Il Sistema Casaleggio

Nicola Biondo e Marco Canestrari pubblicano “Il Sistema Casaleggio" ovvero la storia di Davide Casaleggio, uno degli uomini più potenti d'Italia e fulcro di un allarmante conflitto di interessi - intervista a Marco Canestrari - di Alessia de Antoniis

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Nicola Biondo e Marco Canestrari, già autori di Supernova, pubblicano ora “Il Sistema Casaleggio - Partito, soldi, relazioni: ecco il piano per manomettere la democrazia” (edito da Ponte alle Grazie), ovvero la storia di Davide Casaleggio, figlio di Gianroberto, il fondatore di Casaleggio Associati, del Movimento 5 stelle e dell’Associazione Rousseau: uno degli uomini più potenti d'Italia, il fulcro di un allarmante conflitto di interessi.

L'inchiesta di  Biondo e Canestrari solleva non pochi quesiti. Ci si chiede dove finiscono i soldi che gli elettori M5s versano per sostenere il partito e le donazioni che gli eletti M5s sono obbligati a versare a Rousseau; se Associazione Rousseau elude il fisco; se è ipotizzabile un sistema di finanziamento occulto al Movimento; se la nostra democrazia sia in pericolo; come sia possibile che il più grande partito di un Paese occidentale, nel 2016, possa passare di padre in figlio per successione dinastica e azionaria; se un “parlamentare per caso”, eletto indipendentemente dalle proprie competenze, sarà in grado di prendere decisioni che interessano l'intera popolazione, o su temi fondamentali come l’euro e la UE, le alleanze internazionali e il ruolo della NATO.

Chi ha voluto il cambiamento, chi voleva trasparenza, lotta alla corruzione, alle lobby, e ha votato M5s, cosa ha ottenuto? 

“Facciamoli lavorare” era il mantra che ogni elettore M5s ripeteva nei mesi successivi alle elezioni del marzo 2018. Ora, a più di un anno dalle politiche che hanno mandato al governo MoVimento 5 stelle, ci si chiede che faccia ha il nuovo che è stato fatto avanzare.

Il punto di partenza dell'inchiesta di Marco Canestrari e Nicola Biondo è chiaro: le nostre infrastrutture democratiche sono attrezzate per affrontare i nuovi modelli organizzativi del consenso? Dopo aver affrontato con grande difficoltà, nell’ultimo quarto di secolo, il conflitto d’interessi di Berlusconi, siamo oggi pronti a fronteggiare il conflitto d’interessi di Casaleggio?

Quello che non è facile, è riuscire ad avere risposte, anche le più semplici come, ad esempio, che tipo di ricevuta viene rilasciata a fronte dei trecento euro che gli eletti M5s versano mensilmente all'Associazione Rousseau. L'unica cosa che si sa è che se non paghi sei fuori. Il fisco non vuole sapere se su quei soldi (circa 9 milioni di euro per una legislatura), vengono pagate correttamente le tasse? Chi si occupa del bilancio della Camera, non vuole sapere se quelle ricevute vengono inserite nelle spese da rimborsare, pagate con denaro pubblico?

Alcune figure rilevanti del Sistema Casaleggio? Luca Lanzalone, presidente di Acea, estensore dello statuto M5s: arrestato. Raffaele Marra, braccio destro di Virginia Raggi: arrestato. L’armadio della nascente Terza Repubblica, populista e sovranista, che si trova nel comando provinciale dell’Arma dei carabinieri di Roma: secretato. E' questa la trasparenza e l'onestà che gli italiani volevano?

Oggi Davide Casaleggio presiede Casaleggio Associati, l’Associazione Rousseau e l’Associazione Gianroberto Casaleggio, incarnando il nuovo conflitto d’interessi della politica italiana. Ci si potrebbe chiedere, a questo punto, quale sia la differenza con Berlusconi e il suo impero mediatico,  e dove siano la sinistra e la sua magistratura.

“Il Sistema Casaleggio” non dà molte risposte, ma pone domande che meritano risposte. Risposte che riguardano tutti noi, elettori o meno della nuova casta che domina l'Italia.

Uno degli autori, Marco Canestrari, ha accettato di spiegarci alcuni passaggi della loro complessa inchiesta.

I parlamentari M5s versano 300 euro al mese per il mantenimento delle piattaforme tecnologiche che supportano l’attività dei gruppi e dei singoli parlamentari, all’Associazione Rousseau che raccoglie tra gli 8 e i 9 milioni di euro a legislatura. Qual è la vostra perplessità?

