Crazy Dancers' Crew

Crazy Dancers' Crew

Il nostro obiettivo è farci conoscere e condividere la nostra arte con la persone, non c’è opportunità migliore. Noi siamo pronti a tutto!

stampa articolo Galleria multimediale Scarica pdf

Oggi mi sono recato a Milano insieme alla nostra fotografa Giada per incontrare, intervistare e fotografare una dance crew composta da giovanissimi elementi. Il loro nome è :Crazy Dancers' Crew.”. Arrivati sul luogo dell’incontro li riconosciamo subito!! Sono tutti giovani, simpatici e con tanta voglia di fare. Si respira un’energia impareggiabile. Il luogo del loro riscaldamento, prima dell’esibizione ,è un grande parco davanti al museo di arte moderna. Tra funamboli e tanti altri artisti i ragazzi iniziano a prepararsi, a scaldarsi per il loro spettacolo, il tempo è stato dalla nostra parte, visto che era una bella giornata scaldata dal sole e dal loro entusiasmo.

Sciolti gli ultimi ritocchi, gli ultimi dubbi partiamo con foto e video con l'intervista.

”Sei è un numero perfetto di per sé e non perché Dio ha creato il mondo in sei giorni, piuttosto è vero il contrario. Dio ha creato il mondo in sei giorni perché questo numero è perfetto e rimarrebbe cosi anche se l'opera dei sei giorni non fosse esistita” Partiamo da questa citazione di San Agostino per sentire il vostro racconto su come nasce il vostro percorso artistico : voi siete in “sei” quanta energia impegnate nelle vostre esibizioni?

Andrea: Ognuno di noi porta in strada tutta l’energia necessaria per tenere in piedi un medley di circa 14 minuti, interamente coreografato e cantato. Penso che non sia quantificabile, ma l’energia che noi doniamo ci viene restituita quando abbiamo un riscontro nel pubblico. Penso che per ogni performer sia così; ci si impegna, si da il massimo, ma le soddisfazioni ripagano!

Omar: Io penso che l’energia, quando è sana, fluisca. Per me il grande obiettivo è sempre stato quello di riuscire a farla fluire tra di noi, perché questo ci permette di equilibrarci e di essere connessi al lavoro, al progetto. Quando questo accade ho sempre la sensazione di essere travolto da qualcosa di superiore. È bello poi poter condividere questa energia con le persone intorno a noi ed è interessante constatare sotto che forma poi ritorni.A volte è forte , molto umana; altre volte è timida ma partecipe; altre ancora è scettica. L’energia circola e forse più che impiegare energia penso che si tratti proprio di far circolare energia.

Lucina: È stato un incontro davvero provvidenziale, un dono. Veniamo tutti da passati diversi, chi dal teatro, chi dalla musica, chi dalla danza e ci siamo incontrati studiando musical a Milano, alla Mdm Academy. Troviamo affascinante l'unione delle tre discipline: recitazione, canto e danza. Ognuna si fa forte e si completa servendosi dell'altra: canto per esprimere un'emozione, perché non mi bastano le parole e danzo perché il corpo possa dire di più delle parole.

Siete nati e state vivendo in un periodo dove si è di continuo esposti al mondo grazie al web. Come vi rapportate con la tecnologia?

Andrea: Sicuramente come gruppo emergente la tecnologia ci aiuta molto a farci conoscere, a raggiungere tante persone che non sanno di noi. Abbiamo una pagina Facebook e anche un profilo su Instagram, direi che siamo ben preparati! E non dimentichiamo che se non ci fosse la tecnologia, non riusciremmo a fare quello che facciamo! Abbiamo una cassa acustica portatile che ci supporta durante i nostri medley.

Monica: La tecnologia ci permette di condividere i nostri video, le nostre foto e i nostri messaggi con le persone che ci seguono e che sono interessate a quello che facciamo, anche quelle più lontane che non sempre possono essere presenti alle nostre esibizioni. Il web al giorno d’oggi è il miglior mezzo per farsi conoscere abbattendo il limite della distanza.

