MAIPIUSOLE La Jam Teatrale Per Emergenza Afghanistan Di Pangea

MAIPIUSOLE La Jam Teatrale Per Emergenza Afghanistan Di Pangea

Sul palco del Monk la serata-evento #MAIPIUSOLE: 13 artisti per la raccolta fondi di Pangea Onlus per Emergenza Afghanistan.

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Lo scorso 30 settembre al Monk di Roma è andata in scena la serata-evento dedicata alla raccolta fondi per aiutare Pangea Onlus nella sua missione emergenziale in Afghanistan, il titolo è stato quanto mai azzeccato ed emblematico #MAIPIUSOLE.

13 fra attrici, attori e musicisti si sono riuniti per dar luogo ad una serata teatrale interamente dedicata ai diritti delle donne, a titolo gratuito. Il tema trattato sul palco era particolarmente “scottante”: si sono rievocati alcuni tra i più importanti casi storici di violenze e abusi subiti dalle donne nel corso delle epoche.

Da un’idea di Enrica Pintore, da 4 anni testimonial Pangea e del vulcanico Luca Basile, in veste di regista e attore, è nata una vera e propria jam teatrale dove gli artisti si sono uniti fino a formare un unico grande spettacolo. La direzione artistica è stata affidata a Matteo Santilli, creatore del Progetto Superficie che, insieme a Fenix 1530 lucabasile production, Clan sui Generis, I viaggi di Adriano e il Monk hanno dato vita all’evento.

Ad avvicendarsi sul palco nomi noti del mondo dello spettacolo e della scena teatrale nazionale: Enrica Pintore, Nika Perrone, Alessia Capua, Federica De Benedittis, Giovanna Cappuccio, Matteo Quinzi, Luca Bocchetti, lo stesso Luca Basile, Fortunato Iannaccone, Ivano Conte, Andrea Standardi, Paolo Militerno e Christian Laiontini.

Uno spettacolo che attraversa la storia, tra fatti celebri, che spaziano nei secoli, accompagnato in maniera impeccabile dalla voce e dalla chitarra di Luca Bocchetti.

Si inizia con un balzo indietro nel tempo, al IV secolo d.C. con Federica De Benedittis e Ivano Conte che interpretano i fratelli Emilia e Celestio durante la persecuzione dei cristiani da parte dell’Imperatore Diocleziano, due fratelli uniti fino all’epilogo finale nella difesa dei testi sacri.

Un balzo in avanti al 1500 con la celebre storia di Lucrezia Borgia, interpretata da una splendida Enrica Pintore, e dell’omicidio del marito a mani del fratello Cesare, interpretato da Matteo Quinzi ed avallato dal Papa, interpretato da Paolo MIliterno, perché in nome del potere si sacrifica qualsiasi cosa, anche il sangue del proprio sangue.

Ci spostiamo di poco più avanti e la piecè successiva, molto dinamica e fuori dal palco, ci porta a Roma nel 1595 con il parricidio del Conte Francesco Cenci, interpretato dal partenopeo Fortunato Marco Iannaccone a mani, anzi a colpi di spada, della figlia Beatrice Cenci magistralmente interpretata da Alessia Capua, coadiuvata dal fratello Giacomo Cenci, alias Luca Basile.

Arriviamo quindi ai moti rivoluzionari del 1825, all’uccisione dei primi patrioti Leonida Montanari e Angelo Targhini, decapitati da Mastro Titta. Sul palco ad interpretare Michelina, la sorella di Montanari, Giovanna Cappuccio in un’esplosione di autentica e convincente romanità e di un altrettanto bravo e carismatico Andrea Standardi, nei panni dell’odiato Mastro Titta.

Passiamo poi al 1849, nella Roma che diventa Repubblica, con l’uccisione dei Fratelli Archibugi a Ponte Milvio, da parte delle truppe francesi.

La sorella Annetta interpretata da una ammiccante e divertente Nika Perrone irretisce, con tutte le armi della seduzione a sua disposizione l’ingenuo e ammaliato soldato francese Marcel, interpretato da Christian Laiontini, interprete convincente e spassoso anche con l’accento transalpino, che cade, senza nessuno sforzo, tra le braccia di Annetta, fino al triste epilogo di sangue e vendetta.

Il pezzo finale è un ritorno al 1599, con l’uccisione di Beatrice Cenci, torturata fino allo stremo, della madre e del fratello Giacomo. Sul palco Alessia Capua e Luca Basile, fratello e sorella, ambedue defunti, si incontrano nel limbo ed è in quel momento che Beatrice Cenci confessa a suo fratello la sua vita di violenza, soprusi e vessazioni subite da parte del padre in un toccante addio finale. Un epilogo che rappresenta la condizione di molte donne costrette a vivere nella violenza domestica e, troppo spesso, a morire proprio in ambito familiare. Uno spettacolo che per le tematiche trattate risulta essere di tragica attualità, di assoluto livello, mai noioso né banale.

A salire sul palco, dopo i ringraziamenti di rito di Matteo Santilli, Silvia Redigolo di Pangea Onlus, per metterci a parte della situazione a Kabul aggiornata in tempo reale, perché l’emergenza Afghanistan non sia dimenticata, dopo il tragico epilogo di Agosto.

Le ultime notizie non sono rincuoranti, i talebani stanno vietando alle donne di mettere i tacchi, di vestire a colori e cosa ancor più grave di andare a scuola e all’Università.

Pangea è l’organizzazione no-profit che opera a Kabul dal lontano 2003, fornendo microcredito ed empowerment alle donne afgane in un percorso di emancipazione sociale ed economica che ha già coinvolto più di 7.000 donne. Molte delle persone aiutate agli inizi sono entrate poi in staff da professioniste.

Dall’inizio dell’emergenza in Afghanistan ad Agosto, Pangea è riuscita a far rientrare in Italia 300 persone tra staff e famiglie, ma parte dello staff è rimasto a Kabul e da settembre è stata creata una casa rifugio dove sono ospitate 40 persone, mettendo loro a disposizione alloggio, vitto e, soprattutto, protezione.

L’Italia ha risposto alla raccolta fondi in maniera encomiabile, sono arrivate donazioni da privati e da aziende durante l’emergenza, ma bisogna tutt’ora tenere alta l’attenzione sul problema che è ancora in fieri e non di facile soluzione in tempi brevi.

E’ prevista l’apertura di altre case rifugio in altre zone dell’Afghanistan e al contempo, dato l’inserimento di divieto di frequentazione della scuola da parte delle ragazze maggiori di 12 anni di garantirne la continuazione del percorso di studi in sicurezza.

Una ultima buona notizia in tutto questo c’è, termina una emozionata e determinata Silvia: una delle rifugiate arrivate a Roma, ha dato alla luce una nuova creatura, una bambina, neanche a dirlo!

Pangea c’è, non lasciamole sole, per chi fosse interessato ad una doverosa donazione https://pangeaonlus.org/contributo/emergenza-afghanistan/

Photo Credits Matteo Nardone

Articolo di Stefania Vaghi

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