La situazione è ambigua ed è per questo che solleviamo il problema. Può essere considerata donazione un versamento ricorrente a cui si sono impegnati tutti gli eletti in cambio della possibilità di candidarsi? Ci sono casi in cui non è necessario rilasciare ricevuta. Loro dicono di aver pagato IVA sui contributi, come se fosse un'attività commerciale. Capire di che attività si tratta è importante perché, a seconda della tipologia di entrata, dovrebbero essere applicate norme fiscali diverse. Rousseau è un ente non commerciale? Una ONLUS? Oppure sta erogando servizi? La domanda alla quale stiamo cercando di dare una risposta è se l'attività che Rousseau considera commerciale sia prevalente o meno. Nella ricevuta che abbiamo mostrato, c'è la partita IVA e il codice fiscale, ma la ricevuta non è considerata fiscale. È un tema che va approfondito.

Ipotizzate anche un finanziamento pubblico occulto?

E' un altro tema delicato che va assolutamente chiarito. I parlamentari si fanno rimborsare questi soldi in diaria o lo fanno di tasca propria? Perché nel primo caso assisteremmo ad un flusso di denaro pubblico che va nelle casse di un'associazione privata.

E per quanto riguarda l'obbligatorietà della donazione?

Questo è un altro aspetto importante, perché fa cadere il presupposto che si tratti di una donazione liberale.

Il bilancio della Camera può aiutare a chiarire questo punto?

Non credo, perché la Camera è in regime di autodichia (per cui i due rami del Parlamento, possono risolvere controversie attinenti ai propri dipendenti attraverso propri organi giurisdizionali – nda). Quindi possono non rendere pubblica la documentazione relativa alle spese. Sarebbe un bel gesto se il presidente Fico, per trasparenza, mettesse a disposizione tutte le voci di rimborso che la Camera accorda ai parlamentari.

Quattro giorni prima di morire per un cancro al cervello, Gianroberto Casaleggio e suo figlio Davide costituiscono l'Associazione Rousseau. Si hanno notizie sulla capacità di Gianroberto di firmare un simile atto davanti ad un notaio, sul letto di morte?

Credo che prima o poi qualcuno dovrà indagare su questo passaggio. Faccio notare solo due aspetti: il primo, che l'associazione viene letteralmente costituita sul suo letto di morte, perché il notaio scrive “in una camera della clinica auxologica di Milano”, quattro giorni prima che Gianroberto morisse. E chiunque conosce questo tipo di malattia, sa benissimo che in quella fase i problemi da affrontare sono altri. Il secondo fatto è che l'unica dichiarazione pubblica su suo figlio, in merito al suo ruolo nel Movimento 5 stelle, è avvenuta una settimana prima che morisse, sul blog di Grillo, per negare che il testimone sarebbe stato passato lui. Messe insieme, risultano coincidenze singolari.

Gianroberto, solitamente, non presentava il figlio ai suoi uomini di fiducia. «Ti chiedo io scusa per lui e per conto dell’azienda. Davide fatica a nascondere la gelosia nei confronti delle persone con cui vado d’accordo» è una frase di Gianroberto riportata nel libro. Forse il padre ha sottovalutato il figlio?

Davide è riuscito, in un breve lasso di tempo, a salvare la propria azienda, in perdita da tre anni. La prima cosa che fa è spostare un dipendente dalla Casaleggio e Associati all'Associazione Rousseau, sostenuta dalle donazioni che stava raccogliendo con il blog di Grillo, che in quel momento era un prodotto editoriale dell'azienda che raccoglieva fondi per un ente terzo, sempre di proprietà di Casaleggio. Questo avviene quindici giorni dopo la morte di Gianroberto. Costi che erano in capo alla Casaleggio e Associati, compresi quelli che riguardano il Movimento 5 stelle, vengono trasferiti all'Associazione Rousseau. Questo passaggio ha conseguenze anche ai giorni nostri. Se così non fosse avvenuto, la multa che è stata comminata dal garante per la privacy giorni fa, l'avrebbe dovuta pagare Casaleggio e Associati, non l'associazione Rousseau. Nel conto che la Casaleggio e Associati si è risparmiata, ci sono anche multe per 50 mila più altri 32 mila euro.