Omar: Temo la tecnologia. Ho spesso l’impressione di non avere ancora gli strumenti mentali adatti per saperla utilizzare coscienziosamente. Sono consapevole che senza la tecnologia il nostro progetto esisterebbe solo in parte o sotto una forma molto differente e quindi per la sua esistenza ne sono grato. D’altro canto mi rendo però conto che spesso utilizzo questo strumento per dissociarmi dalla realtà. Sono una persona che ha bisogno di vivere nel suo quotidiano e molto legato alla terra: semplicemente mi ritrovo a fare attenzione ad utilizzare la tecnologia come strumento costruttivo per il mio lavoro e non come occasione per deconcentrarmi dal mio quotidiano.

Lucina: Noi abbiamo una pagina fb, una mail, ci documentiamo su possibili audizioni e/o festival a cui potremmo partecipare, e siamo consapevoli che il mondo del web ci permette di farci conoscere più velocemente e anche in posti lontani rispetto a quelli che raggiungeremmo da soli con le nostre forze, per cui...sempre on line!

Anna: Il mio rapporto con la tecnologia è veramente terribile. Non sono portata e ci capisco ben poco… O forse non voglio capire. Sono sincera, ho Facebook e anche Instagram, ma seguo poco e so giusto mettere “Mi piace” e caricare qualche foto. Non nego che nel momento in cui mi viene spiegato il funzionamento di un qualche “aggeggino” (come lo chiamo io) non esito ad usarlo perché penso che questi Social siano potentissimi. Per cui ringrazio che nella Crew ci sia chi è più portato e paziente di me nell’utilizzo di questi nuovi mezzi di comunicazione.

Con il cibo? la politica,una vostra opinione sulla disoccupazione giovanile?

Andrea: Io amo mangiare! Il cibo è davvero uno dei miei migliori amici. Tra di noi spesso ci troviamo a mangiare insieme, o per necessità (nel caso di una pausa pranzo durante le prove, piuttosto che tra uno show e l’altro) oppure proprio per piacere, o come momento di riunione.Purtroppo il problema della disoccupazione giovanile è sempre più in crescita. Noi abbiamo deciso di mettere in gioco le nostre forze, passioni e talenti per far sì che questo diventi un lavoro! Sicuramente siamo combattivi e non vediamo l’ora di fare e di lavorare.

Valentina: Beh per me è sempre stato un argomento un po' delicato, parlo da ex bulimica, in passato i problemi con il cibo erano all'ordine del giorno... Diciamo che ora ho un rapporto più equilibrato, cerco di nutrirmi in maniera sana evitando di comprare i prodotti confezionati ma divertendomi in cucina.Sono dell'idea che se qualcuno si impegnasse davvero, le prospettive sarebbero molto più rosee per il nostro futuro.

Monica: Abbiamo un ottimo rapporto con il cibo, nel nostro spettacolo “Crazy Dancers Show” diciamo anche che a noi piace ballare cantare e… mangiare! In modo scherzoso, all’inizio del nostro show, invitiamo le persone a sostenerci o “sfamarci”, ed è stato bellissimo quando due giovani ragazzi, che hanno assistito al nostro show a Bellinzona, non avendo monete da porre nel nostro cappello, hanno deciso di donarci delle merendine! Eravamo felicissimi per la spontaneità di questo gesto così puro e dolce.

