NADIA SLIMANI ORIENTAL DANCE

NADIA SLIMANI ORIENTAL DANCE

Per la ballerina professionista la danza è un mezzo per sperimentarci e davanti alla sua bellezza accompagnata dalla musica possiamo renderci conto che l’arte unisce e che il bello, insieme all’armonia, possono essere ovunque.

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Grande ammirazione del pubblico del Festival dell’Oriente alla Nuova Fiera di Roma per l’esibizione di Nadia Slimani ballerina professionista di danza orientale. L’artista romana, nata a Parigi da padre algerino e madre francese, convinta che il suo istinto naturale dovesse essere arricchito con nuove tecniche e approfondimenti, sin da giovanissima ha puntato sempre su una formazione con ottimi maestri che le ha permesso di apprendere diversi stili di danza e la cultura in cui sono nati e si sono sviluppati.  Grazie alla sua competenza ma soprattutto per la passione che riesce ad esprimere in scena ha partecipato a diversi eventi teatrali, festival, film e spettacoli con  coreografi e registi di grande livello fra cui  Saad Ismail, Maria Strova, Gaia Scuderi, Roberta Bongini, Sandy D'Alì, Mayodi Sultan, Mandira Improta, Valentina Manduchi, Paolo Sorrentino, Vito Boffoli. Oggi Nadia Slimani ama dedicarsi anche all’ insegnamento per trasmettere un percorso fatto di tecnica ma anche di spiritualità considerato che la sua è essenzialmente una danza dell'anima. Abbiamo avuto il piacere di intervistarla scoprendo un personaggio vero che considera il suo cammino professionale sempre in itinere per regalare al pubblico e alle sue allieve sempre nuove emozioni.

Come nasce la tua passione per la danza?

Grazie alle mie origini ho avuto la possibilità di assorbire sia la cultura occidentale che quella orientale e, merito anche della mia famiglia, sono stata subito immersa nel mondo dell’arte studiando musica e dedicandomi alla moda oltre ad avere una sete di sapere che mi ha portato a sperimentare tante discipline. Ma è la danza che mi ha conquistato grazie anche alla possibilità che ho avuto di perfezionarmi con maestri di fama internazionale. In particolar modo la danza orientale per me è come respiro, centratura, gratitudine, disciplina, etica, spiritualità, gradualità, oltre alla magia di creare un rapporto meraviglioso tra mente, corpo, cuore e spirito.

Oggi sei un’affermata artista di cultura e danza orientale e ti dedichi anche all’insegnamento. Cosa desideri trasmettere alle tue allieve?

Soprattutto la gioia di danzare insieme, la leggerezza, la magia di ritrovarci intimamente connesse, entrare in sintonia con il proprio corpo che genera armonia e benessere, la creatività e la cura per noi stesse che sono solo alcuni aspetti di un viaggio senza confini che ci regala la danza. Il mio metodo si basa molto sull’improvvisazione perché l’autonomia, il lasciarsi andare, la libertà creativa sono gli insegnamenti più preziosi che ho ricevuto dai vari percorsi spirituali. La danza è un mezzo per sperimentarci e davanti alla sua bellezza accompagnata dalla musica, non possiamo che renderci conto che l’arte unisce e che il bello, insieme all’armonia, possono essere ovunque.

Ci puoi parlare dei benefici che può avere chi inizia un percorso di apprendimento di danza orientale?

