Listen To Me, Ivy La Nuova Opera Di Street Art Di Solo E Diamond

Listen To Me, Ivy La Nuova Opera Di Street Art Di Solo E Diamond

Un’opera che nasce nell’ambito del progetto ANOTHER WORLD – Arte in città per immaginare il futuro, un progetto di rigenerazione urbana nel quartiere Vigne Nuove.

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A via Dina Galli 8, nel quartiere Vigne Nuove di Roma, nello spazio antistante l’ingresso del TSMREE – Servizio Tutela Salute Mentale e Riabilitazione Età Evolutiva della ASL Roma 1, la nuova opera a “quattro mani” degli street artist romani Solo e Diamond “Listen to me, Ivy”, dedicata all’eroina dei fumetti Poison Ivy, personaggio femminile creato dagli autori di Batman nel lontano 1966.

Un’opera che nasce nell’ambito del progetto ANOTHER WORLD – Arte in città per immaginare il futuro, un progetto di rigenerazione urbana nel quartiere Vigne Nuove.

Il lavoro si integra perfettamente con il precedente intervento, dello scorso novembre effettuato da Gola Hundun, che ha ricreato, nella stessa location, una splendida caverna d’ispirazione preistorica. Poison Ivy, affascinante figura dagli occhi verdi e dai capelli rossi, infatti, come dichiara Solo, “ha soprattutto lo straordinario potere di comunicare con le piante e, grazie al suo “fattore rigenerante”, di rendere rigogliosa la natura e di creare bellissimi giardini e qui è perfetta”.

Un vero e proprio percorso a Via Dina Galli dedicato sia ai bambini che agli adolescenti che frequentano il servizio neuropsichiatrico, sia a tutti coloro che abitano nel quartiere o che di lì transitano quotidianamente. Un percorso per riflettere, crescere e incontrarsi, che renda vivo lo spazio.

Il progetto è patrocinato dalla ASL Roma 1 e dal Municipio III, in collaborazione con Ater Roma e promosso e realizzato da Eco dell’Arte e curato da Elena Paloscia.

Abbiamo voluto intervistare i due straordinari artisti all’opera Solo e Diamond, di fama internazionale, e la Presidente di Eco dell’Arte e curatrice Elena Paloscia.

Vorremmo sapere qualcosa di più sull’opera, di questo nuovo lavoro a quattro mani

Risponde Solo: Siamo stati contattati per quest’opera di riqualifica da Elena Paloscia, anche se il termine non è dei migliori, ma in questo caso è calzante, l’androne non era neanche imbiancato. Qui, nei locali della ASL Roma 1, vengono bambini e ragazzi giovani, non è giusto che entrino in qualcosa che era paragonabile ad un “antro dell’inferno”.

Abbiamo fatto un sopralluogo alla fine del 2020, e c’era già la giungla preistorica di Gola Hundun, ho pensato che fosse il posto perfetto per Poison Ivy (uno dei mie supereroi), che si sposava perfettamente con il contesto esistente.

Le idee quando nascono spontanee sono vincenti, qui l’idea è stata immediata! Ci sono tre pareti, posizionate come le quinte di un teatro, abbiamo pensato di fare Poison Ivy sul fondo, un pattern a motivo decorativo ad edera, su un'altra parete e Batman, sull’ultima parete, protagonista dei fumetti di Poison Ivy. Come sempre sia partiti dall’idea, poi abbiamo realizzato il disegno e quindi siamo passati alla scelta dei colori.

Un lavoro a tutti gli effetti a quattro mani, un fifty-fifty tra i due artisti che ormai lavorano insieme da dieci anni, dividendo anche lo stesso studio.

Non solo un’opera di riqualifica urbana ma anche sociale?

Fondamentalmente veniamo chiamati a fare interventi di “riqualifica urbana” dove c’è bisogno… E’ un po' come a casa: pulisci dov’è sporco non dov’è pulito, dichiara Solo.

Prossimi progetti?