Lucina: Con il cibo? E quando si ha tempo di mangiare?! A parte gli scherzi, si cerca di avere un equilibrio prima di tutto come persona, altrimenti anche l'artista che c'è in noi rischia di rimanere senza forze. Noi lavoriamo con il nostro corpo, lo sollecitiamo in continuazione: dalla voce, al fisico; per cui è necessario dargli il giusto supporto, prendendosene cura. Non la seguo, un po' per la mancanza di tempo un po' perché non mi interesso più di tanto e quando mi interesso, mi innervosisce.Nel nostro ambiente spesso si sente dire “dalle stelle alle stalle”, perché un giorno ti ritrovi in mano un contratto importante e magari il mese dopo uno poco entusiasmante o addirittura: niente! Adesso a prescindere dal lavoro che ti sei scelto puoi essere disoccupato; il punto è che quando ti ritrovi a casa forzatamente.. devi pensarne una, perché non è più possibile “aspettare la telefonata”. Molti di noi fanno un lavoro non artistico per mantenersi, per pagare l'affitto e gli studi (perché non si smette mai di studiare e perfezionarsi). Ma fare quello che si ama fare, non ha eguali. Possiamo dire che il nostro progetto è iniziato da questa urgenza: non aspettare, fare! Dopotutto se comunque ti ritrovi senza lavoro, tanto vale fare quello che ti piace!

Omar: Il cibo per me è estremamente importante. Tutto ciò che aiuta la mia fisicità a trovare un equilibrio è qualcosa di importante per me. Percepisco una notevole differenza di benessere quando riesco a concedermi pasti regolari e sani.

Vi affascina di più il mondo dei musical,dei talent,della televisione per veicolare la vostra immagine?

Valentina: Sceglierei sicuramente il mondo del musical, permette di unire le tre discipline, un contatto vero con il pubblico. Ovviamente non escluderei anche gli altri canali, sarebbe ipocrita dire no in assoluto, ma sono più favorevole alla vecchia gavetta.

Monica: A me affascina il mondo dell’arte, ma soprattutto della libera espressione, quindi mi sento di affermare che i talent show e la televisione non sono tra i miei obbiettivi. Semplicemente voglio esprimere la mia passione e condividerla, senza filtri, con il pubblico. Io amo molto il musical e lo vedo nel mio futuro. Inoltre, come gruppo, non escludiamo la possibilità di creare degli spettacoli da portare anche nei teatri.

Lucina: L'immagine è importante nel nostro mestiere: bisogna cercare di vendersi nella maniera giusta e al giusto “canale”. Bisogna essere furbi! La televisione la sento estremamente falsa ma tentare non nuoce. Spero di trovare qualcuno che voglia valorizzare il mio talento, e l'unicità della mia personalità artistica.

Anna: Ci trovassimo nel mondo perfetto non avrei alcun dubbio..il Musical, ovviamente! Purtroppo per veicolare l’immagine velocemente devo rispondere..la televisione.E’ brutto, soprattutto per chi ha assaporato la magia del teatro, dover rispondere in questo modo, perché ciò dimostra che non c’è più la cultura dell’ “andare a teatro” e ormai, per arrivare agli occhi e alle orecchie della gente, il mezzo migliore è sicuramente la televisione.

Vi siete mai chiesti se l’Italia è per voi un territorio dove dimostrare il vostro talento,oppure vi siete scontrati con i soliti raccomandati che avendo un nome alle spalle vi hanno superato.

Valentina: Sarebbe bello pensare che l'Italia sia un territorio per dimostrare il nostro talento, ma purtroppo ci si può anche scontrare con delle credenze stupide, come per esempio che se fai l'artista e non sei famoso sei un perditempo. Diciamo che noi abbiamo evitato le raccomandazioni e i raccomandati, finora, cercando di trovare uno spazio sano in cui poter portare la nostra arte. Ed eccoci qui per strada, a cantare e ballare tra la gente, ricevendo la loro energia e i loro sorrisi.

Monica: Siamo insieme come gruppo da pochissimo tempo quindi per fortuna non abbiamo avuto ancora modo di imbatterci in questo tipo di problematiche reali nel Bel Paese, però sicuramente individualmente conosciamo bene come funzionano le cose in Italia, ma noi amiamo il nostro paese e siamo disposti a rischiare per cercare di far si che le cose cambino.

Lucina: I raccomandati ci sono ovunque e non è mai piacevole rendersene conto. La cosa che più mi rattrista è che l'Italia è più concentrata sulla vendita: ciò che è commerciale e che conquista la gente, spesso anche senza profondità di argomenti e privi di umanità.

