La Recensione Del Libro Di Melania Mieli

La Recensione Del Libro Di Melania Mieli

Il piano dei conti

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Un esperimento di scrittura condiviso attraverso un blog, che si è sviluppato al punto di dar vita a un libro che raccoglie, come la stessa autrice afferma, una serie di "esperienze, traumatiche o meno, vissute dalla mia generazione, all'ingresso nel mondo del lavoro". Atmosfera aziendale quindi per il libro di Melania Mieli, autrice del libro "Il piano dei conti" edito da inKnot (pp 218 € 12,00) che ci catapulta all'interno delle dinamiche sociali da ufficio. Sin da subito è chiaro che i personaggi descritti saranno la rappresentazione dei diversi livelli di importanza presenti all'interno di un'azienda anche nei pochi momenti in cui se ne racconteranno le vite private. Persino i nomi dei personaggi, anzi gli appellativi, perché quelli veri fanno capolino solo di rado, contribuiscono a rendere l'atmosfera il più aziendale possibile: Scheggia, Candore, Splendore sono preceduti soltanto dalla posizione ricoperta, Master, Manager, Junior. Nessun protagonista ma personaggi che vivono in simbiosi con il loro lavoro e gravitano attorno al pianeta azienda in un gioco di ruoli nonché degli opposti che non esclude l'arrivismo, la competitività, le raccomandazioni e la necessaria perfezione dell'operato la cui mancanza garantirebbe il fallimento totale. Tutto questo è perfettamente compatibile con la premessa iniziale dove questo libro dovrebbe rappresentare o elencare le difficoltà di accesso nel mondo del lavoro , ma in realtà si ha più la sensazione che le problematiche e gli argomenti che vengono affrontati si riferiscano più a chi il lavoro all'interno di questa firm ce l'ha già.
Tutti argomenti che prestano il fianco a temi sociali ben noti che l'autrice sfiora lasciando al lettore il compito di valutare. La precedenza al lavoro piuttosto che alla famiglia, strizza l'occhio all'argomento childfree; la voglia di affermazione di una donna al pari di un uomo, alle pari opportunità in un mondo ancora troppo maschilista; altri personaggi invece con il bisogno di primeggiare e di mettersi in mostra nascondono una solitudine di cui si nega l'esistenza mentre al contrario chi è sempre stato amato e sostenuto si troverà a fare i conti con il "camminare sulle proprie gambe"; mentre l’atmosfera vagamente femminista in realtà denuncia tentativi di rivalsa che poi falliscono tristemente.  Anche il sesso trova spazio in questo mondo surreale rappresentato tra le mura di un ufficio e anche qui i giochi di ruolo spesso si ribaltano. Come nella vita il dominato diventa dominatore.
Argomentazioni con una psicologia non da poco in un libro dalla struttura troppo semplice. Per Melania Mieli, inoltre, non si tratta della prima pubblicazione e infatti si nota una certa padronanza stilistica anche se è abbastanza evidente a mio avviso un dualismo non trascurabile. Se da un lato vige uno stile composto e quasi perbenista dall’altro, al momento giusto, esplode l’animo più crudo e forse vero che predilige argomentazioni precise. Quando questo avviene c’è una sorta di liberazione che si esprime attraverso le parole.
Quindi una finestra sui problemi di chi ha appena cominciato all'interno di un'azienda o di chi c'è già e magari lavora troppo?
Decidere cosa racconti “Il piano dei conti” lo lascio a voi in base al vostro punto di vista, al vostro vissuto e alle vostre esperienze. Accogliete questo libro come un ottimo spunto di riflessione ponendovi in ascolto e andando al di là di inutili apparenze.
Francesca Uroni

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