Bauli In Piazza Del Popolo - Di Alessia De Antoniis

Bauli In Piazza Del Popolo - Di Alessia De Antoniis

Manuel Agnelli, Fiorella Mannoia, Emma Marrone, Alessandra Amoroso, Brunori Sas, Renato Zero, Max Gazzé in piazza insieme ai lavoratori dello spettacolo

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Bauli in piazza è approdata ieri in piazza del Popolo a Roma dove, sei mesi dopo l'esperimento di Milano, i lavoratori dello spettacolo sono tornati a far sentire la loro voce. Insieme a loro Manuel Agnelli, Fiorella Mannoia, Emma Marrone, Alessandra Amoroso, Brunori Sas, Renato Zero, Max Gazzé. Con loro uno striscione con su scritto: Governo, ora ci vedi?.

Oltre mille bauli, nel pieno rispetto delle norme anti-covid, hanno tremato in coro per lanciare un grido al Governo, finora sordo.

419 colpi per ricordare 419 giorni di blocco delle attività dello spettacolo. In realtà solo di una parte, visto che i set cinematografici e i programmi televisivi continuano a lavorare.

Centinaia di mani che hanno battuto su oltre mille bauli. Ma quei bauli che hanno creato le immagini suggestive dell'evento di sabato, sempre pieni delle attrezzature che viaggiano insieme ad attori e cantanti, ieri erano vuoti.

Vuoti e fermi da 419 lunghissimi giorni. Fermi come tutti i lavoratori dello spettacolo dal vivo, una delle voci importanti dell'economia del Paese.

Dietro un grande evento c'è una rete di professionisti invisibili al pubblico, ma senza i quali la grande magia dello spettacolo, qualsiasi esso sia, non esisterebbe. Quando un cantante sale sul palco, quando un attore va in scena, è stato vestito, truccato, sono state studiate luci, suoni, sono stati allestiti palchi e set, è stato scritto un testo, della musica.

Un artista muove un mondo. Lo spettacolo crea un indotto. Non sono invisibili che appaiono e scompaiono: sono una voce importante del nostro Pil. Sono lavoratori e come tali vanno riconosciuti, inquadrati e tutelati.

“È un momento di contagi ancora critico. Come direttore di un teatro stabile nazionale seguo le direttive del governo. Vorrei si ottenesse il riconoscimento di categoria degli attori e interventi a sostegno dei lavoratori dello spettacolo, ma non credo in questa forma di protesta”. Così Giorgio Pasotti su Repubblica.

Ma tra gli obiettivi della manifestazione, elencati nel comunicato stampa, non c'era la riapertura. Le richieste riguardano invece l'immediata istituzione di un fondo da erogare in soluzioni mensili a tutte le lavoratrici e i lavoratori dello spettacolo ed eventi, per garantire una soglia minima di continuità di reddito; l'immediata calendarizzazione di un tavolo interministeriale che affronti la riforma del settore con particolare riferimento alla previdenza e all’assistenza delle lavoratrici e dei lavoratori.

I portavoce della associazioni presenti, hanno sottolineato come, senza un intervento definitivo e il più possibile unitario, le conseguenze di questa crisi saranno drammatiche. Chiedono, pertanto, una legge sul lavoro che porti al riconoscimento del lavoro discontinuo.

Gli oltre mille rappresentanti del mondo dei lavoratori dello spettacolo, non sono scesi in piazza per chiedere elemosina, ma per chiedere lavoro e le tutele ad esso connesse.

Come ha dichiarato Fiorella Mannoia ad UnfoldingRoma Magazine “la mancata riapertura protratta per un periodo così lungo, sta creando danni che saranno difficilmente recuperabili. Stiamo perdendo figure professionali importanti. E noi artisti dipendiamo da loro. Il successo dei nostri concerti dipende da loro. Per questo siamo qui accanto a loro”.

Prima dell'inizio del flashmob, nella piazza ha riecheggiato la voce di Renato Zero: “Ciao ragazzi, sono Renato e sono qui per dimostrare che non abbiamo paura di salire anche noi su quel palco”.

Peccato che, tranne i pochi coraggiosi e coerenti artisti presenti, moltissimi altri non abbiano fatto sentire la loro voce. Peccato perché, se fossero davvero uniti, tutti i lavoratori dello spettacolo avrebbero la forza di portare al tavolo delle trattative i ministri del Lavoro, dell'Economia e delle Politiche Sociali. Peccato che ancora troppi non abbiano capito che non esiste protagonista senza comprimari e comparse; che non si va in scena senza quella moltitudine di lavoratori che saranno pure invisibili al grande pubblico, ma che consentono alla cosiddetta star di essere tale. In piazza non dovevano esserci mille lavoratori dello spettacolo a rappresentare migliaia di colleghi, ma almeno mille artisti famosi a rappresentare tutti coloro i quali permettono ogni giorno che lo star system esista.

Chapeau ai presenti.


Alessia de Antoniis

Ciao ragazzi. Sono Renato, sono qui con voi per dimostrare che non abbiamo paura di salire su 

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