Anna: L’Italia è un Paese in cui purtroppo, in questo periodo storico, è molto difficile dimostrare il proprio talento. Sì, mi sono scontrata con i “soliti raccomandati”. Ci sono e ci saranno sempre, non solo in Italia, purtroppo.In cuor mio, spero che se il talento c’è, prima o poi, venga notato!

Ci sono innumerevoli film che trattano della danza in varie contestualizzazioni. Qual è il vostro film preferito,ovviamente anche l’attore che lo ha interpretato?

Andrea: Adoro “Step Up” 1 e 2. Coreograficamente parlando sono pazzeschi, e mi hanno coinvolto subito anche per le loro trame.

Valentina: Il film che mi ha segnata si chiama “Il ritmo del successo”, lo vidi in un periodo in cui avevo abbandonato la danza per intraprendere un corso di karate. Appena iniziai a guardarlo piansi, e da li capii che la danza era la mia vita; abbandonai il karate e ritornai a danzare. Non smetterò mai di ringraziare per aver acceso la tv proprio in quel momento, su quel canale.

Lucina: Footloose! Il viaggio incredibile nella lotta per una causa, le difficoltà che si possono incontrare quando si è apparentemente soli; la forza del condividere una meta, un obiettivo con qualcuno e il guadagnarsi rispetto e fiducia, indispensabili per la vita di ognuno.

Anna: Assolutamente “Save The Last Dance” con Julia Stiles e Sean Patrick Thomas. Film tristissimo, lo so, ma in quel film si può ritrovare un vortice di emozioni che solo la danza ti può dare.L’inizio è sicuramente drammatico, ma dimostra l’amore di un genitore nei confronti dei propri figli e l’importanza del sostegno da parte di essi stessi. Questo mondo è pieno di squali e se non c’è un salvagente non si sopravvive. Poi c’è l’amore, che è un motore importantissimo che smuove le emozioni più profonde e ti porta a sprigionare un’ energia che neanche sapevi di avere.Ed infine, la tua passione e la sua forza. Quella forza che davanti ad una giuria ti porta a rialzarti e ripetere il pezzo perché vuoi arrivare alla meta e lo vuoi fare ora.

Da Roma giungono notizie sconfortanti sulla crisi della cultura dove c’è un patrimonio immenso fatto di Teatri,di Musei,di opere meravigliose e voi giovani che opinione avete quando sentite notizie del genere: un paese come il nostro che potrebbe vivere di rendita con tutto quello che ho citato prima ….

Valentina: E’ veramente sconfortante, ma noi stiamo cercando di andare contro questo andamento, lo facciamo nel nostro piccolo.. Diciamo un primo piccolo passo controcorrente.

Lucina: Vivere di rendita non è sempre una cosa positiva, c'è il rischio di fermarsi nella ricerca. L'Italia è stata la patria di grandi arti e grandi artisti, non dobbiamo dimenticarcelo; per questo, penso e spero che continui ad apprezzare i talenti; però molto spesso non sembra così.Tagliare fondi alla cultura, togliere dalle scuole italiane l'insegnamento di materie che fanno parte dell'uomo come la musica, la storia dell'arte è un errore clamoroso che ci costerà caro, e che già ci sta costando. Bisogna educare alle cose belle, partendo dalla scultura, dalla musica, dalle opere dei grandi scrittori.Quanta storia passa attraverso l'arte! Un sacco di volte mi è capitato di leggere opere antiche e sentirmi descritta, come se l'opera fosse ambientata nei giorni nostri. Questa è una ricchezza!

Tra poco vi sarà l’Expo a Milano che ne pensate, potrebbe essere interessante parteciparvi con dance crew ?

Sicuramente! Milano sarà il centro di innumerevoli iniziative e ci sarà un’affluenza di moltissime persone anche dall’estero e dato che il nostro obbiettivo è farci conoscere e condividere la nostra arte con la persone, non c’è opportunità migliore. Noi siamo pronti a tutto!

