NON SI INSEGNA A UN FIGLIO A MORIRE

NON SI INSEGNA A UN FIGLIO A MORIRE

A Forlì e a Spoleto il progetto espositivo “Artisti per Alina” con il premio ‘’ALINA’’ per l’opera più originale e creativa istituito dall’artista Sanda Sudor in ricordo della figlia uccisa a soli 26 anni in un incidente stradale

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Chi può dire che la vita non sia la morte e la morte non sia la vita? La descrizione di un passaggio sconosciuto e sconvolgente, in una dimensione che attraversa i mondi e scuote l’anima, realizzato tramite una mostra d’arte contemporanea ‘’Artisti per Alina’’. Così Sanda Sudor, madre artista della ventiseienne Alina Marchetta uccisa in un incidente stradale, presenta il progetto espositivo che sarà realizzato all’Oratorio San Sebastiano di Forlí, dal 7 Aprile al 22 Aprile a Spoleto negli spazi del Comune (ex Monte di Pietá) nel periodo dal 16 maggio al 29 maggio prossimo.

Ai partecipanti è stata concessa l’autorizzazione a reperire in internet materiale fotografico che riguarda Alina, purché utilizzato in modo etico e rispettoso della persona. Fra le opere proposte e realizzate sarà scelta quella che si aggiudicherà il premio annuale ‘’Alina’’ (in valore di 1000 euro) conferito all‘ artista che produrrà il lavoro più creativo e significativo sul tema proposto. Inoltre, saranno assegnati il secondo premio ( 600 euro) e il terzo premio ( 400 euro).

Alina Marchetta è un fiore che è stato reciso il 7 Aprile 2019 investita sul marciapiede da una sua coetanea, che non avrebbe dovuto guidare quell’auto assassina, sotto effetto di alcool e droghe pesanti che le oscuravano la mente. Un dolore immenso per i famigliari di Alina privati di una ragazza solare e promettente mentre chi ha commesso il grave delitto ha chiesto e ottenuto la revoca della misura di custodia per frequentare l’università di Bologna al fine di tracciare meglio le sue linee programmatiche per sé e per i suoi cari.

Come dichiarato dalla stessa Sudor “Dal momento che non sono riuscita come madre a impedire ad Alina di morire, voglio lottare per sopravvivere e lo faccio con l’unico strumento che conosco, che mi sorregge e mi sostiene: l’Arte. Che sia l’Arte a tenere viva Alina, che sia l’Arte a far comprendere il passaggio tra la vita e la morte. Che sia l’Arte un omaggio ai genitori che, come me, sono condannati all’ergastolo del dolore”.

L’iniziativa si svilupperà nei due luoghi che hanno segnato il percorso della breve vita di Alina, Spoleto dove è cresciuta e ha studiato e Forlí dove aveva trovato lavoro. Ad essere selezionati già ventisei artisti (proprio come gli anni della ragazza) fra cui spicca anche il nome di David Pompili autore del bellissimo ritratto di Alina usato per realizzare l’invito della stessa mostra.

Rosario Schibeci

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