Lo statuto dell'Associazione Rousseau prevede che l’unico possibile presidente di Rousseau sia un socio fondatore: Davide è l’unico rimasto. Cosa accadrebbe se M5s dovesse, per qualsiasi motivo, rinunciare al supporto dell'associazione di Davide Casaleggio?

È un altro vulnus, perché tutto il know how amministrativo è nelle sue mani: tutta l'anagrafica degli iscritti, il modo di comunicare, tutta la capacità informativa è nelle mani di Casaleggio figlio. Non credo ci siano le competenze specifiche necessarie a far funzionare la macchina al di fuori della piattaforma Rousseau. E questo è un problema, perché Di Maio passa e Casaleggio resta.

Casaleggio ha parlato di blockchain quando la piattaforma Rousseau ha subito violazioni di sicurezza: disse che stava lavorando all’implementazione del voto tramite blockchain, al fine di risolvere i problemi di sicurezza riscontrati, cioè la violazione dei dati personali degli utenti. Il Ministero di Di Maio ha inserito in finanziaria un fondo da 45 milioni di euro per investimenti sulla blockchain, nonostante sia un sistema troppo lento (Visa gestisce 2000 transazioni finanziarie al secondo mentre la blockchain solo 15) e costoso in termini di consumi energetici. Perché continuare?

La tecnologia blockchain è una tecnologia estremamente giovane e l'unica applicazione pratica al momento sono le criptovalute. Altre applicazioni pratiche non esistono. Nel libro scriviamo che le consulenze fatte su questo tipo di tecnologia sono sostanzialmente indistinguibili dalle truffe, perché non ci sono applicazioni pratiche. Nell'applicazione del voto elettronico il problema è ancora a monte. È il concetto di voto elettronico remoto di per sé che è pericoloso perché attiva numerose problematiche, che il voto tradizionale non ha, e che Rousseau conosce bene perché ha avuto le problematiche ipotizzabili per un software di voto elettronico. Per cui, a prescindere dalla blockchain che non serve a nulla, è proprio la modalità elettronica dii esprimere il voto il problema. Ci sono troppi rischi che il voto possa essere manipolato: stiamo parlando di una cosa che è problematica a prescindere dall'utilizzo.

La Raggi ha detto “finora hanno scelto gli altri, ora scelgo io” a proposito della sua proposta di mettere Sammarco all'AMA. E' saltato il contratto, fatto firmare ai componenti della giunta e ai consiglieri comunali di Roma, che sposta la facoltà decisionale su ogni atto dagli eletti a un fantomatico staff diretta emanazione di Casaleggio o è solo un'uscita poco felice del nostro sindaco?

Nel Movimento 5 stelle nessuno può prendere decisioni senza che ci sia almeno il benestare di Milano.

Anche per lo stadio?

Stupisce, a tal proposito, il fatto che nessuno abbai ascoltato, o magari è successo e noi non lo sappiamo, Davide Casaleggio sulla questione dello stadio, pur essendo una delle tre persone che hanno partecipato alla riunione chiave, insieme a Beppe Grillo e il sindaco Raggi, quando la questione si sbloccò. Erano i giorni dell'ashtag #unostadiofattobene e non si capiva quale fosse la posizione del Movimento. Dopo ore di discussione, la situazione si sbloccò. Difficile che le cose siano cambiate.

Tra il 2005 e il 2010 Casaleggio e associati gestisce la comunicazione dell'Italia dei Valori, il partito di Di Pietro, per un importo non inferiore a 1.800.000 euro. Di Pietro già dal '92 apparve accompagnato da un personaggio legato agli ambienti CIA, Michael Ledeen. M5s nasce nel 2009. Ritieni possibile che Casaleggio sia riuscito a mettere in piedi tutto questo senza che nessuno si sia accorto di lui?

Tra il 2007 e il 2010 ho lavorato in Casaleggio e Associati e posso testimoniare personalmente che dietro Casaleggio non c'è altro che Casaleggio. C'è stata molta distrazione rispetto a quello che accadeva nel blog di Grillo, nonostante fosse chiaro che dietro ci fosse la Casaleggio e Associati.