Nei vostri video vi piace interagire con la gente? Qual è il posto dove vi siete divertiti maggiormente ?

Valentina: Ogni posto è unico, ogni show è unico, ogni volta ci può essere un'inconveniente , un qualcosa di nuovo... Diciamo che il posto che mi porterò sempre nel cuore sarà Lugano, perché lì abbiamo debuttato, ma sono curiosa di vivere nuove piazze, nuovi pubblici.

Monica: Sicuramente a Lugano. Era la nostra prima data, eravamo tutti un po’ spaventati, ma appena abbiamo iniziato si sono fermati un sacco di passanti che ci sostenevano e l’energia era indescrivibile.

Lucina: Si è bellissimo vedere la gente che si ferma, i bambini che iniziano a muoversi a ritmo e che sorridono, ragazzi che mettono due spiccioli nel cappello… Ogni volta è diverso, chiaramente ci sono posti in cui la gente risponde di meno, ha meno tempo per fermarsi e guardarci, ma ti accontenti anche di uno sguardo e un sorriso fugace.La prima esibizione a Lugano è indimenticabile, ci hanno anche filmato per avere un video ufficiale!La più divertente? In piazza San Babila, a Milano, con il Duomo che si scorgeva dritto davanti a noi, illuminato dalle luci della sera, e la gente che ha partecipato in un modo incredibile, un ragazzo straniero si è anche messo a ballare con noi; tanto interessamento, tante foto e domande… Bellissimo!Il divertimento dipende anche dal nostro essere un gruppo, ci piace lanciare delle sfide simpatiche che ci permettono di fare piccole improvvisazioni di modo da stupirsi ogni volta e questo fa sì che durante lo show i sorrisi siano veri!

Nei momenti di sconforto dove trova la forza un ballerino per tirarsi su e dimostrare il suo potenziale?Avete un posto dove cercate di ricaricarvi dove vi mettete a confronto con le vostre coscienze ?

Andrea: Parlando da ballerino posso dire che il primo posto in cui ci si mette alla prova e si dimostra il proprio potenziale, è la sala di danza. La sala “vede” tutta la fatica che faccio costantemente, tutti i sacrifici e anche tutte le mie conquiste, giorno dopo giorno. Personalmente è la mia dimora e il posto in cui preferisco stare, dopo casa mia, quando sono giù di morale o quando ho bisogno di ricaricarmi.

Valentina: Penso che ognuno di noi abbia un posto intimo, io solitamente mi chiudo in casa a meditare. La maggior parte delle volte devo trovare da sola la forza per ricaricarmi, perché ognuno è artefice della propria felicità! Tuttavia non è sempre facile. Certo a volte gli Amici, con la A maiuscola, sono fondamentali, perché ti permettono di vedere il tuo problema o la tua crisi da un punto di vista esterno rispetto a te che la stai vivendo.

Monica: Alla fine tutto inizia e tutto ritorna in sala prove. Sono il duro lavoro, la costanza e la dedizione che portano i risultati e che danno soddisfazione. Serve tenacia per andare sempre avanti.

Omar: La natura mi aiuta a capirmi.

Lucina: Quando siamo in gruppo si cerca di non stare da soli, di condividere, di chiedere aiuto e di aiutare ascoltando e spesso intervenendo con maniere forti. Ho sempre ringraziato di avere accanto persone che mi ridestassero nei momenti difficili, richiamando l'attenzione e la devozione a ciò che stavo facendo, ricordando di chiedermi il perché io avessi intrapreso questa strada e del perché ancora ho la necessità di perseguirla.

