LA FANTASIA AL POTERE AL TEATRO KEIROS

LA FANTASIA AL POTERE AL TEATRO KEIROS

Prima nazionale di Una Donna Fantasiusa: un Manhattologo, ideato ed interpretato da Eleonora Micali

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Venerdì 13 settembre abbiamo assistito alla prima nazionale di Una Donna Fantasiusa: un Manhattologo.

Il monologo nasce da un’idea della stessa attrice che lo interpreta, Eleonora Micali, scritto e diretto da Stefano Maria Palmitessa.

La pièce è il sequel del fortunato “Una donna fantasiusa - un Nonologo”, sempre di Palmitessa, e sempre interpretato dalla Micali,già rappresentato a New York e riproposto sul palcoscenico del teatro Keiros.

La struttura stessa del teatro molto bene si presenta a questo monologo, che confonde realtà e finzione scenica, giocando a passare dall’una all’altra, anche con allusioni rivolte direttamente al pubblico.

Il palco del Keiros sarebbe, infatti, piaciuto ad Adolphe Appia e ad certo teatro sperimentale del primo ventennio del secolo scorso, per la sua mancanza di cesura tra palco e platea.

E l’assenza totale stessa di scenografia rimanda al teatro di Copeau, incentrato esclusivamente sul lavoro del corpo dell’attore, mezzo supremo di espressione scenica.

Il monologo consiste nelle narrazioni di alcuni episodi della vita di un’attrice aspirante al successo, trasferitasi dalla Sicilia a New York per inseguire il sogno di una realizzazione professionale in un campo così ostico.

Si intende subito che questi dettagli biografici si sovrappongono a quelli della spigliata interprete, Eleonora Micali.

Le avventure tragi-comiche della protagonista vengono narrate con brio e l’attrice riesce a tenere abbastanza alta l’attenzione del pubblico.

Gli episodi si susseguono in maniera apparentemente casuale e l’unico leit motiv che ritorna è la presenza di un misterioso personaggio, Baby, la cui identità verrà svelata alla fine.

Quello che manca, in questa pièce, è lo svolgimento di un plot, una qualche evoluzione, anche solo psicologica, che riunirebbe in un senso i vari episodi narrati.

Alla fine dello spettacolo siamo soddisfatti per aver goduto della performance di un’eccellente attrice brillante.

Ma, essendo ingordi quando si tratta di teatro, avremmo voluto gustare anche una chiave di lettura per interpretare gli avvenimenti proposti, che rimangono così pennellate argute di un quadro, di cui non riusciamo a decodificare la figura.

Regista da seguire.

Recensione di Gioia Di Mattia


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