Alla Galleria Del Cembalo Vino E Arte Che Passione

La V edizione di Vino e Arte che passione si è svolta nella splendida cornice della Galleria del Cembalo di Palazzo Borghese.

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Cinquanta aziende vinicole eccellenti italiane si sono date appuntamento nella splendida location della Galleria del Cembalo per la quinta edizione di “Vino & Arte che passione”, che finalmente è tornata in presenza.

La manifestazione-evento romana che unisce l’eccellenza della produzione enologica con le suggestioni dell’arte è stata una full immersion nel nettare di bacco e nel Settecento, proprio a due passi da Piazza di Spagna.

Un punto di incontro tra winelovers e addetti ai lavori del mondo del vino che, oltre all’eccellenza del calice desiderano anche un ambiente unico e prezioso in grado di rendere irripetibile ogni singolo assaggio, questo è in sostanza “Vino & Arte che passione”.

Come dichiara Ciro Formisano ideatore e organizzatore dell’evento, sin dalla sua prima edizione, insieme a CT Consulting Events: “L’esclusività, l’eccellenza e la bellezza, dalla bottiglia fino a un affresco, un quadro o una scultura, sono l’anima stessa di Vino e Arte che passione.”

Un’edizione quella appena trascorsa che ha portato alla Galleria del Cembalo quasi 1.900 persone in due giorni, di cui solo 1.000 nella giornata di domenica. Tra incontri, degustazioni e ben 6 masterclass.

L’evento ha segnato il lancio e la presentazione al pubblico della rivista “Vino e Arte che passione Magazine”, che, oltre ad essere il magazine ufficiale della manifestazione è una nuova realtà redazionale per il mondo del vino di qualità, che è stata omaggiata a tutti i presenti.

E’ stato un piacere farmi guidare proprio da Ciro Formisano e da Maria Letizia Rapetti, tra le cantine presenti, tra nuove scoperte e novità di conclamate case produttrici.

Da una degustazione di ottimi vini della Tuscia sono passata alla Sardegna, con i vini di Siddùra, direttamente da Luogosanto nel cuore della Gallura.

Siddùra è un progetto enologico che nasce da due imprenditori, uno tedesco e l’altro sardo, nessuno dei due provenienti dal settore, ma con la passione del vino ed hanno acquistato le terre, vicino a Santa Teresa di Gallura e al mare.

Ben 9 etichette, tre tipi di vermentino ultracelebre e pluripremiato tra cui spicca il Vermentino di Gallura Superiore Béru, seguito dallo Spéra (molto giovane) e Maìa (più strutturato) e i Cannonau.

E i Cannonau dall’Erma DOC, al Fòla, all’ultimo nato il Cannonau Rosato Nudo - fra i primi a produrlo - che viene messo in contatto con le bucce di tre uve differenti per conferirgli un caratteristico colore “buccia di cipolla”, che ho avuto il piacere di degustare ed apprezzare, che non conoscevo.

Essendo notoriamente una amante delle bollicine ho avuto modo di apprezzare Istituto Trentodoc, bollicine di montagna.

Lo spumante metodo classico prodotto con sole uve trentine, espressione diretta della terra che lo produce. Della cantina Levide, di Paola Zadra e Valperto Degli Azzoni, che vantano un’esperienza di trent’anni nel mondo del vino, ho avuto il piacere di degustare un Cime di Altilia, un nome che vuole ricordare le altezze delle montagne trentine, un extra brut millesimato, che ho particolarmente apprezzato.

Non ci resta che aspettare il prossimo appuntamento di “Vino e Arte che passione”, e fare i complimenti a tutti, dall’organizzazione ai produttori.

Articolo di Stefania Vaghi

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