Claudio Palmieri

Claudio Palmieri

La danza è espressione corporea, con la quale si può comunicare anche meglio delle parole stesse… ed aiuta a vivere meglio con se stessi e con gli altri.

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Oggi incontriamo Claudio, un coreografo, ballerino e maestro di Salsa…quella danza caraibica che coinvolge oggi giorno milioni di appassionati. Con lui scopriremo i retroscena e le tante sfaccettature, le contaminazioni ed i motivi che portano migliaia di appassionati ogni fine settimana ad affollare i molti locali della nostra città con questo ballo semplice, per stare assieme e divertirsi.

Puoi raccontare il tuo avvicinamento alla danza?

Allora, tutto è nato quasi vent’anni fa (ride) …quando durante un bellissimo viaggio a Santo Domingo, sono stato coinvolto nel mondo del ballo e nella cultura caraibica. Sarà stato il colore del mare, gli odori ed i colori di quei posti… ma sono rimasto subito affascinato da tutto quel calore umano e da quella sincera spensieratezza. Mi sono subito reso conto che tutto questo mi appassionava e faceva esprimere me stesso a tal punto che appena sbarcato a Roma mi sono subito iscritto ad una scuola di salsa e ad una di subacquea.Poi con il passare degli anni mi sono anche reso conto di riuscire facilmente a trasmettere agli altri quello che io stesso avevo imparato… e da semplice allievo e poi assistente, mi sono gettato in un percorso di studio didattico chedi li a poco, mi ha fatto diventare “Maestro”.Ma la sola salsa non mi bastava… ed iniziai ad approfondire tutto ciò che è la danza… moderna, contemporanea, afro, hip hop, folklore afro cubano, percussioni… e tutta questa tecnica appresa da altre discipline ha influenzato e contaminato positivamente il mio modo di ballare e di insegnare.La danza è espressione corporea, con la quale si può comunicare anche meglio delle parole stesse. La danza è terapia, i miei studenti quando seguono le lezioni,entrano in una dimensione legata al loro corpo, e per quell’ora oppure per quel weekend, si sentono bene a livello mentale e fisico… perché danzando non ci può annoiare. La danza è una forma d’arte completa che ti fa entrare in una dimensione finalmente “umana” e non virtuale! La Salsa non lascia spazio agli stress del quotidiano ed è adatta a tutti, è per tutte le età e per tutte le “fisicità”…. ed a volte è anche il mezzo che innesca la voglia di rimettersi in forma, nei casi in cui si è un po’ sovrappeso. Per ballare la Salsa non esiste una dieta da seguire, ma sicuramente il kg di troppo, se tolto, aiuta a farci sentire meglio con noi stessi e di conseguenza ad esprimere meglio le proprie sensazioni interiori.

Poi sei diventato un bravissimo coreografo; come riesci a coinvolgere i tuoi studenti nell’eseguire al meglio i tuoi insegnamenti e come riesci ad ottenere degli ottimi risultati sia dal punto di vista professionale che umano?

Coinvolgerli al massimo dell’espressività, facendoli divertire imparando… poi a livello superiore, con la DANCE COMPANY, faccio un lavoro di interpretazione del personaggio. E’ il ruolo o l’emozione che vorrei trasmettesserosentendola musica, il canto, ed il ritmo. Quello che cerco di fare (legando certamente il lato sia professionale che umano) è quello di insegnare ad eseguire la coreografia di quel momento, senza essere legati da vincoli solamente “Tecnici”. Oltre a copiare il più possibile un movimento, si deve cercare di esprimerlo dandogli un’anima, utilizzando quello che si è imparato durante le lezioni, ma anche tirando fuori il sentimento e la propria sensibilità interiore. Sono un maestro di larghe vedute…(ride).Il mio pensiero ricorrente è sicuramente che il ballerino rimane un “sano esibizionista”, ma che con l’umiltà e la dedizione dovrà trasmettere un piacere visivo a chi lo guarda... senza apparire solo un narciso! Mi piacerebbe ricordare che in questi giorni stiamo lavorando con Mauro Mosconi,un guru della danza, grande maestro e coreografo di fama internazionale, da cui si può solo migliorare dal punto di vista tecnico ed espressivo… credo infatti che non si debba mai smettere di studiare e di imparare.

Tra i media più diffusi, dove trovi l’ispirazione più frequentemente (cinema, teatro, tv).Che opinione hai dei reality dedicati alla danza in questo momento?Sono un trampolino di lancio, oppure l’attuale social network è il veicolo migliore per veicolare la propria immagine?

