MIPEL120 A Milano Con I Campioni Olimpici Di Tokyo 2020

Alla Fiera Milano Rho è andata in scena MIPEL, fiera dedicata alla pelletteria e agli accessori, guest stars i campioni olimpici di Tokyo 2020.

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Si è svolta alla Fiera di Milano Rho, dal 19 al 21 settembre scorso, la centoventesima edizione di MIPEL, la più grande fiera dedicato alla pelletteria e all’accessorio moda, che torna, in questo settembre, finalmente in presenza.

Gli organizzatori proprio per sottolineare il forte legame esistente tra business, voglia di ripartire e rimettersi in gioco, superare i limiti come se fosse una “sana competizione” sportiva, hanno dedicato la giornata del 20 settembre ai campioni olimpici degli ultimi Giochi di Tokyo 2020, che tanto hanno fatto sognare tutta Italia questa estate, regalandoci emozioni e vittorie sportive che mancavano da anni, soprattutto nell’atletica leggera.

Un’edizione importante, quella dei sessant’anni, ribattezzata Mipel Play, a richiamare il mondo dello sport, che ha dato grandi soddisfazioni all’Italia in un anno così particolare, con un allestimento speciale che ha riprodotto una pista di atletica sul perimetro della manifestazione, campi da tennis e da basket nelle aree comuni e restituire un’immagine moderna e affascinante del movimento Made in Italy, abbattendo tutti gli stereotipi.

A fare il loro ingresso a Mipel quindi, Gianmarco Tamberi, oro nel salto in alto,  Filippo Tortu, oro nella staffetta 4x100, gli atleti paralimpici Andrea Liverani, medaglia di bronzo nel tiro a segno carabina 10 metri e Alessia Berra, argento nei 100 metri farfalla S13, che sono stati intervistati dall’ex campione olimpico Massimiliano Rosolino (oro anche lui a Sidney 2000 nei 200 misti).

Una presenza voluta fortissimamente dal Presidente di Mipel Franco Gabbrielli, che ha così commentato: “Mi piacerebbe che le nostre aziende prendessero esempio da questi ragazzi e ragazze coraggiosi, che non si sono mai dati per vinti e che ci hanno creduto fino in fondo, contro ogni pronostico. L’Italia non si arrende mai e nei momenti più bui tira fuori il meglio di sé, riuscendo a stupire tutti, questa è la stessa speranza e l’augurio che ho per le aziende del nostro settore”.

Gli atleti dopo un tour del Padiglione 1 che ha ospitato Mipel120, si sono intrattenuti in un talk incentrato sull’importanza della ripartenza e del mettersi in gioco e, soprattutto, sulla necessità di infondere un senso di positività, con le testimonianze di Gianmarco Tamberi e Filippo Tortu, intervistati da Massimiliano Rosolino, in veste di inviato speciale di Mipel.

Rosolino ha più volte sottolineato come le dinamiche dello sport siano equiparabili a quelle dell’impresa, soprattutto la capacità di rialzarsi e ottenere grandi risultati dopo un momento di difficoltà o di profonda crisi, perché la vita non è mai tutta semplice e in discesa, occorre canalizzare le energie, per ottimizzare i risultati.

I quattro atleti sono stati presi a simbolo dell’Italia che esce da un momento estremamente difficile e, ciononostante riesce a vincere la sfida più difficile e prestigiosa.

Tamberi e Tortu pur avendo due personalità diverse, più introspettivo e taciturno Tortu, più estroverso e loquace Tamberi, hanno sottolineato l’importanza di fare squadra, tra atleti, ma anche in famiglia, di supportarsi sempre, sia in caso di vittoria ma, anche e, soprattutto, nei momenti di difficoltà.

Lo sport come le attività economiche è fatto di sfide, bisogna sapersi mettere in gioco e rischiare, come afferma Tamberi: “bisogna saper alzare l’asticella, ma poi bisogna anche saper saltare”.

Ed è proprio questo il “motore motivazionale” di Gianmarco Tamberi che dopo il tremendo infortunio che gli ha precluso la partecipazione a Rio 2016, quando tutto sembrava compromesso, si è rimesso in gioco, perché come lo stesso ha dichiarato: “Per me l’infortunio è stata una grande opportunità. Bisogna tener duro e crederci sempre, i sogni sono fatti per essere raggiunti”.

Anche se ammette di aver pianto per una giornata intera all’annuncio che i giochi di Tokyo 2020 sarebbero stati posticipati all’anno successivo.

Filippo Tortu parla anche dell’importanza della famiglia, lui che ne ha una fatta di atleti (dal nonno, al padre, al fratello), lo sport come tradizione familiare quindi, “senza dover passare il testimone”, e si reputa estremamente fortunato e molto fiero.

Come le aziende familiari, dove si condividono gioie e dolori, dove si deve avere la capacità di switchare il momento no, come una mancata vittoria. Non sempre va bene, ma si deve essere capaci di riuscire nell’obiettivo che ci si è posti, esorcizzando le difficoltà, senza fermarsi mai.

Ed è proprio per questo che i due atleti, invece di optare per un meritato riposo dopo le fatiche e le soddisfazioni immense di Tokyo, hanno deciso di rimettersi in pista immediatamente, conquistando ulteriori risultati eccellenti

Gianmarco Tamberi, è reduce dalla vittoria alla Diamond League a Zurigo, evento finalmente in presenza, dove lo stadio pieno lo ha galvanizzato al massimo (al contrario di Tokyo dove il pubblico non era presente).

Filippo Tortu, invece, a Nairobi, nella tappa Gold del Continental Tour, ha stabilito il suo nuovo record personale sui 200 metri, il secondo tempo di sempre, dietro solo a quello di Pietro Mennea, in vista dei mondiali e dei campionati europei del 2022.

Massimiliano Rosolino li ha definiti due veri e propri artigiani dello sport, impossibile non essere d’accordo.

Campioni nello sport e nella vita, che hanno battuto tutto,  anche la sorte e gli infortuni, perché con la dedizione, la caparbietà, la professionalità, ma anche con il cuore e la grande determinazione,  è difficile non portare a casa grandi risultati, e ne sono la riprova le prestigiose medaglie conquistate da questi splendidi atleti.

Articolo di Stefania Vaghi

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