I benefici sono tantissimi e vorrei parlare di quelli che ho vissuto in prima persona. La musica è la prima cosa che mi viene in mente perché tutto è suono e ritmo intorno a noi, sapere ascoltare è un privilegio, è come sapere assaporare un cibo sapendo come è fatto, da dove viene e quale è la sua storia. L’arte sta nel conoscere ogni ingrediente e saperli mettere insieme. Con poche note il musicista può creare melodie all’infinito. Impariamo a guardare con altri occhi e a sentire il corpo come uno strumento, i nostri passi ci conducono in mondi finora sconosciuti. Entriamo in sintonia prima con il nostro corpo e poi con la musica, sentendo il rilascio delle tensioni che lascia spazio ad una energia profonda. Grazia, femminilità, sensualità avvolgono il nostro corpo, finalmente libero di esprimersi. Miglioriamo la flessibilità soprattutto della colonna vertebrale, si rinforza la muscolatura e si agisce anche sulla circolazione sanguigna. Considero ogni lezione come un momento speciale, una dimensione in cui poter sentire la nostra essenza. Vedo insegnare spesso la danza orientale come semplice tecnica, o banalizzarne i benefici indicati sul piano fisico. In realtà i benefici sono molto più profondi cambiando il modo di guardare se stesse, il proprio corpo e il rapporto con l’altro e con il mondo circostante.

I corsi di danza che tieni in tutta Italia e all’estero riscuotono sempre molto consenso. Ci riveli il segreto del tuo metodo di insegnamento?

Oltre alla passione, nel mio metodo c’è un po’ di ogni maestro dai quali ho ricevuto tecniche e insegnamenti. E poi ci metto sempre la rielaborazione personale secondo il mio vissuto, le mie esperienze, le mie scoperte e tutto quello che mi ha fatto crescere come persona  proponendo un percorso diverso di anno in anno grazie alla mia continua ricerca. Ogni gruppo è diverso e di conseguenza per me tutte le volte  è come creare un “corso su misura” e questo rende il mio lavoro molto stimolante. 

Il pubblico resta sempre estasiato dalle tue rappresentazioni teatrali. Puoi raccontare quale è stato il progetto professionale che ti ha dato maggiori soddisfazioni?

Nelle varie esperienze molti sono stati gli stimoli e le soddisfazioni come il lavoro in teatro dove si intrecciavano attori e danzatori in una commedia brillante, gli spettacoli durante i percorsi di formazione, il lavoro con le compagnie di danza, i festival, lavorare all’estero. Ma il progetto più significativo è stato con mio fratello in Francia con uno spettacolo che raccontava le nostre vite e le nostre origini e che ha dato vita ad un nuovo progetto insieme. Infondo, anche quando creo una coreografia lascio scorrere le emozioni, lascio fluire le energie e mi faccio guidare dalle ispirazioni senza giudizio. Donare il massimo di ciò che sento, comunicare da cuore a cuore con il pubblico è quello che cerco di trasmettere.

Per frequentare un corso di danza con te c’è bisogno di avere particolari predisposizioni o aver già un minimo di esperienza in tal senso? C’è un limite di età?

La danza è sia un’espressione artistica che dell’anima e per tanto non richiede una particolare predisposizione ne limiti di età. Si può scegliere liberamente di praticarla ai fini del benessere psico fisico o studiarne gli aspetti più tecnici ai fini di rappresentazioni teatrali. La danza è vita e danziamo la vita attraverso la narrazione di ciò che vogliamo raccontare.

Ci dai un accenno ai tuoi progetti futuri?

Come insegnamento continuo a tenere i miei stage presso rinomate scuole artistiche della Capitale come lo IALS, il Bracelli Club e l’Associazione Armonia dove è possibile fare anche corsi e lezioni di danza Bollywood. Per l’8 e 9 giugno ho in programma un corso molto particolare presso il Casale dei Ciliegi in Umbria per un’esperienza di danza a contatto diretto con la natura mentre continuo a girare l’Italia e la Francia per le mie partecipazioni in spettacoli teatrali. Fra i progetti più belli quello di uno spettacolo a Parigi con mio fratello Ahmed Slimani, anche lui ballerino e coreografo, che sarà come un viaggio in cui si incontrano culture millenarie e in cui il corpo e l’anima ritrovano un legame ancestrale. Per rimanere sempre aggiornati c’è il mio sito www.nadiaslimaniorientaldanze.mozello.it e la mia pagina Facebook @nadiaslimaniorientaldance

                                                   Rosario Schibeci 

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