Anna: La vita di un ballerino, o comunque di un “artista” (metto le virgolette perché penso che il termine artista sia erroneo, ma questo è un altro capitolo) è piena di momenti di sconforto e l’unica cosa da fare è quella di accettarli, analizzandoli e cercando di capire cosa può servire per crescere. Io personalmente tendo a riflettere molto da sola e a rinchiudermi nelle sale di danza per cercare di ritornare, attraverso i miei ricordi, alle mie prime lezioni, durante le quali mi sono innamorata di questa arte e quando non c’era nient’altro che l’amore per essa. Una volta chiariti i punti nella mia testa, ne parlo con amici o con la mia famiglia. Ecco, gli amici hanno un ruolo molto importante, specialmente i componenti della Crew e tutti quelli che hanno vissuto con me il percorso di studi artistico. Loro vivono la mia realtà per cui riescono a capirmi molto facilmente e a darmi buoni consigli.

Milano è la capitale dell’industria,della moda,delle grandi banche, dal clima però uggioso, nella quale con la vostra danza riuscite in qualche modo a dare quel colore che la rende una città a misura umana. Che tipo di colore riuscite a dare ?

Andrea: Sono estremamente convinto del fatto che ognuno di noi abbia un colore diverso. Mi piace pensare che “rappresentiamo” i colori dell’arcobaleno, un po’ come indica il nostro Logo sulla pagina Facebook!

Valentina: Se dovessi scegliere un colore direi giallo, il colore della luce. Anche se sono convinta che con le nostre 6 personalità riusciamo a dipingere il grigio con i colori dell'arcobaleno.

Omar: Vorrei tanto vedere Milano in giallo!

Lucina: Lilla, grigio.. è nebbiosa ma dietro la nebbia ci sono un sacco di sorprese. Basta prendere il ritmo di questa città. E' regno di grandi lavoratori, è vero, ma durante i nostri show abbiamo riscontrato quasi sempre animi sensibili che si fermavano almeno per 5 minuti, magari senza mettere niente nel cappello ma… Una cosa alla volta! Intanto una conquista è stata raggiunta: catturare la loro attenzione!

I vostri progetti ed i vostri sogni ?

Valentina: Progetti tanti, sogni pure… Diciamo che in primis vorremmo approdare in un teatro con uno spettacolo tutto nostro, creato e “performato” da noi. E poi chi lo sa, ogni strada è aperta!

Omar: Personalmente il mio grande desiderio sarebbe quello di costruire un musical e un concerto molto improntato sulla danza.

Lucina: Un Medley di Natale, e la creazione di uno spettacolo teatrale, completamente inedito scritto da noi: testi, musiche e coreografie

Questa è la vostra prima intervista, a quali domande non vorreste mai rispondere?

Lucina: Credo nessuna, se mi verrà fatta affermerò di non voler rispondere.

Anna: Le domande a cui non vorrei mai rispondere… Non te le dico.

Ragazzi manca poco alla vostra esibizione a San Babila,qualche ringraziamento !?

Si certo ci mancherebbe !!Ringraziamo il Centro Sociale Barrio's di Barona per l'ospitalità durante il nostro periodo di prove; Giacomo Jaeggli per le riprese e il montaggio del nostro video di presentazione; voi Unfolding Roma, te Valerio per questa intervista e Giada per le riprese video, le foto e il tempo che ci avete dedicato. Un grazie speciale alle nostre famiglie e ai nostri amici per il sostegno di tutti i giorni."

I ragazzi si sono poi spostati a San Babila, dove hanno dato vita a un vero e proprio spettacolo, coinvolgendo la gente che si fermava ad assistere tutto è durato all'incirca 15 minuti, ma sono stati “minuti” pieni di emozione, energia e coinvolgimento al punto tale da riunire veramente tanta gente entusiasta della loro bravura.

Ringrazio i ragazzi per la loro disponibilità gli facciamo un grosso in bocca al lupo per la loro carriera e per il loro futuro, perché so che se contiueranno o così possono arrivare molto lontano!

Servizio fotografico di Giada Del Priore

Intervista Valerio Mirata

UnfoldingRoma

© Riproduzione riservata

  • Articolo Precedente

  • Prossimo Articolo

Multimedia