 marzo, dove altri incontri con altri poeti sono già in programma. La sua neonata rivista on-line, Poesia e Conoscenza, è il proseguo della precedente Poesia e Spiritualità in versione cartacea. Nasce con l’intento di creare contatti, idee e legami che nel mondo si possono formare affinché esso possa divenite migliore. Nuovo.

La spiritualità continuerà ad essere guida, intesa in senso laico. Come la poesia, massima referente, sarà una guida, unica voce in grado di esprimere l’inesprimibile, quando, altre voci vengono meno. Donatella Busutti, persona vibrante, ha necessità di sentirsi avvolta dalle persone, dagli incontri reali per uno scambio di energie possibile.

Di seguito l’intervista alla poetessa Donatella Bisutti

Comincerei dagli esordi. Quando ha cominciato a scrivere? 

Ho cominciato a scrivere a 8 anni, le prime poesie. A scuola ci facevano leggere le poesie di Pascoli, di Leopardi e di Carducci, a me piacevano e cercavo di imitarle. Scrivevo dei sonetti ispirandomi a questi grandi poeti. Ho deciso a 8 anni di diventare una scrittrice.Leggevano le mie poesie nelle altre classi, alle elementari, ma non lo sapevo. Tanti anni dopo, da adulta, ho saputo che l’insegnante diceva che sarei diventata una poetessa nota. Questa profezia mi ha molto stupito e non so come potesse farla. Conservo ancora quell’album in cui scrivevo le poesie.Il primo libro l’ho pubblicato molto tempo dopo e per tanti anni ho continuato a scrivere senza pensare di poter pubblicare.

E quando ha riconosciuto e percepito che la scrittura in versi le apparteneva?

Fin da bambina. Nonostante molti non comincino così presto.

Da una sua Lezione sulla poesia e le emozioni del 2013, presso l'Università del Piemonte Orientale (Vercelli), molto interessante, quello che ho sentito in modo molto forte che per lei la Poesia è un linguaggio del mistero.

Perché pensa che la poesia sia un linguaggio del mistero?

Penso che sia un linguaggio del mistero perché, appunto, la poesia va a cercare nel profondo dell’inconscio questo rapporto che noi abbiamo con il mondo, con noi stessi e anche con la nostra psiche, poi con il mondo esterno.Tutto questo è sepolto dentro di noi. Rimane misterioso perché nessuno può capire il significato vero del mondo e della nostra vita. La poesia tocca questo punto qui. Tocca un punto che è misterioso e rimane tale. La poesia va sempre nella profondità dell’anima, nei suoi rapporti anche con la realtà, con il mondo, con l’universo. Tocca questo mistero che nessuno può spiegare. Chi ha la fede dà una spiegazione, chi non ce l’ha, magari, cerca la spiegazione nella scienza.La poesia dà una sua interpretazione di questo mistero attraverso la bellezza. Perché la Poesia è bellezza. E, attraverso questa forma di bellezza, si avvicina al significato del mondo.

Sempre dalla sua Lezione sulla poesia e le emozioni trapela che per lei l'esperienza è fondamentale.

La poesia di cui lei parla è basata sull’esperienza, me lo può spiegare meglio?

La poesia è sempre una forma di esperienza, per chi scrive e per chi legge. Non essendo un ragionamento, non deve essere né spiegazione né informazione. Per questo c’è la prosa.La poesia deve nascere da un’emozione che scaturisce da un’esperienza che noi facciamo. Un’esperienza con i nostri sensi, del mondo, dei nostri sentimenti e della nostra realtà. Questa esperienza è per noi un’emozione. La poesia nasce da questa esperienza-emozione trasmettendola a chi la legge. Se non si comunica emozione non c’è poesia.Che cosa è questa emozione? Essa nasce nel poeta dalla sua esperienza di vita, da ciò che sta vivendo. L’esperienza è fondamentale e chi legge fa l’esperienza del poeta attraverso la lettura della poesia.Esperienze e emozioni si ripetono, sono sempre rinnovate. Ogni volta che si legge la poesia.Essa non è un racconto. Anche quando sembra possa essere un racconto o un ragionamento, la poesia, si esprime con un linguaggio di suoni, di immagini che muovono in noi delle emozioni.L’immagine è essenziale nella poesia, non esprimendo dei concetti. Mettere sempre insieme l’immagine e l’esperienza, illumina un significato che non sempre si può spiegare del tutto, ecco perché rimane tutto misterioso.

Una poesia che mi ha stimolato il senso dell’immagine

Vivendo

Contro il vetro

il disegno di un respiro

prima e dopo, invisibile.

Come nasce la sua poesia? In che circostanze scrive? E quanto incide l’osservare sul suo lavoro?