La prossima settimana si inaugura la collettiva 06 al Contemporary Cluster Art Gallery di Roma. Il 16 febbraio abbiano una collettiva a Parigi, alla Galerie Sakura, dove partecipiano con tre opere per ognuno. Tanti nuovi progetti di muri a Roma e provincia e non solo, che sono ormai fermi dal 2020, e di cui abbiamo già tutto pronto, anche i bozzetti.

Come avete vissuto il lockdown?

Abbiamo sofferto abbastanza il 2020, noi abbiamo sempre una vita around the world, tra muri, viaggi, una vita abbastanza avventurosa, rimanere chiusi a casa è stata una vera e propria tragedia, tutti i progetti saltati, dopo che avevamo avuto un 2019 ricco di impegni, veramente eccezionale.

Come street artist vi sentite “arrivati”? Siete soddisfatti di tutto quello che avete fatto finora?

Mah veramente noi ci sentiamo sempre all’inizio, siamo sempre proiettati oltre, a fare qualcosa di più. Contenti si, puntiamo sempre alle novità, nuovi progetti, nuovi Festival e manifestazioni. Io vorrei andare al Festival di street art Kow Pow alle Hawaii, dichiara Solo, e concorda anche Diamond che vorrebbe andare anche nel Nord Europa.

Passiamo ora a Elena Paloscia, Presidente Eco dell’Arte e curatrice.

Che cos’è Another World, perché qui a Vigne Nuove e come nasce la scelta dei due artisti Solo e Diamond?

Another World è un progetto di rigenerazione urbana dedicato al quartiere Vigne Nuove, in particolare a via Dina Galli e al servizio di TSMREE della ASL Roma 1, un servizio neuropsichiatrico dedicato a bambini ed adolescenti. Un progetto che nasce dal basso, da una vera e propria richiesta del personale della ASL, per dare una nuova vita alla struttura e all’ambiente circostante, che poi è stato sposato anche dal Municipio III, che ha dato il suo patrocinio.

Ho pensato ad un vero e proprio percorso, che doveva rispettare la funzione dello spazio, dall’accoglienza, alla parte dedicata agli adolescenti (dove hanno lavorato Solo e Diamond) e un muro dedicato agli stati d’animo e altri tre muri su cui ci sarà un intervento dello street artist Lucamaleonte, dedicato alle favole di Esopo, con una grande morale: si può arrivare pur partendo svantaggiati.

L’opera è autofinanziata, attraverso una raccolta fondi, sulla piattaforma Produzioni dal Basso: http://sostieni.link/26888

Hanno collaborato alla raccolta fondi tutti gli attori del territorio, varie associazioni e associazioni di genitori.

L’ultima cosa che verrà fatta sarà la facciata, perché come in tutti i percorsi di cura, ci si cura prima da dentro.

Un opera di rigenerazione che deve essere fruibile da tutto il complesso della ASL e da chi transita nella zona. Il posto mi è stato segnalato, era un complesso edilizio degli anni ’70, che ospita quasi 3300 persone, nel quale molti servizi non esistono, che soffre anche molto della vicinanza del Centro Commerciale Porta di Roma, che, purtroppo, ha fatto chiudere molte piccole attività della zona.

Gli artisti dovevano essere motivati e seguire il percorso che mi ero prefissata con le loro opere: per cui a Gola Hundun ho chiesto di creare uno spazio che riacquistasse luce attraverso elementi naturali ed animali, e lui, occupandosi rigenerazione urbana a tutto tondo, portando la natura in città, ha anche piantato dell’edera qui intorno, messo nidi veri negli spazi dove interviene. E’ stato un lavoro partecipato anche dai bambini, con dei laboratori appositi, con le operatrici della ASL con la quale stiamo lavorando.

Deve diventare uno “spazio vivo”, vivibile, dedicato ad attività varie, di quartiere, per tutti.

La scelta di Solo è Diamond è dettata non solo da precedenti collaborazioni che abbiamo avuto, ma perché i supereroi rappresentano la scoperta delle proprie potenzialità. Solo rappresenta i suoi supereroi in una veste quasi fragile, per cui assolutamente in linea con il posto, ed ho apprezzato moltissimo la scelta di Poison Ivy, che qui è perfetta!

Intervista di Stefania Vaghi

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