Nel 2008 ho partecipato ad un incontro tra Beppe Grillo, Gianroberto Casaleggio e alcuni funzionari dell'ambasciata americana, presso la sede dell'ambasciata Americana a Roma, richiesto dai funzionari dell'ambasciata americana proprio per conoscere chi fossero le persone che stavano organizzando questa iniziativa politica. Di questo c'è traccia anche nei link di Wikileaks che sono stati pubblicati circa otto anni fa. Che Casaleggio fosse portatore di interessi stranieri in quella fase, no. Ci sono state, invece, coincidenze curiose tra le attività dell'azienda e le posizioni politiche, ad esempio di Beppe Grillo, ma in un'altra direzione, quando, dopo anni di accuse al Cremlino di essere un regime sanguinario che ammazzava i giornalisti, Grillo cambia opinione dicendo che sono necessari uomini forti come Putin. Nello stesso periodo alcuni siti di Casaleggio e Associati, come TzeTze, La Fucina e La Cosa, iniziano a rilanciare contenuti ripresi direttamente da siti di propaganda del Cremlino. Questo è interessante, insieme al fatto che, parallelamente, anche il movimento inizia ad avvicinarsi a quelle posizioni. Ma che prima ci fossero manovratori dietro Gianroberto, mi sento di escluderlo.

Quindi è stato solo un errore di valutazione?

Se qualcuno avesse voluto capire quale sarebbe stato l'impatto di questo germoglio, sicuramente lo ha sottovalutato. Può accadere. È stato sottovalutato da tutti fino alle elezioni del 2013 e, ancora per molti mesi dopo, si parlava di un fuoco di paglia. Era una cosa nuova che nessuno sapeva decifrare. È il primo partito che diventa il primo partito del paese, essendo nato online, in un'epoca in cui ancora stiamo cercando di capire l'impatto che ha avuto internet, non solo sull'economia e sulla società, ma sulle relazioni umane, interpersonali. È una realtà che ha cambiato il modo di vivere di gran parte dell'umanità.

Steve Bannon, stratega di Donald Trump, che annovera tra i suoi successi la campagna per la Brexit e l’elezione di Trump, l'uomo che ha dichiarato che “Roma è il centro del mondo” e che ha fissato una sua sede nell'abazia di Trisulti, vicino Frosinone, è uno dei personaggi internazionali vicino a Casaleggio. Nel libro non mi sembra vengano menzionati poteri come Opus Dei o Vaticano. Non li avete mai incontrati?

No, abbiamo incontrato queste realtà di sfuggita quando scrivevamo Supernova, perché in un punto Alessandro Di Battista dice: per vincere a Roma dobbiamo capire cosa vuole il Vaticano. Però no, onestamente non ci siamo imbattuti in queste realtà.

Quindi ora bisogna capire cosa vuole Casaleggio, non più il Vaticano?

Sì.

Con Berlusconi o Renzi tutti gridavano al conflitto di interessi. In questo caso non si muove nulla: è ancora troppo pesto o c'è altro?

Magari c'è già qualcosa in corso e non lo sappiamo. Certamente siamo in presenza di una struttura inutilmente bizantina di società e associazioni; il partito è stato fondato tre volte: nel 2009, nel 2012 e nel 2017, quando tra i fondatori risulta esserci anche Davide Casaleggio. È chiara la commistione poco igienica, dal punto di vista democratico, tra gli affari di Casaleggio e la politica nazionale. Se poi ci siano state violazioni di legge, oltre a quelle relative al trattamento dei dati personali, non lo so, però è sicuramente un tema che sarebbe interessante affrontare.

Sembra che tutto ruoti intorno a Casaleggio, mentre Salvini sta erodendo M5s. Qual è il suo ruolo?

Forse dal punto di vista elettorale, ma Salvini, già prima delle elezioni, non attendeva altro che un battesimo di governo per esplodere. L'accordo tra la Lega e M5s arriva da lontano. Gianroberto era un leghista della prima ora: riuscì addirittura, quando si occupava della comunicazione di Di Pietro, a far mettere nel programma elettorale dell'Italia dei Valori il federalismo fiscale. Sono tre anni e mezzo che noi diciamo che sarebbe finita così. Si stanno riassestando gli equilibri, ma il blocco è abbastanza compatto, sia dal punto di vista dell'elettorato che da quello degli eletti. Soprattutto da quello dei vertici. Nel libro noi parliamo del governo Salvini-Casaleggio, non di quello Salvini-Di Maio.

Pensi sia possibile che alle europee M5s scenda al 20%?

Secondo me sì ed è l'asticella per gli equilibri interni al movimento. La baracca regge se il movimento si tiene sopra i risultati delle scorse europee, attestandosi al 21-22%, obiettivo che credo possa tranquillamente raggiungere. C'è stato un calo, ma non uno smottamento così grave.


Alessia de Antoniis


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