Non si sa mai come nasce la poesia. Secondo la mia esperienza la poesia nasce nell’inconscio, in quella parte di noi di cui non siamo normalmente consapevoli. L’inconscio viene a galla. Come se venisse in superficie dal fondo del mare. La poesia è come se uscisse dal fondo del mare per venire alla luce.Dell’inconscio non siamo padroni, non si può comandare. Ci sono delle circostanze che favoriscono questo risalire dal fondo del mare, come per esempio il sonno. Sia nella fase di addormentarsi o subito prima o subito dopo che ci si sveglia che ancora si è un po’ addormentati. Essendo molto vicini allo stato inconscio, lo stesso dei sogni, si possono formare con più facilità le poesie.Molte poesie le ho scritte di notte. A volte, svegliandomi, sentendo l’impulso di scrivere. Di notte mi è più facile scrivere. La poesia nasce quando c’è un’emozione molto forte, ma non si può mai sapere.Trovo che osservare sia molto importante. Si osserva perché interessa osservare, ma con emozione e sentimento. Si osserva in un momento specifico e, magari, dopo tempo ciò che si è osservato viene fuori e nasce la poesia.La poesia non essendo una descrizione, coglie solo certi aspetti. A volte si osserva senza saperlo, grazie alla nostra parte inconscia. Nella profondità della nostra psiche c’è qualcosa che registra qualcosa dall’esterno che in seguito viene fuori.Ho scritto molto sul vedere. Il mio primo libro si intitolava Inganno ottico e poi ho scritto delle poesie, ancora inedite, di cui una intitolata L’occhio.Sento molto il concetto del vedere, perché l’immagine passa attraverso la vista e l’occhio e la poesia la reinventa. Non è l’immagine precisa della realtà, diventa un’altra cosa.

Il mondo moderno, oramai, si concentra sui social network. Dalla sua pagina Facebook è possibile seguire il suo percorso lavorativo. Come si rapporta con il mondo virtuale? Preferisce il contatto umano e come lo vive rispetto al virtuale?

Per me FB è un modo di comunicare. Il virtuale è solo cervello.Tramite la rivista on-line le persone che la leggono possono dare il loro parere, interagendo. Si creano, così, contatti e rapporti con altre persone e circolano diverse idee.Preferisco il contatto umano, incontrare una persona. Quando c’è il contatto reale, non si trasmettono solo parole e opinioni, ma anche sguardi, forme di energia corporea e di calore.Le persone hanno un’aurea, si portano dietro una loro energia.

Il suo ultimo libro, Un amore con due braccia, parla d’amore. Come vive l’amore e in che modo lo narra, attraverso i suoi versi, osservando la società odierna?

Non osservo la società odierna. La mia poesia viene da me e dalla mia esperienza. La società non mi interessa. Il poeta parla per sé, non è un sociologo che studia la società.L’amore è una cosa soggettiva e personale, si parla di quello che si vive e che si prova.Ho scritto molte poesie d’amore e diverse, secondo i periodi della mia vita e secondo l’amore che ho vissuto, che poi non è sempre lo stesso.Un amore con due braccia, primo libro intero dedicato all’amore, è stato scritto durante una storia durata 4 anni. Ogni tanto scrivevo per esprimere un’emozione e uno stato d’animo. Una storia d’amore raccontata in versi sotto molte sfaccettature. Dall’inizio alla fine, non tralasciando la gelosia, la tenerezza, l’eros, la freddezza, i litigi. Tappe che quasi tutte le coppie attraversano.

Ho letto che collabora con molte riviste e giornali. Ne ha fondata una sua personale? E quali obiettivi si pone?

Mi occupo di una rubrica su Poesia, che c’è tutti i mesi sulla Poesia italiana all’estero. Avendo fondato una rivista mia non collaboro più con altre. Poesia e Spiritualità, nata nel 2008 e divenuta piuttosto nota e anche presentata alla Columbia University. Portata avanti fino a un paio di anni fa, ma non c’erano più soldi, quindi ora la continuo facendola on-line avendole cambiato nome in Poesia e Conoscenza. La rivista rimane la stessa, mantenendo lo stesso taglio.L’intento è mantenere il messaggio iniziale. La Spiritualità, intesa in senso laico, rimarrà guida essenziale. La poesia, voce guida, avrà necessità di uscire fuori e dialogare con il mondo coadiuvando a cambiare le coscienze. La poesia può comunicare grandi valori, primo fra tutti la libertà. Come i grandi poeti del Novecento i quali hanno espresso temi esistenziali collettivi correlandoli all’intimità del cuore umano.Per un mondo nuovo, la rivista Poesia e Conoscenza può contribuire, con il contributo di tutti, a dare gran voce alla poesia e farla circolare nel miglior modo possibile.

Concludo. Avendo ascoltato alcune sue poesie e avendone lette alcune che definizione darebbe al suono e al ritmo della Poesia, elementi basilari per scrivere liriche?

Ho scritto molti testi sulla poesia, parlando della poesia. Il più famoso è il saggio La poesia salva la vita. Mentre in vece, La poesia è un orecchio, parla di che cosa sono il suono e il ritmo e del perché sono importanti.Suono e ritmo sono essenziali. Se non c’è gioco di suono e se non c’è il ritmo non è poesia.E proprio l’orecchio è l’organo che ascolta.Spero di poterle stringere la mano, un giorno.

Ringraziamo la Sig.ra Donatella Bisutti per la sua disponibilità.

Annalisa Civitelli

© Riproduzione riservata