Viaggi D'amore E D'altre Stelle

La recensione di Unfolding Roma

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Allestimento da cineforum e atmosfera casalinga, tanto che proprio due persone del pubblico sono salite sul palco per leggere al microfono la famosa poesia di Gibran Madre. Sembra di stare tra i banchi di scuola, invece ci troviamo al Teatro Lo Spazio per la prima di Viaggi d’amore… E d’altre stelle con il Direttore –per gli amanti della filosofia- Professore e egli stesso filosofo Gabriele La Porta, nel giorno del suo 70esimo compleanno.

Un avvio scontato ma atteso: l’etimo della parola filosofia, cui aggiunge il richiamo del suo scopo: alleviare le “pene d’amore” (termine utilizzato, come ci ricorda La Porta, dallo stesso Shakespeare).

Si apre così una serena conversazione con chi, da sempre vicino alla cultura, ne fa buon uso per parlarci del più discusso e controverso sentimento umano: l’amore.

Diversamente da chi ne affronta il bianco e il nero, La Porta ci fa vedere le mille sfumature dell’amore, passando dalle poesie di Jalāl al-Dīn Rūmī e di Eliot a toccanti video, come quello tratto dal film Highlander in cui il protagonista, immortale, vede morire tra le sue braccia l’amore della sua vita, o come il video di un padre devoto al proprio figlio malato.

Ma l’amore, si sa, abbraccia ogni forma d’arte, quindi La Porta ci fa conoscere Flavia Colagioia, giovane cantante lirica di altissimo livello, il musicista Cris Vola e il comico e imitatore Enzo Garramone. È proprio quest’ultimo a regalare leggerezza e risate ai presenti in sala, con la sua veracità napoletana che si sposa perfettamente con la profondità di La Porta. Questi gli ingredienti di un esperimento che di teatrale ha poco, di culturale ben più.

Sul palco si citano Gustav Jung, Elizabeth Bishop, Nelson Mandela, man vengono lette anche le poesie scritte dal timido (così definito da Garramone) regista Michele La Porta, figlio di Gabriele.

Si tratta così l’amore per la propria donna, per i propri genitori, per i propri figli e per i propri nonni, perché l’amore è universale e ha diverse forme, anche se spesso lo dimentichiamo.

La serata, accolta benissimo dal pubblico romano che si è commosso di fronte ai forti video proiettati e ha interagito, come precedentemente raccontato, con La Porta e la sua “squadra”, è stata solo la prima di un tour che porterà questo Viaggio d’amore in giro per l’Italia, perché non sia solo Roma a beneficiare degli insegnamenti di grandi filosofi e poeti del passato, approfonditi dal Professore che, come al solito, catalizza l’attenzione e tocca in profondità lo spettatore.

Appena usciti dal teatro, succederà anche a voi di sentirvi parte di qualcosa di più grande. Perché come diceva Gibran “Amare non solo si può, ma si deve”.

Ilaria Battaglia e Lucrezia Leggio

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