Avventure Semiserie Delle Mie Gambe

Avventure Semiserie Delle Mie Gambe

La capacità di Noria Nalli di affrontare temi difficili come la malattia, con un tono decisamente leggero (ma sempre rispettoso), era già nota al pubblico grazie ai precedenti lavori della giornalista, blogger.

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La capacità di Noria Nalli di affrontare temi difficili come la malattia, con un tono decisamente leggero (ma sempre rispettoso), era già nota al pubblico grazie ai precedenti lavori della giornalista, blogger. Con questa nuova opera, “Avventure semiserie delle mie gambe” (GOLEM EDIZIONI, 139 pagine, 12 euro, e-book 3.99 euro), la Nalli si conferma una voce di riferimento di tutta una comunità, quella degli Sclerati, ovvero di quei malati che si rifiutano di limitare il loro esistere al discutere della loro disabilità, bensì di raccontare tutto ciò che per loro ha valore, ciò che li colpisce. E non è un caso che la nuova fatica letteraria dell’autrice, inizi con una cosa apparentemente banale come la misurazione delle proprie gambe. Partendo da questo spunto, l’autrice ripercorre la propria vita, fa riaffiorare ricordi, alcuni dolci e altri più difficili come le prime visite neurologiche e i test prima di giungere, nel 1996, alla diagnosi di sclerosi multipla. Lo fa paragonando con intelligente ironia, alcune pratiche mediche, necessarie alla diagnosi di patologie come la sclerosi multipla, a torture medievali. Lo fa, inserendo qua e là acronimi di parole che tutti usiamo quotidianamente ma che, visti in una certa prospettiva, diventano termini decisamente preziosi. Lo fa, leggendo queste esperienze attraverso le prove sostenute dai suoi arti inferiori, con i quali ha condiviso un rapporto conflittuale prima di trovare la pace. Lo fa, trasportando il lettore in un racconto di vita, la sua vita, attraverso piccole storie in cui però tutti possiamo ritrovarci.

A presentare il lavoro di questa talentuosa guerriera, una sentita prefazione di Carla Fracci che ci ricorda che, nella vita, come nella danza, è con un insieme di piccoli passi che si arriva a grandi risultati. E di grandi risultati Noria Nalli ne ha conseguiti. Dal 1996, anno in cui si ammala di sclerosi multipla, inizia un’avventura straordinaria che la porta dapprima a scrivere su La Stampa e Gioia, poi su Vita e Confidenze. Poi a diventare una delle voci di Radio Flash Torino, per cui cura una rubrica settimanale sul tema della disabilità. Seguono tre libri, La stampella di Cenerentola (2014), Il trono di flebo (2017) ed Avventure semiserie delle mie gambe (2018). E’ anche una blogger affermata. Sul web gestisce infatti due spazi molto seguiti: “Sclerotica” e “La stampella di Cenerentola”, i cui ingredienti sono l’ironia, la rabbia e la passione. Perché Noria è così: la sclerosi non ha fermato la sua voglia di vita, l’entusiasmo, il bisogno di esserci e farsi sentire.

Un lavoro solo apparentemente leggero, che svela un mondo di cui ancora si preferisce ignorare l’esistenza perché “troppo doloroso da contemplare”, ma in cui si ritrovano individui, come la stessa autrice, che invece del grigiore e dello sconforto che si presuppone che una malattia degenerativa porti, abbelliscono il mondo di vita e di colori. Uno di quei libri che è bene leggere, perché fanno bene.

Valeria Bollini

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