Sicuramente sono ispirato dalla musica o dal cinema; la mia prima vera coreografia che risale al 2005/06è nata ascoltando una canzone di Renato Zero “Il Circo”. Quella canzone raccontata in quel modo mi ha fatto letteralmente pensare ad un film, una rappresentazione teatrale, l’artista con le sue problematiche,da quella musica e quei testi è nato tutto in maniera molto spontanea. Molti miei colleghi trasportano dal film sul palco, ma l’ispirazione può nascere da qualsiasi cosa. Sinceramente trovo moltissima ispirazione dalla musica che ascolto,dai testi letterari, da poesie, a volte anche dalla tv. Prendo spunti…non copio spudoratamente come molti altri coreografi del nostro settore,mi piace pensare ad un prodotto tutto mio. I media li considero utili per comunicare un’attività sana come la danza, ma è importante che tutti questi ragazzi lanciati dai media, trovino poi la propria dimensione, quella del quotidiano e formino anche la propria “Testa”… perché se è vero che un MEDIApuò darti la notorietà, è altrettanto vero che per mantenerla devi farlo da solo, con le tue doti, con la tua forza interiore e la tua caparbietà, superando i momenti difficili di una carriera del danzatore, breve ma intensa,fatta sempre di alti e purtroppo di bassi… così come la vita di tutti i giorni. Come dico sempre, è molto più facile fare la prima coreografia,che fare poi la seconda fatta bene e sempre di successo… e poi la terza e via dicendo. Sono 10 anni che porto sul palco le mie “espressioni fantasiose” rimettendomi sempre in gioco in ogni nuova coreografia…cercando di rinnovarmi continuamente in maniera professionale e semplice e spero sempre di arrivare il più possibile ai cuori di chi ci guarda e ci applaude.

Come nasce una coreografia?Quali sono le basi per ottenere un ottimo lavoro?

Nasce tutto principalmente da un’idea legata ad una scelta musicale, una scenografia adattata il più possibile al tema che stai per eseguire, costumi, bravi ballerini che riescono ad interpretare con sentimento quello che il coreografo ha voglia di trasmettere.E’ la preparazione e l’esperienza poi, che fanno la differenza… cosi come anche nell’insegnamento, si deve sempre distinguere tra insegnati preparati ed improvvisati. E’ il“Maestro” che fa la Scuola e che da quel valore aggiunto. Tra colleghi ci deve essere anche una normale concorrenza, questo fa parte del gioco e stimola la crescita… ed un Maestro in quanto tale, non si deve mai esimere dall’insegnare anche ad altri docenti. Non si deve aver paura di trasmettere i propri segreti ed i propri metodi a tutti i livelli… è per questo che non mi sono mai tirato indietro dall’insegnare le mie sequenze e dal trasmettere le mie conoscenze anche ad altri miei colleghi… e spero che questa cosa mi faccia onoreoltre a farmi enormemente piacere… il risultato di tutto questo è che oggi a Roma ci sono tanti insegnanti che io ho formato.

Dei grandi Maestri e coreografi del passato e del presente chi ti ha maggiormente impressionato per la qualità dei suoi lavori?

Il nostro settore è quello delle Danze Caraibiche quindiposso citarti i miei punti di riferimento:Alfredo O’Farril, GrazielaChaoCarbonero, Chiquito y DominicanPower, RolyMaden,MaykelFonts,Barbara Jimenez, Fernando Sosa, Wilmer e Maria, Esmil Diaz… e ce ne sono anche tantissimi altri, ma non osservo solo quelli del mio settore… vado anche alle altre grandi espressioni di gruppi mondiali come iMomix o la compagnia Parsons Dance… ma comunque mi piace osservare con gli occhi aperti tutto ciò che è danza, anche un bambino che esprime nel ballo dei movimenti,dei suoi passi mi può entusiasmare,tutti quanti raccontano una loro storia e questo mi affascina. Il bello è nella condivisione del messaggio che vuole dare il ballerino.

Hai tempo per leggere?

No(ride) …sinceramente non ho tanto tempo,mi ritaglio uno spazio per la lettura in estate,quando finalmente vado in vacanza,l’ultimo libro letto è quello di Giorgio Faletti “Da quando a Ora” altrimenti leggo libri sulla “Santeria” o sulla “storia della musica cubana”… che completano il mio desiderio di cultura e che poi mi aiutano nella parte teorica della mia didattica a lezione ed in alcune coreografie.

Su alcuni campi di calcio si trovano scritte alcuni frasi del genere: Se pensate che vostro figlio sia un campione siete pregati di iscriverlo in un’altra scuola. Esiste questo concetto anche nelle scuole di danza?

Non è un concetto universale dipende tutto da chi dirige le scuole,mi è capitato di vedere anche situazioni opposte, dove solo i migliori venivano seguiti e altri lasciati indietro… ma per me sono entrambe scelte sbagliate. La scuola di danza deve seguire dal professionista al semplice appassionato… dal principiante al super avanzato… e quando riesci a fare tutto questo, vuol dire che sei ben strutturato e sei una SCUOLA con la S maiuscola! Chiunque ha sempre bisogno di un allenatore e ti cito un articolo sui campioni olimpici che mi è capitato di leggere ultimamente dove si evince che questi talenti ancora ringraziano i propri allenatori e si commuovono quando vincono… si ricordano sempre di chi li ha portati al successo, da chi li ha introdotti nella vita sportiva fino all’ultimo allenatore che li ha sapientemente fatti arrivare sul podio… ci vuole tanta umiltàuna parola che spesso viene dimenticata.

