Michela Zanarella

La recensione della nuova raccolta di poesie "L'istinto altrove"

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Abbiamo già incontrato Michela Zanarella che stavolta con una nuova forza condivide i suoi pensieri con i suoi lettori. Per chi la conosce e la segue sarà inevitabile non notare come i suoi versi riflettano pensieri in divenire. Non è mai ferma a un solo argomento e leggerla è come chiacchierare con lei.  Per chi segue la Zanarella sa già che attraverso la scrittura e in particolare nella poesia l'autrice ama mettere tutta se stessa senza filtri raccontando al contempo una storia che parte dal primo componimento per concludersi all'ultimo.
Una prefazione con una firma d'eccezione, quella della straordinaria Dacia Maraini, apre questa raccolta di poesie dal titolo “L'istinto altrove” per Giuliano Ladolfi Editore (pp. 90, Euro 10,00) dedicate all'amore dove vengono rappresentate tutte le sfumature tipiche di questo sentimento. Rieccola nella semplicità dei suoi versi, distesi e chiari. Versi liberi in cui l’amore è la protagonista in tutte le sue sfaccettature o fasi. Dall'attesa, al rimpianto, dal desiderio alla speranza al dolore. La lontananza e la distanza tra due persone. Un alternarsi tra canto e preghiera. C'è lo struggimento d'amore: /Mi  tiene  in  vita / il  pensiero  di  un  tempo / speso  a  riempirmi / dei  tuoi  silenzi.// C'è forza vitale e un'energia dirompente al punto che in alcuni versi sembra quasi di sentirla urlare, sembra quasi di sentirla recitare un ode, magari su un palco: /Ti  verrei  ad  abbracciare come  fa  il  sole  quando  sorge sulla  terra e  ti  darei  le  mie  parole per  unirle  al  tuo  silenzio.//  C'è l'impeto del desiderio quando in un solo componimento si concentrano le parole: reclama - non posso - rivoglio, desiderio che si spegne quando viene sopraffatta dallo sconforto: Anche  se  non  verrai / a  cercarmi  tra  la  gente / ho  ancora  l’amore  / che  mi  hai  dato che /  mi  ripara  dalla  vita.// C'è speranza: /Non ti  chiedo  di  rispondermi/ nella  stessa  identica  misura/ ma se puoi  lascia  che  io  sia/ come  la  schiuma  del  mare sulla  tua  pelle.// C'è il passato e il tempo che passa tra i versi di questi componimenti: /Non mi sfugge  nulla  di  te/ mentre  osservo  le  stagioni  cambiare/ mentre  tento  di  difendermi  dal  passato.//
Azzarderei dire che in alcuni passaggi non c'è alcuna differenza tra la lettura di poesie e quella di un diario. Michela Zanarella parla ad una persona ma la tecnica poetica crea l'impressione che il messaggio sia rivolto all'amore inteso come sentimento. Pertanto poche figure retoriche a riprova della sua semplicità ma quelle giuste per dare enfasi là dove serve. Se siete dei neofiti della poesia, i componimenti di Michela Zanarella per la loro immediatezza sono sicuramente un ottimo inizio. Se al contrario siete già navigati in questo settore della letteratura vi sorprenderà vedere come la poesia diventa voce che non si crea limiti. Le poesie della Zanarella sono un'esperienza che come tale va fatta.
Buona lettura

Francesca Uroni

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