Emmeotto A Palazzo Taverna

Emmeotto A Palazzo Taverna

L' arte, uno specchio nel quale il nostro io si riflette, stimolando un percorso di autoanalisi e quindi di messa in discussione di noi stessi;il nostro inconscio, quello che nasconde la parte talvolta scura di ciascuno, dove si annidano forze che bisogna imparare a gestire.

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Sabato 23 febbraio, presso la galleria Emmeotto a Palazzo Taverna, ha inaugurato la mostra collettiva, Opening Introspective window a cura della dottoressa e manager della galleria Valentina Luzi. Gli artisti presenti nella collettiva: Bankeri, Renzo Bellanca, Penelope Chiara Cocchi, Micaela Lattanzio, Barbara Salvucci; ciascuno con un proprio profilo artistico ad alta identificabilità e un proprio codice hanno dimostrato come " l'arte sia la finestra introspettiva sulla nostra interiorità".L' arte, uno specchio nel quale il nostro io si riflette, stimolando un percorso di autoanalisi e quindi di messa in discussione di noi stessi;il nostro inconscio, quello che nasconde la parte talvolta scura di ciascuno, dove si annidano forze che bisogna imparare a gestire. Queste opere tentano di compiere una "missione salvifica”; lottare per combattere un imperante narcisismo e nichilismo che affligge i tempi moderni. Renzo Bellanca: fusioni stratigrafiche di paesaggi e anima. l'io è il riassunto di ciò che viviamo e vediamo, questo determina l'affresco della nostra anima.Micaela Lattanzio: scomposizione e ricomposizione del tutto, in un pattern estetico fatto di piccoli elementi di coscienza in un oscillare ottico di equilibri, vicini e lontani.Barbara Salvucci: la luce scompare, l'anima viaggia da sola, in un vibrare speranzoso alla ricerca di una stabilizzazione del proprio io.Bankeri: carta come rigenerazione, come frammenti del nostro io che " rincolliamo" come in un collage infinito per farlo convivere con l’esterno in equilibrio talvolta complesso. Si conclude la mostra con " star gate" di Penelope " chiara cocchi" che accompagna in un tunnel, fatto di led, l'anima verso un percorso catartico.

Maria Laura Perilli

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