La tua coreografia più riuscita?…quando ti sei meravigliato e sei stato soddisfatto dell’ottimo lavoro svolto?

Quando sono arrivati complimenti da persone che non mi aspettavo.Comunque come ti dicevo la prima rimane sempre nel cuore “Il Circo” nel 2006 …poi nel 2009 Cuba Linda… e sicuramente anche l’ultima di quest’anno “Todo Lo QueSiento” che è anche visibile nel tuo link multimediale. Ma insomma mi piacciono tutte(ride)… ogni anno cerco di rinnovarmi ho sempre mille idee,poi naturalmente a volte ci si accorge che c’è sempre meno propensione da parte della gente nel dirti bravo,ma lo voglio dire: ci si deve sempre ricordare che ogni ballerino e coreografo da sempre il suo massimo… ore ed ore di fatica trascorse in sala a provare… e tutto solo per quell’applauso che ti da la forza di andare avanti…

In quali momenti della giornata trovi maggiormente ispirazione nel creare le tue coreografie?Ti è mai capitato di sognarle e poi realizzarle?

Mi è capitato certamente,ma negli anni questi momenti si sono assottigliati sempre più,tanto lavoro mi occupa la maggior parte dellagiornata, ma quando dedico quelle ore a costruire, l’ispirazione arriva quasi sempre e riesco nell’intento. A volte vengono delle idee anche quando vado a ballare per divertirmi ,oppure prima di addormentarmi…l’ ispirazione non la si comanda,deve essere colta così come si manifesta all’improvviso.

Ti avvali anche di collaboratori validi che ti aiutano nel tuo lavoro? Sei per loro una guida ed a volte ti hanno considerato un cattivo maestro?

Si certo che mi avvalgo di validi collaboratori, tutto il nostro Staff Salsadiferente… Maestri anche loro, assistenti, fotografo e semplici amici… ricordo con affetto tutti quelli che sono cresciuti con me, ricordo quelli che “quando je và mi sono d’aiuto” e quelli che ci sono sempre nelle lezioni e nel quotidiano, amici più che altro con i quali condivido quasi tutta la mia vita. Per il “cattivo maestro” è un termine che non mi si addice, magari può capitare che sia l’invidia il motivo per cui si parli male di qualcuno. A me piace solamente parlar bene di chi mi ama e semplicemente non parlare e non alimentare pettegolezzi inutili sugli altri che preferisco non considerare. Chi rinnega il proprio maestro, rinnega un po’ anche se stesso...L’importante è non dimenticarsi mai di chi ti ha portato a certi livelli professionali e di conoscenza, chi magari ti ha trasmesso per primo una passione.Io non smetterò mai di ringraziare i miei maestri… così come ringrazio anche i miei allievi che mi permettono di poter continuare questa mia fantastica avventura. E’ nel sorriso e nel passaparola di un mio allievo che capisco di fare bene… ed è per questo che appena inizio un nuovo corso si innesca subito il passaparola che mi permette di continuare bene il mio lavoro.

La Salsa è un fenomeno culturale o solo una moda?

Si certo che è un fenomeno culturale, ha radici solide… la salsa è in Italia da trent’anni ed ha affiancatole danze standard, il liscio e le danze latino americane perché noi italiani abbiamo già nella nostra tradizione culturale il ballo di coppia… ma serviva solo un piccolo rinnovamento. La salsa è stato il motore che ha avvicinato di nuovi i giovani, ed è riuscita a far divertire ballando… ed è merito anche delle scuole anche se oggi ce ne sono veramente troppe e molte di bassissima qualità. Quando si vede la gente ballare, si vede ad occhio nudo chi ha frequentato corsi “low budget” fatti da istruttorie/o ”improvvisati maestri” e chi invece ha seguito scuole strutturate e serie. Un corso da 10 euro al mese non è un corso, la qualità ha il suo costo, non si deve mai dimenticarlo. Terminando la nostra chiacchierata vorrei ricordare locali che mi piace frequentare e sono:Palacavicchi,Zanussi,Barrio Latino,Salsedine, Arca, L’Habanera… perché è anche insieme a loro che teniamo alto il nostro settore, uno dei pochi ancora sano e utile a tutti per vivere meglio con se stessi e con gli altri.

Grazie Claudio sei stato gentilissimo ti lasciamo alle tue lezioni,ti ringraziamo per il tempo che ci hai concesso.

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